Libri
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Iniziale Titolo: TUTTI
Le forme del bello
Remo Bodei
Il Mulino, 2017
​Dal modello classico all'estetica dall'assenza di regole: la storia dell'idea di bellezza è segnata dal progressivo disgregarsi del paradigma armonico di un perfetto ordine cosmico in cui il bello si collega al vero e al bene. Se in età moderna si fa esperienza del molteplice e dell'individuale, a fine Settecento si approda a una netta rivincita del sublime e del brutto. Ma è soprattutto il Novecento che rivendica il valore estetitico della deformità e delle dissonanze come generatori di ordini sconosciuti. Malgrado il discredito che in alcune teorie colpisce oggi il concetto di bello, sorprendentemente esso continua a rinnovarsi, sottraendosi a qualunque definziione univoca e conclusiva.
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Rinascimento
Giulio Tremonti
Baldini&Castoldi, 2017
​“Rinascimento. Con la cultura (non) non si mangia” è un dialogo colto e sfaccettato tra i due autori, una riflessione sui tempi moderni e certamente un libro che farà molto discutere. Un testo dove economia, arte e filosofia sono prese in considerazione per trovare concrete soluzioni al rilancio dell’Italia. Vittorio Sgarbi e Giulio Tremonti propongono la loro idea di futuro e le ricette per superare quello che definiscono un neo-Medioevo culturale. Regole infinite, ideologie sorpassate, nuove superstizioni impediscono, infatti, di credere nel potenziale della bellezza e frenano drasticamente le possibilità per il Bel paese di approcciarsi con estro e abilità ai tempi moderni.
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La Costituzione. La legge fondamentale della Repubblica
Valerio Onida
Il Mulino, 2017
Aggiornato ai più recenti sviluppi, il libro introduce il lettore alla «legge fondamentale della Repubblica», di cui delinea l'architettura, i concetti chiave, il linguaggio e lo spirito, illustrando con chiarezza i contenuti del testo, dai diritti civili, politici e sociali all'organizzazione dei poteri dello Stato, alla giustizia, ai rapporti internazionali e con l'Europa.
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L'uomo che fermò l'apocalisse
Roberto Giacobbo
Rai Eri, 2017
Chi è Stanislav Evgrafovich Petrov? Una persona anziana che vive in indigenza nella degradata periferia di Mosca. Ma anche l'uomo che ha salvato il mondo dall'annientamento: il militare russo che, all'alba del 23 settembre 1983, di fronte al segnale inequivocabile di un attacco di missili nucleari americani, decise di non fare la telefonata che avrebbe allertato i vertici, e che avrebbe dato inizio alla risposta sovietica scatenando la Terza guerra mondiale. Un eroe, ma un eroe disubbidiente: degradato e allontanato dall'esercito, avrebbe pagato caro quel gesto mancato. Lo sta pagando tuttora, nel silenzio generale. Ma perché i macchinari infallibili dell'Armata Rossa, quel giorno, impazzirono? E cosa sarebbe accaduto se lui non si fosse trovato sul posto? In una vera inchiesta sul campo dai risvolti di sconcertante attualità, Roberto Giacobbo ricostruisce i retroscena di un evento dimenticato, tra misteriose coincidenze astronomiche, guerre di spie, intrighi politici e militari in un crescendo di tensione. Ci riporta nel pieno di un periodo tra i più pericolosi della Guerra Fredda, nei cuori e nelle menti di leader potentissimi e inermi cittadini che vivevano nel terrore e nella paranoia. Uno scenario che oggi abbiamo dimenticato e fatichiamo persino a immaginare, ma che è molto più vicino di quanto ci sembri. Nel passato. E nel futuro?
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L'austerità fa crescere
Veronica De Romanis
Marsilio, 2017

«Stop all’austerity» è lo slogan da anni sulla bocca di tutti: politici - al governo e all’opposizione -, giornalisti, economisti. L’intento è sempre lo stesso: far passare il messaggio che le misure d’austerità siano fallaci, e addirittura dannose, per conquistare facili consensi. Risolvere la crisi sarebbe a portata di mano, basterebbe tornare a spendere risorse pubbliche, riappropriarsi della sovranità. Ma è davvero così? E, soprattutto, il rigore è stato realmente applicato in questi anni in paesi come l’Italia o la Francia? Veronica De Romanis sgombra il campo dai pregiudizi smontando tutti gli argomenti contro l’austerità, riassumibili nei sei aggettivi che spesso l’accompagnano: eccessiva, recessiva, imposta, ingiusta, inutile e responsabile dell’ascesa di forze populiste. Con esempi concreti e dati alla mano, l’autrice ne mostra i due volti. L’austerità «buona», nelle parole di Mario Draghi, «prevede meno tasse e una spesa concentrata su investimenti e infrastrutture», fa crescere e infatti non ha impedito ai leader che l’hanno praticata di vincere, come in Lettonia e nel Regno Unito, o di ottenere la maggioranza dei voti, in Portogallo e in Spagna. Quella «cattiva», al contrario, privilegia l’aumento delle tasse a scapito di tagli della spesa improduttiva e può alimentare il populismo. Una lettura utile per capire se l’Europa è stata davvero «rovinata dall’austerità», come ebbe a dire Alexis Tsipras, o se questa non rappresenti invece un’occasione per una politica che voglia combinare al meglio responsabilità verso le nuove generazioni e solidarietà verso i soggetti più deboli. Un passaggio necessario, soprattutto per un’economia quale quella italiana, dove il debito dello Stato è percepito come un numero privo di significato, ma è invece una pesante ipoteca sul futuro dei giovani.​


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Tre volte te
Federico Moccia
Editrice Nord, 2017
opo il clamoroso successo di "Tre metri sopra il cielo" e "Ho voglia di te", tornano Babi e Step con Tre volte te. I personaggi disegnati dalla penna di Federico Moccia e entrati nell’immaginario collettivo di milioni di lettori ritornano, ormai cresciuti e maturati, alle prese con le prove di vita vera. Step non è più il ragazzo senza coscienza e con il vento tra i capelli di un tempo: si sta per sposare con Gin, la ragazza di sempre, che gli ha persino perdonato il tradimento di tanti anni prima con Babi. Adesso Step è anche un produttore televisivo e l’unica cosa che desidera davvero fare è vivere tranquillo e mantenere il suo status sociale. All’improvviso però riappare Babi che con la sua forza scombina di nuovo tutte le carte in tavola per convincerlo a vivere una vita diversa, all’insegna della passione, del brivido e dell’amore puro, quell’amore che in tutti questi anni li ha svegliati a volte la notte, con la consapevolezza di una mancanza e del bisogno di qualcosa in più, che potesse placare i loro cuori. Il ritorno di Babi però solo apparentemente è senza scopi perché la ragazza deve rivelargli una nuova sconvolgente verità. Come reagirà Step? Ancora una volta la loro energia sarà più forte di tutto? Federico Moccia si prepara ad un nuovo grande successo con "Tre volte te" con cui non lascerà scampo agli appassionati seguaci di Babi e Step.
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Quello che l'acqua nasconde
Alessandro Perissinotto
Piemme, 2017
Susan pensa di sapere tutto di suo marito, un uomo che salva le vite dei bambini. Ma all’improvviso una crepa si apre sulle sue mura domestiche. Dopo "Le colpe dei padri", "Quello che l’acqua nasconde" di Alessandro Perissinotto ci riporta nuovamente a scavare nel passato. Edoardo Rubessi ha trascorso trentacinque anni gloriosi negli Stati Uniti e forse lo attende un premio Nobel per le sue scoperte nell’ambito della genetica che possono cambiare il futuro di molti bambini. La sua Torino, bella e malinconica, però lo attende e allora Edoardo decide di ritornare a casa, in Italia. Ad attenderlo però non c’è solo la gloria, ma anche il “vecchio”, un uomo che sa tutto del passato di Rubessi, degli anni di piombo che ha attraversato, non senza macchie. Ma che succede quando la memoria ritorna, una memoria che noi stessi volevamo dimenticare? I misteri travolgono Edoardo e trasformano il suo rapporto con la moglie Susan che vede come il vecchio guarda il marito e capisce che in quello che afferma c’è un fondo di verità. La donna è decisa allora ad andare fino in fondo, a scoperchiare quel baratro di orrore che forse è nascosto nel passato di Edoardo, ma sapere chi è davvero è la prima necessità. Quello che l’acqua nasconde di Alessandro Perissinotto è un viaggio nelle memorie nazionali e nella necessità individuale di cancellarle.
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Sempre una gran Signora
Giampiero Mughini
Mondadori, 2017
"Nell'agosto 2016 la Juve è giunta a un momento apicale della sua storia ultracentenaria, quella di un brand italiano che dura e primeggia dagli ultimissimi anni dell'Ottocento e dunque è entrato nel terzo secolo della sua storia. Dio, quant'è giovane la Vecchia Signora. E quando parlo di un brand, ossia di uno stemma iconico ed elettrizzante, mi riferisco a qualcosa che è molto più di un marchio puramente 'sportivo', e bensì a qualcosa che attiene profondamente alla vita, all'immaginazione, alle fantasie e alle attese quotidiane di tantissimi di noi. Ma in tutta lealtà che cosa sarebbero state tante tantissime domeniche e serate e ore della vita di milioni di italiani, se a un certo punto della giornata non avessero preso a scorrazzare sul campo gli uomini con la maglia bianconera, gli uomini di tutte le speranze e di tutte le vittorie dai primi anni Trenta fino alla settimana scorsa? Sto esagerando?" Questo libro parla d'amore, quello per la Juventus. Un amore viscerale, totale, immune agli alti e bassi connaturati alle imprese sportive, cantato dal tifoso bianconero più sbilanciato e pugnace del mondo dello spettacolo, Giampiero Mughini. In "Sempre una gran Signora" Mughini enumera le infinite ragioni e le sfaccettature emotive della sua travolgente passione con quello stile letterario che gli è valso la professione prima di giornalista poi di opinionista. È un canto di passione e di giubilo, di sofferenza e di piacere, espresso con il giusto lirismo che si conviene agli eroi - da Boniperti a Marotta, da Platini a Marchisio, Buffon e Higuaín - e ai vincitori di mille battaglie: tutti coloro che abbiano vestito anche solo per un istante la maglia a strisce bianche e nere.
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Ogni giorno. Tra scienza e politica
Elena Cattaneo
Mondadori, 2016
"Le sto chiedendo di continuare a essere uno scienziato attivo dentro e fuori il laboratorio, le offro la possibilità di farlo potendo intervenire e contribuire ai lavori del Senato della Repubblica." Elena Cattaneo, biologa famosa in tutto il mondo per i suoi studi sulla corea di Huntington, una malattia neurologica causata da un gene mutato, non dimenticherà mai le parole dell'allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, quando nel 2013 le annunciò la decisione di nominarla senatrice a vita. Da allora la sua esistenza è profondamente mutata e la sua attività scientifica si è arricchita di una funzione pubblica e istituzionale fondamentale per poter restituire alla scienza, troppo spesso bistrattata e abbandonata a se stessa, un ruolo di primo piano nel nostro paese. Lo testimoniano le pagine di questo libro, in cui l'autrice racconta i primi tre anni trascorsi in aula, affrontati con la stessa dedizione riservata al lavoro di ricerca in laboratorio, ma soprattutto con lo stesso metodo e gli stessi principi, nella salda convinzione che "i valori scientifici dell'oggettività, oltre all'allenamento al pensiero critico, avrebbero reso migliore il mio apporto al paese come senatrice". Abituata al lavoro di squadra, Elena Cattaneo è affiancata da un gruppo di esperti con competenze in diversi ambiti, dal diritto parlamentare ai rapporti con le istituzioni e con gli istituti scientifici.
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La tentazione di andarsene
Lorenzo Bini Smaghi
Il Mulino, 2017
L'Europa, diversamente dagli Stati Uniti, non si è ancora del tutto ripresa dalle intemperie della crisi soprattutto per l'incompletezza del suo disegno istituzionale; al suo interno l'Italia è l'anello debole (Grecia a parte) che può costituire un rischio sistemico per l'intera area. Il senso di frustrazione per lo status quo alimenta la tentazione di andarsene, nell'illusione di poter scaricare sull'Europa le colpe di un male tutto italiano. In realtà il destino dell'Italia e quello dell'Europa sono strettamente collegati: solo agendo con una coraggiosa azione riformatrice l'Italia può ritrovare un suo ruolo da protagonista e insieme contribuire al completamento del progetto europeo.
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Il meglio di te
Milly Carlucci
Sperling&Kupfer, 2017
"La mia prima fonte di piccoli consigli femminili è stata mia madre. Perché è così, i consigli si tramandano di madre in figlia come in una catena che si arricchisce e si aggiorna di generazione in generazione. Questa mia personale catena si è arricchita anche grazie al mio lavoro, che mi ha spinta a sperimentare di più rispetto ad altre donne che magari non svolgono una professione pubblica dove anche l'immagine gioca un ruolo importante. Scrivendo queste pagine, mi sono venute in mente tutte le domande che mi hanno rivolto tante volte riguardo a come mi mantengo in forma, come curo il mio aspetto, dove trovo energia ed entusiasmo. Giorno dopo giorno ho provato su me stessa diverse strategie, ho chiesto consigli a medici ed esperti e ho trovato un percorso personale e tanti piccoli accorgimenti per raggiungere il benessere. Possono essere d'aiuto a qualcuno? Forse sì, magari scoprite delle dritte utili anche per voi! E se dovessi scegliere un unico consiglio, da dare a mia figlia o a una cara amica, ecco quale sarebbe: cerchiamo di amare noi stesse per quello che siamo e troviamo il coraggio di buttarci nella mischia per realizzare i sogni che ci fanno battere il cuore". (Milly Carlucci)
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The startup
Matteo Achilli
Rizzoli, 2017
Avere diciott'anni ai margini di Roma, il cemento di Corviale a fare da sfondo a tutti i sogni possibili, può essere una condanna. Ma non se hai un'Idea in testa e sei disposto a qualunque cosa per realizzarla. È quello che succede a Matteo, sguardo di ghiaccio e una determinazione capace di superare ogni ostacolo: un padre che resta senza lavoro e deve reinventarsi proprio quando lui sta per iscriversi all'università, un allenatore che lo esclude dalle nazionali di nuoto Juniores perché porta il cognome sbagliato e il grande amore, Emma, che non ne può più di essere sempre al secondo posto nel suo cuore. Perché il primo è occupato da lei, l'Idea. È il 2011, Facebook è entrato di prepotenza nelle vite della gente, e Matteo ha capito che quello che serve per far parlare chi cerca con chi offre lavoro è proprio un social network: eccola, la chiave per accendere il futuro. È così che il ragazzo dalla massa ribelle di capelli castani lascia la periferia estrema della Capitale - e lo scantinato dove con un amico ha iniziato a progettare il suo sito - per dare forma concreta alla sua intuizione. A Milano lo accoglie un coinquilino che parla solo per indovinelli e citazioni di film e poi la Bocconi, il tempio della finanza e il luogo dove, con tanta sfrontatezza e i contatti giusti, una startup può diventare una delle più importanti realtà nel mercato delle risorse umane. Perché quando sogni in grande, i confini non esistono.
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Io vivo nell'ombra
Comandante Alfa
Longanesi, 2017
Camminare nell'ombra con la morte accanto per difendere gli altri e la legge. Questa è sempre stata la linea di condotta del Comandante Alfa, uno dei cinque «soci fondatori» del Gruppo di Intervento Speciale dei carabinieri, meglio noto come Gis. Nato nel 1978, il Gis ha ben presto mostrato sul campo una straordinaria efficienza, con missioni di cui il Comandante Alfa è stato protagonista per oltre trent'anni, per poi diventare istruttore all'apice della carriera. Ripercorrendo le tappe di un'esistenza votata al coraggio e alla segretezza più totale (anche nei confronti dei propri cari), il Comandante rievoca qui i momenti salienti di tante esperienze vissute sul campo in Italia e all'estero. Non solo gli esordi del Gis in funzione antiterroristica negli Anni di Piombo e le lunghe notti in Aspromonte durante la stagione dei sequestri, fino alla liberazione di Cesare Casella, ma anche le missioni nei vari teatri di guerra e l'addestramento della polizia irachena dopo la liberazione di Baghdad. E poi, di nuovo in patria, la scorta a Nicolas Sarkozy durante il G8 dell'Aquila nel 2009, fino all'organizzazione del servizio di protezione del magistrato antimafia Nino Di Matteo, a Palermo, nel 2013. Sono pagine intense, in cui il Comandante Alfa ci svela anche le durissime fasi di addestramento, le armi, le attrezzature, le tipologie di intervento e le tattiche di una delle forze speciali più preparate del mondo. 
Il Comandante Alfa l’avevamo già conosciuto in "Cuore di rondine", ora con il secondo capitolo della sua storia vera ritroviamo il Carabiniere del Gruppo di intervento speciale dell’Arma alle prese con nuove missioni speciali e segrete. Dal 1977, momento in cui è entrato nel GIS, ad oggi tanti sono stati i momenti difficili, le imprese quasi impossibili, i salvataggi, gli amici da difendere sul campo, i “nemici” da abbattere. Rapimenti, guerre, rivolte: per un uomo che entra in questo reparto d’élite questa è la normalità. Ma il Comandante Alfa non è solo un militare ineccepibile e ormai anche uno scrittore straordinario: è anche un marito, un uomo con una famiglia da cui tornare e a cui non poter raccontare nulla perché tutto quello che fa è segreto e non può essere rivelato, neppure alle persone più care. Questo è il peso più enorme per chi entra nel reparto speciale: non poter condividere con nessuno quella vita intensa, ma molto difficile che li costringe lontani da casa per tanti mesi, senza poter dare notizie di se. "Io vivo nell'ombra" è il racconto di questa strana esistenza, ma che qualcuno, per il bene di tutti, deve pur fare: giornate di allenamenti continui, di studi strategici, di abituarsi a sparare e a visualizzare il nemico, ma anche di condivisione con i propri compagni che diventano gli unici amici possibili. Il Comandante Alfa è abile nel descrivere non solo le azioni, ma anche le emozioni che lo accompagnano giorno per giorno e lo spingono a continuare questa carriera impossibile.
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La dieta per vivere 100 anni
Rosanna Lambertucci
Mondadori, 2017
"La vita media si sta notevolmente allungando. Alcuni esperti ipotizzano, addirittura, che l'aspettativa di vita dell'uomo possa arrivare a 110-120 anni. Ma chi ci credeva fino a qualche tempo fa? Oggi è una realtà: abbiamo degli ultracentenari che hanno dimostrato che questo è possibile. Lo confesso: non dico che voglio diventare proprio un'ultracentenaria, ma di arrivare a cent'anni me lo auguro, e voglio mettercela tutta per farlo!" Come ha confermato lo studio sulle abitudini degli italiani più longevi nel corso del progetto "Longevi? Sì, grazie!", condotto in team con il professor Roberto Bernabei, geriatra del Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, l'alimentazione è lo strumento più importante che abbiamo per prevenire molte malattie e vivere più a lungo e più sani. Partendo da questa ricerca, Rosanna Lambertucci ha elaborato un programma alimentare personalizzabile secondo i propri gusti e le proprie esigenze, ricco di alimenti antiossidanti che proteggono l'organismo dalla produzione di radicali liberi, dalle infiammazioni e, quindi, dalle malattie. Per ogni alimento il programma fornisce indicazioni sui migliori metodi di cottura e sulle corrette combinazioni. La dieta che Rosanna Lambertucci propone in questo libro, accanto al concetto di "dieta dimagrante", ritorna al suo significato originario di "stile di vita": vengono infatti forniti anche consigli su quale attività fisica è bene svolgere e alcune nozioni sull'arte della respirazione, fondamentale per ossigenare il nostro organismo. E non manca una dieta "last minute" per perdere velocemente fino a cinque chili. Questo libro dà, in maniera semplice e accessibile, i suggerimenti fondamentali non solo per vivere a lungo, ma per vivere bene e in salute. Tutto per attivare un circolo virtuoso capace di generare un atteggiamento positivo nei confronti dell'esistenza. Perché anche la salute dell'anima può fare la differenza in un percorso verso l'eterna giovinezza. 
La salute vien mangiando meglio di Rosanna Lambertucci è un libro che trae spunto dal celebre programma che la giornalista e scrittrice conduce ogni giorno sui canali del digitale terrestre. Se si mangia bene ne risente positivamente anche il nostro corpo. Questo lo sapevamo e ce lo ricorda la Lambertucci con inchieste specifiche che affrontano temi quali l’invecchiamento cutaneo, la psoriasi, l’acne e con emeriti dottori come Corrado Pierantoni e Fausto Aufiero ci porta ad una dieta che combina cibi che si sposano alle cure delle malattie. Le combinazioni alimentari ci permettono così di affrontare meglio le nostre debolezze fisiologiche e arrivare così a condurre uno stile di vita sano e soddisfacente. I telespettatori prima e ora i suoi lettori con entusiasmo accoglieranno i suggerimenti di La salute vien mangiando meglio. Endocrinologhi, nutrizionisti e oncologi supportano con una voce competente i consigli alimentari di Rosanna Lambertucci e per prevenire i tumori, gestire le infiammazioni e i dolori, combattere i sintomi della menopausa, per salvaguardare la salute di occhi, pelle, capelli e aiutare il cervello e la memoria un cibo adatto c’è. Bisogna solo conoscerlo. Anche il modo in cui il cibo si cucina può aiutare a salvarsi da un disturbo e finalmente sollecitarci a raggiungere la serenità dietetica.
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Picciridda
Catena Fiorello
Giunti Editore, 2017
Cosa può mai accadere a una picciridda che nei primi anni Sessanta vive in un minuscolo villaggio di pescatori, Leto, lungo la costa tra Messina e Catania? Può accadere, ad esempio, che i genitori si trovino costretti a emigrare in Germania in cerca di fortuna e che decidano di portare con sé solo il più piccolo dei due figli, affidando "la grande", pur sempre picciridda, alla nonna paterna. È quello che accade a Lucia, l'irriverente protagonista di questo romanzo, che vive la sua condizione di figlia di emigrati sentendosela addosso come un marchio negativo. È consapevole, Lucia, che per lei - e per tutti coloro che non hanno fortuna, che sono "figli della gallina nera" - la necessità implica sacrificio e rinunce. Lo sa bene. Lo dicono tutti. Lo ripete la nonna, così burbera e austera. Ma col passare dei mesi, tra feste di paese e pomeriggi in riva al mare, l'esistenza di Lucia si popola di persone e di affetti: le zitelle Emilia e Nora, la professoressa Aida, la compagna di classe Rita. Ci sono anche gli uomini, misteriosi e taciturni, un mondo da cui stare alla larga (come dice sempre la nonna) o tutto da scoprire (come sente Lucia). E proprio uno di quegli uomini nasconde un terribile segreto a cui Lucia si avvicina sempre più, ignara di ciò a cui andrà incontro...
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Ai nostri desideri
Enrico Pellegrini
Marsilio, 2016
Nel nuovo libro di Enrico Pellegrini ritroviamo alcuni personaggi del suo romanzo "La negligenza", e in particolare il protagonista. Costretto a confrontarsi con un passato di feste e di spettri, dopo aver cambiato il suo nome all'anagrafe per fare perdere traccia di sé, Rosso Fiorentino si butta nel mondo del lavoro. Così come prima andava da una festa all'altra, adesso passa da un lavoro all'altro. Dopo una sfilza impressionante di insuccessi, Rosso concepisce un progetto mirabolante: esportare la focaccia genovese in America. Nel tentativo improbabile lo assiste una squadra altrettanto impreparata. Ma l'idea piace. Un primo negozietto desolato apre nel Queens (New York), una seconda panetteria grande come una scatola di scarpe a Broadway, e poi via via il successo diventa immediato, travolgente, inarrestabile. Tre negozi aperti ogni giorno, Domino's e Pizza Hut (i concorrenti locali) in ginocchio, tutti fanno più soldi di Dio, la quotazione in borsa a Wall Street va alle stelle... Ma, si sa, nei romanzi di Pellegrini il successo è immediato ed effimero. Si può raccontare Wall Street e le origini della crisi finanziaria del 2008 con una fiaba divertentissima? È possibile usare la propria esperienza professionale per "riscrivere la storia"? Un libro che ci fa ridere e riflettere, sull'ambizione, sull'innamoramento, sull'hybris, nell'instancabile ricerca del desiderio che, per Rosso Fiorentino, non sarà né successo, né denaro, né gloria...
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Lavorare gratis, lavorare meglio
Domenico De Masi
Rizzoli, 2017
Ormai non esiste famiglia dove non ci sia un figlio, un parente o un amico che non sia disoccupato. Se ne parla come di un appestato, abbassando la voce per non farsi sentire dagli estranei, e comunque sospettando che, sotto sotto, si tratti di un fannullone o di uno scapestrato. Con la disoccupazione giovanile stabile oltre il 40 per cento, l'Italia è oggi un Paese con milioni dì questi fannulloni e scapestrati. Tutte le soluzioni sperimentate finora, compresi i voucher e il jobs act, celano l'intento di ampliare a dismisura un esercito di riserva professionalizzato e docile, disponibile a entrare e uscire dal mondo del lavoro secondo le fluttuazioni capricciose del mercato. Invece bisognerebbe avere il coraggio di affrontare il problema in tutta la sua gravità: la disoccupazione non solo non diminuirà, ma è destinata a crescere. Basta guardarsi intorno: ieri le macchine sostituivano l'uomo alla catena di montaggio, domani software sempre più sofisticati lavoreranno al posto di medici, dirigenti e notai. Insomma, il progresso tecnologico ci procurerà sempre più beni e servizi senza impiegare lavoro umano. E la soluzione non è ostacolarne la marcia trionfale, ma trovare criteri radicalmente nuovi per ridistribuire in modo equo la ricchezza. Per questo i disoccupati e tutti coloro che temono di poterlo diventare, se vogliono salvarsi, devono adottare una precisa strategia di riscatto. Perché pretendere un comportamento e un'etica ritagliati sul lavoro quando il lavoro viene negato? Perché non trasformare i disoccupati in un'avanguardia di quel mondo libero dal lavoro e sperimentare le occasioni preziose offerte da quella libertà? Ciò che oggi si prospetta non è conquistare, lottando con le unghie e con i denti, un posto di ultima fila nel mercato del lavoro industriale, ma sedere nella cabina di regia della società postindustriale. La soluzione è un nuovo modello di sviluppo e di convivenza, che possa condurci verso approdi sempre meno infelici.


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L'intervista
Aldo Cazzullo
Mondadori, 2017
Francesco Cossiga racconta i segreti del caso Moro, e Vasco Rossi la sua esperienza con la droga e il carcere. Silvio Berlusconi si confessa nel giorno in cui lascia per sempre Palazzo Chigi, e Andrea Bocelli confida i suoi amori. Sandro Mazzola rivela le combine ai Mondiali del 1970 e del 1974, e Gianni Rivera dice di essere stato juventino e amico di Brera. Dalla ventenne Bebe Vio, che vince la medaglia d'oro paraolimpica con le sue braccia e gambe nuove, a Rita Levi Montalcini, intervistata il giorno del suo centesimo compleanno, Aldo Cazzullo costruisce una straordinaria galleria dei personaggi che hanno fatto la storia degli ultimi trent'anni. Dall'intervista rubata a Giulio Andreotti quand'era ancora al potere sino all'esilarante chiacchierata con Checco Zalone, si alternano sulla scena capi di Stato e uomini di spettacolo, Bill Gates e Renato Zero, Mario Vargas Llosa e Laura Pausini. Renzo Arbore e Pippo Baudo vanno insieme da Padre Pio che li tratta malissimo, Paolo Sorrentino rievoca per la prima volta l'incidente in cui morirono i genitori; Andrea Camilleri viene portato in trionfo dalla rete per il suo No al referendum, mentre Massimo Bottura subisce un linciaggio digitale; Edgardo Sogno rivela di aver davvero preparato un colpo di Stato, Dino Zoff invita la Juve a rinunciare agli scudetti di Moggi; Ennio Morricone sente scoppiare la bomba di via Rasella, Alessandro Gassman rivendica le sue radici ebraiche; Bettino Craxi dice di voler morire ed essere sepolto in Tunisia, Umberto Bossi torna in campo dopo l'ictus; Dolce&Gabbana spiegano come hanno raccontato ai genitori di essere gay, Renato Vallanzasca come è sopravvissuto alle botte dei secondini; Piercamillo Davigo lamenta che i politici non hanno smesso di rubare ma solo di vergognarsi, Giuliano Pisapia denuncia le torture ai no global di Genova; Franca Valeri racconta come ha beffato i nazisti, J-Ax come ha sconfitto la cocaina. Parlano grandi vecchi riservatissimi come Giovanni Bazoli e Gianluigi Gabetti, e blogger adolescenti da due milioni di seguaci; Beppe Grillo gocciolante dopo la traversata a nuoto dello Stretto, e gli eterni duellanti della sinistra italiana, demoliti da Francesco De Gregori; e poi Riccardo Muti e Renzo Piano, Paolo Conte e Paolo Poli, Carlo De Benedetti e John Elkann, Romiti e il cardinal Martini, Celentano e Jovanotti... 
Cosa possono avere in comune Franca Valeri, Dino Zoff, Andrea Camilleri e Silvio Berlusconi? Un’intervista lasciata a Aldo Cazzullo, ovviamente. Nel suo ultimo libro troviamo una straordinaria raccolta di nomi e vicende per raccontare nel modo più intrigante l’Italia degli ultimi trent’anni. Quasi nessuno sembra essere sfuggito alle domande del giornalista del «Corriere della Sera». Tra dettagliate risposte e confessioni strappate troviamo la situazione dell’Italia con Andreotti, la visita di Renzo Arbore a Padre Pio, le origini ebraiche rivendicate da Alessandro Gassman e l’infanzia di Sorrentino. Dal politico all’artistico, dal faceto al tragico, dal trionfo alla caduta, si delinea una storia di destini incrociati. Ogni figura regala a Cazzullo e ai lettori un proprio scorcio di realtà. Nessuno è escluso e ogni memoria è un pezzo dell’Italia di ieri e di oggi. I fatti di Genova visti da Pisapia, il coming-out con i genitori di Dolce e Gabbana ed anche il Bill Gates e Mario Vargas Llosa sono fondamentali elementi per ricomporre il puzzle del Paese. Probabilmente Aldo Cazzullo con “L’intervista” è riuscito a confezionare il nostro ritratto più fedele. Come in ogni fotografia, sono i dettaglia a rendere emozionante e unica la scena.
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La rivoluzione del coniglio
Antonello Dose
Mondadori, 2017
"Aloha! Sono Antonello Dose, quello del 'Ruggito del Coniglio'. Da molti anni pratico il buddismo di Nichiren Daishonin. Ho iniziato per curiosità, per fiducia verso chi me ne aveva parlato e aveva insistito tanto affinché partecipassi a una riunione in una casa privata. 'Metti dei calzini puliti' mi disse Betta, 'ti chiederanno di togliere le scarpe.' Il mio è il racconto di venticinque anni di esperienze di fede e di vita quotidiana che mi hanno permesso di approfondire la conoscenza di me stesso e di quello straordinario, profondissimo, misterioso, gioioso fenomeno che si chiama 'vita' e che ci vede, consapevoli o meno, tutti coinvolti. Provengo da una famiglia cattolica ed è stato inevitabile, in questi anni, avere dubbi di ogni genere e confrontare i risultati che ho ottenuto seguendo prima una religione e poi l'altra. Ho sperimentato cosa significa abbracciare il Sutra del Loto e recitare con costanza Nam-Myoho-Renge-Kyo, la Legge dell'Universo. Ho provato gli effetti del Dai-moku sullo stato vitale, nella percezione di me e degli altri, nella salute, nella protezione dagli incidenti e nell'attirare la buona fortuna. Sono tanti i motivi di gioia e di gratitudine che mi spingono a questo racconto, finora vissuto gelosamente in privato, ma la gioia più grande, da un po' di tempo a questa parte, è notare che il fenomeno vita funziona esattamente come intuito e descritto dal primo Budda storico Shakyamuni, come spiegato da Nichiren Daishonin nel XIII secolo e attualizzato da quello che considero il mio maestro, Daisaku ikeda. Ci sono stati anche dolori, malattie, lutti. E l'energia vitale per affrontarli. Ma ciò che conta è che direzione diamo all'esistenza, alla nostra mente e al nostro cuore insieme, kokoro in giapponese. Il buddismo mi ha cambiato la vita, e ve lo racconto senza pudori." Questa è la storia di Antonello Dose. Una storia intensa, empatica, dolorosa. Svelata anche negli aspetti più duri, con una scrittura lieve e luminosa che ci sorprende. Prima di incontrare Ikeda, Dose ha avuto due maestri: Eugenio Barba, il grande guru del teatro di ricerca, e Enrico Vai-me, il gran maestro del varietà radiofonico e televisivo. La sintesi inaspettata che ne deriva, di leggerezza e di radicalità antropologica e mistica, fa di questo libro di iniziazione al buddismo una lettura difficile da dimenticare.
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Il marine
Pier Luigi Vercesi
Mondadori, 2017
Il 31 ottobre 1969 le telescriventi di tutto il mondo battono una notizia che ha dell'incredibile. Ralph Minichiello, marine italo-americano di vent'anni, decorato in Vietnam per le sue azioni «eroiche», sta dirottando un aereo decollato da Los Angeles. All'aeroporto di New York, dove il Boeing 707 atterra per rifornirsi di carburante, Minichiello riesce a beffare l'imponente dispiegamento di forze dell'Fbi coordinato da John E. Hoover in persona. L'aereo sembra diretto al Cairo ma all'alba del i° novembre si ferma a Roma, dove il marine, su un'auto della polizia guidata da un vicequestore, comincia una disperata fuga verso Napoli e il paese in cui è nato, Melito Irpino. Dopo rocambolesche avventure nella campagna romana, viene arrestato e condotto nel carcere di Regina Coeli. Gli inquirenti faticano a credere al suo racconto: un anno, il 1968, vissuto nelle giungle del Vietnam; il torto subito al suo ritorno negli Stati Uniti; la decisione di sfidare, da solo, il Paese per cui era disposto a sacrificare la vita. Tutto per 200 maledetti dollari. Qualche giorno dopo cominciano a giungere, da ogni parte del mondo, messaggi di solidarietà per il ragazzo capace di sfidare «l'impero» impegnato nella «sporca guerra» diventata l'emblema di tutte le proteste che riempiono le piazze dell'Occidente. Se estradato, Minichiello, che a quattordici anni era emigrato in America con i genitori per fuggire dalla miseria dell'lrpinia colpita dal terremoto, rischia la pena di morte. Ma ormai è un simbolo: la sua vicenda si intreccia, involontariamente, con una storia che parte dalle proteste nelle università americane, passa per il Maggio francese, per Woodstock, la strage di Piazza Fontana a Milano, la ritirata americana dal Vietnam e gli Anni di piombo in Italia. Non è più la bravata di un ragazzo diventato uomo sparando raffiche di mitra in Vietnam ma la parabola di un'intera generazione che mette sotto accusa i propri genitori.
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Democrazia senza popolo
Carlo Galli
Feltrinelli, 2017
Può un professore, oggi, essere anche un politico? Come può conciliarsi il linguaggio rigoroso delle aule accademiche con quello allusivo, sfuggente ma anche più emotivo, della politica contemporanea? In effetti, non può; fra i due linguaggi resta una distanza, tanto più avvertibile quanto più la stessa persona è sia uno studioso, sia un politico. E da questa distanza proviene l'efficacia del racconto di Carlo Galli, lo "sguardo di un intellettuale che si sforza di capire la politica reale". Un'analisi che sceglie di gettare luce sulla politica italiana con un mezzo ormai desueto e perciò provocatorio: non un tweet o un post su Facebook, ma un libro. Dalla Camera dei Deputati, e con gli occhi del filosofo della politica, Galli racconta quasi quattro anni di legislatura, dalle elezioni politiche del 2013 al referendum costituzionale del 2016. Il ruolo crescente del Movimento 5 Stelle, la radicalizzazione della Lega di Salvini, l'avvento di Renzi e la trasformazione del Pd fino all'esito del referendum costituzionale sono le tappe di una narrazione riflessiva che decifra la storia in tempo reale e unisce i fatti in un percorso dotato di senso. E spiega perché la politica italiana sta andando incontro a una profonda metamorfosi. Come anche altri Paesi europei, secondo Galli l'Italia assomiglia sempre meno a una democrazia. Le istituzioni del sistema rappresentativo rimangono apparentemente intatte, mentre si svuotano della loro funzione e sono superate dal populismo che viene sia dall'alto, sia dal basso. La democrazia si deforma così in una post-democrazia e rischia di diventare una pseudo-democrazia.
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L'Europa in trenta lezioni
Gianfranco Pasquino
Utet, 2017
Un tempo l'Unione Europea non era che un sogno. Confinati dal fascismo sull'isola di Ventotene, tra i bagliori sinistri della guerra mondiale che infuria lontano. Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi scrivono il famoso Manifesto, in cui l'unità dell'Europa è già «una impellente tragica necessità». Oggi l'Unione Europea - a sessant'anni dagli accordi di Roma che diedero vita il 25 marzo 1957 al suo nucleo iniziale, la Comunità Economica Europea - viene considerata da molti suoi cittadini un'istituzione distante e complessa, per non dire complicata e dannosa. Una realtà per pochi e a favore di pochi. Eppure, per il suo ruolo centrale su tutti gli aspetti del vivere comune, l'immigrazione, l'economia, la difesa dei diritti individuali e collettivi e la tutela delle minoranze, è giusto considerarla una risorsa di tutti e che tutti riguarda. A partire da questa consapevolezza, Gianfranco Pasquino ci racconta con passo rapido e ampiezza di sguardo il passato e il presente di questo sogno difficile: trenta limpide lezioni che ricostruiscono gli equilibri di potere su cui l'Unione Europea si regge, gli organismi di cui è composta, i suoi valori-guida, le personalità che ne hanno influenzato lo sviluppo, le problematiche di ieri e di oggi. Un inedito viaggio nell'"Europa che c'è" e in quella che avrebbe potuto-e potrà - esserci, tra il progetto federalista degli Stati Uniti d'Europa e le brusche frenate degli ultimi anni (la più clamorosa, la Brexit: il referendum che ha sancito l'uscita del Regno Unito dall'UE). "L'Europa in trenta lezioni" è un'occasione per fare il punto sull'Europa che abbiamo costruito fin qui, nel momento in cui più forti soffiano i venti contrari del populismo e del nazionalismo più ottuso. Un modo per capire cosa rischiamo di perdere e cosa potremmo invece riconquistare, recuperando i valori di libertà, di pace, di prosperità da cui, nelle ore più buie del secolo scorso, è nata l'idea di Europa unita.
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L'evidenza delle cose non viste
Antonio Monda
Mondadori, 2017
  • Formato: brossura
È il 1986. A New York il benessere non è più un sogno ma una realtà alla portata di tutti, e Audrey è appena arrivata in città dall'Olanda, dopo un breve periodo passato a Chicago. E giovane, affascinante, e ha la distinta sensazione di trovarsi nel cuore del mondo. L'eccitazione dell'arrivo a Manhattan diventa incontenibile quando Audrey trova lavoro presso lo studio legale Barron: Warren, il titolare, è il più importante avvocato di New York, e tra i suoi clienti ci sono i finanzieri, i politici e le star più in vista d'America e di ogni parte del mondo. E un uomo di grande successo, rispettato, invidiato, per la vita professionale e per la solidità del rapporto con la moglie Beth, elegante e bellissima: un matrimonio talmente saldo da essere definito, da tutti, "la casa sulla roccia". Eppure tra Audrey e Warren qualcosa succede. Finché un giorno Warren invita Audrey a seguirlo a Las Vegas, per chiudere un affare e assistere al match di pugilato tra il campione in carica e Mike Tyson, un giovane pugile tanto brutale da sembrare imbattibile. Dopo l'incontro, passano la loro prima notte insieme. Una notte che segna l'inizio di una relazione clandestina, tanto impossibile quanto irrinunciabile. Con "L'evidenza delle cose non viste" Antonio Monda aggiunge un tassello al suo grande progetto di raccontare New York in dieci romanzi, assumendo l'inattesa prospettiva di una donna innamorata, costretta a vivere, nell'invisibilità e in solitudine, una passione più forte della vita.

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Menti curiose e curiosa-menti
Debora Degl'Innocenti
Samizdat, 2016
"Questo libro è una 'singolare' composizione 'plurale'. È un canto a più voci, è il conglomerato delle riflessioni di menti curiose e dei loro curiosamenti, cioè un reportage delle incursioni che ognuno di queste persone per proprio conto e con i propri mezzi fa nei territori dove la conoscenza non è un vanto di astratte speculazioni ma il sigillo identificativo dell'intelligenza motrice di civiltà. Ognuno di loro cerca di stabilire teorie, ipotesi dai propri punti di vista per la soluzione di problemi divenuti centrali nella esistenza contemporanea. Ma il 'curioso' sta nel riproporsi domande sulle soluzioni, cioè sulla leicità di stabilire dogmi. La modalità armonizzatrice di queste varie voci è quella del confronto attraverso un codice di comprensibilità. Nella relazione che modulata dalla distanza, permette un rispetto reciproco e generoso che il contrasto diretto qualche volta non consente. Nessuna delle voci soverchia le altre ciascuna ha modo di farsi sentire senza mirare ad una supremazia ingannatrice e forviante rispetto al già di per se labile concetto di verità, almeno in senso scientifico. Sarà mica questa la democrazia, almeno della conoscenza? Ma certo non basta curiosare occorre anche prendere decisioni risolutive, ma quello che il libro vuol dire è di non prendere decisioni se non quando strettamente necessario e di non fare della decisionalità e della fattività ad ogni costo un criterio di valore."
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Che cosa sa fare l'Italia. La nostra economia dopo la grande crisi
Salvatore Rossi
Laterza, 2017

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Metti l'amore sopra ogni cosa
Armando Massarenti
Mondadori, 2017
Ama veramente chi è capace di non amare troppo. Questo ci insegna la filosofia: pur sapendo bene che l'amore «è sopra ogni cosa» ed è persino alle radici della filosofia stessa. Grazie all'Eros povero e scalzo impersonato dal più grande e atipico dei maestri, Socrate, la filosofia ci insegna ad amare, ma non troppo. Ovvero, ci invita ad amare, e in definitiva a vivere, facendo un buon uso delle nostre passioni e dei nostri piaceri senza lasciarci trascinare dagli eccessi dell'innamoramento, una delle poche follie che godono di un'ampia legittimazione sociale. Per far questo, e per vivere bene, abbiamo bisogno di un'etica che dell'amore ci faccia evitare i fanatismi e i picchi totalizzanti di entusiasmo. L'amore, ha scritto Ovidio, è come andare «per la prima volta soldato in una terra sconosciuta», ma a ben vedere ciò è vero per tutta la nostra vita morale e per i dilemmi che quotidianamente ci pone il nostro rapporto con gli altri che, proprio come l'amore, diceva Sartre, può trasformarsi in un inferno. Armando Massarenti, attingendo alla sapienza classica e moderna - da Platone a Ovidio, da Wittgenstein a Iris Murdoch - ma anche a spunti provenienti dalle neuroscienze, coniuga filosofia, logica ed epistemologia al fine di proporre al lettore una bussola per orientarsi in quella terra sconosciuta. Una filosofia pratica in grado di regalarci un bene prezioso: la possibilità concreta di stare bene con gli altri.
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Troppe zeta nel cognome. Vizi pubblici e private virtù di un critico musicale
Mario Luzzatto Fegiz
Hoepli, 2017
Cosa prova prima di andare in scena Ornella Vanoni? È vero che 'Il cielo in una stanza' di Paoli è nata in un bordello e che Sting è un grande amatore? Cosa si nasconde dietro a uno scoop? E come interagisce un critico di un grande giornale con gli artisti? Come nasce una canzone? E una recensione? Come mai Pavarotti si è convertito al pop? Come si fa a incontrare Mina senza farsi cacciare? È davvero possibile essere obiettivi con l'artista che ti coinvolge nel suo processo creativo? O restare calmi quando squilla il telefono e all'altro capo ci sono Bob Dylan o Vasco Rossi? O quando una sera a cena da Gianni Versace i Take That cantano in coro con Elton John che si cimenta su una pianola giocattolo mentre Robbie Williams bacia sulla bocca a bruciapelo solo le signore più attempate? Il più noto e longevo critico musicale italiano vuota il sacco su 50 anni di musica, giornalismo, politica e cultura vissuti fra Rai e Corriere della Sera, svelando retroscena e dettagli di star italiane e straniere. Senza fare sconti a nessuno, soprattutto a se stesso, in un percorso musicale e spirituale dove succede un po' di tutto e in cui, alla fine, la fede e la musica vincono e convivono come valori assoluti. Un diario intenso in cui pubblico e privato si mescolano in un racconto avvincente nel quale emerge il complesso legame di amore-odio che spesso caratterizza i rapporti fra il critico e gli artisti.
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Sdoppiamento. Una prospettiva nuova per l'Europa
Sergio Fabbrini
Laterza, 2017
Ci siamo illusi che un’Europa sempre più grande assorbisse le differenze, con il risultato di alimentare la reciproca diffidenza. Dentro il mercato unico ci serve un’unione politica più piccola ma più forte.

La crisi dell’euro, l’arrivo in Europa di milioni di rifugiati e migranti, gli attacchi terroristici nel cuore delle città europee, infine la Brexit, i crescenti populismi e nazionalismi, le eurofobie, l’impatto della presidenza Trump sugli equilibri geopolitici alla base del progetto di integrazione. A partire dal 2008 l’Unione ha affrontato sfide senza precedenti con un assetto legale e istituzionale che alla prova si è rivelato drammaticamente inadeguato. Se vogliamo dare nuova forza all’Unione, l’idea di una misura che vada bene per tutti va messa nel cestino: è necessario separare gli stati che hanno una ragione strutturale per aggregarsi politicamente (come è il caso dei paesi dell’Europa continentale e occidentale) e gli stati che hanno invece un esclusivo interesse economico per il processo di integrazione (le isole e penisole del Nord, gli stati dell’Est). Il primo gruppo dovrà procedere verso una vera e propria unione federale con una base politica e costituzionale e perseguire l’obiettivo ‘di un’unione sempre più stretta’; il secondo gruppo potrà invece basarsi su un trattato interstatale puramente funzionale. Due Europe quindi collegate nel mercato unico. Solo così sarà possibile portare l’Unione Europea fuori dalla sua crisi esistenziale.


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Byron. Storia del cane che mi ha insegnato la serenità
Antonella Boralevi
Mondadori Electa, 2016
Dei sessanta milioni di animali domestici presenti nellc case italiane, sette milioni sono cani. Gli studi medici hanno confermato l'effetto benefico di un cane sulle relazioni familiari, sullo sviluppo psicofisico dei bambini, sulla salute dei padroni, così come l'abilità del cane a essere in sintonia con l'anima del suo padrone e a essere in grado di parlargli. Con un alfabeto che questo divertissement prova a svelare. Basato sull'esperienza dell'autrice, proprietaria di un bassotto tedesco a pelo ruvido di nome Byron, ma anche sui risultati degli studi neurobiologici sui cani, sulle parole di filosofi, poeti e letterati, questo libro prova per la prima volta a rovesciare i punti di vista: non è più il padrone a insegnare al cane ma viceversa il cane che insegna al padrone. Che cosa sa il cane della nostra vita? Questa è la domanda a cui il libro di Antonella Boralevi prova a rispondere. Queste pagine lievi e toccanti, leggere e profonde insieme, ci raccontano quanto il nostro cane sappia insegnarci su temi universali come: l'Amore, il Coraggio, il Perdono, le Regole, l'Autocontrollo, la Fiducia, l'Imitazione, la Morte, l'Amicizia, la Pazienza, l'Autostima, la Dignità, la Paura, la Malinconia, la Delicatezza, l'Entusiasmo, la Tenacia, l'Empatia, il Silenzio, la Solidarietà, la Curiosità, la Diplomazia, la Solitudine, la Rabbia, la Prudenza, la Compostezza ...
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Non avere paura di sognare
Alberto Mantovani
La nave di Teseo, 2017

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La democrazia e i suoi limiti
Sabino Cassese
Mondadori, 2017
La democrazia appare fragile e vulnerabile. Dopo aver sanato le ferite delle guerre e dei totalitarismi del XX secolo, i suoi valori e suoi principi fondamentali sembrano perdere forza e significato: ne sono prova le difficoltà crescenti dell'integrazione europea, il dilagare dei populismi, la contestazione delle élite, la Brexit, la sorprendente elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Ma come funziona la democrazia? Come opera concretamente nella vita dello Stato, in relazione alle altre componenti dei poteri pubblici, in conflitto con la giustizia, l'autorità, l'efficienza, nella teoria e nella pratica del governo? Sono queste alcune delle domande a cui risponde Sabino Cassese, uno dei più noti giuristi italiani, in La democrazia e i suoi limiti, al centro del quale sta l'interazione tra l'elemento democratico dei sistemi politici contemporanei e gli altri elementi che compongono lo Stato, nonché tra la democrazia nazionale e gli ordini giuridici sovranazionali. L'accento è sui limiti perché, se la democrazia è un limite del potere, è a sua volta limitata, sia per la sua intrinseca natura, sia per l'azione di altre forze. Accanto al tema tradizionale della democrazia come limite del potere, tuttavia, vi sono altri temi emergenti, che rispondono a problemi contemporanei. In primo luogo quello della partecipazione attiva dei cittadini alla vita dello Stato e delle sue istituzioni. Se nei Paesi occidentali un quarto della popolazione si astiene dal voto, se sempre più spesso sono le minoranze a decidere i destini politici di una nazione, se milioni di persone assumono atteggiamenti di protesta, occorre verificare il funzionamento della democrazia, i compiti dei partiti, le vie per far sentire nello Stato la voce dei cittadini, e contemporaneamente le procedure di selezione delle classi dirigenti e i modi di operare degli apparati pubblici.
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L'imbecillità è una cosa seria
Maurizio Ferraris
Il Mulino, 2016

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La musica fa crescere i pomodori
Peppe Vessicchio
Rizzoli, 2017
La scoperta della musica davanti alla porta (chiusa) della cameretta del fratello maggiore; i primi concerti, ai matrimoni, con il professore di latino; il cabaret con i Trettré nella Napoli fervida degli anni Settanta, quella della Smorfia di Massimo Troisi, quando ancora era uno studente di architettura (ma cos'è l'architettura se non musica congelata, diceva Goethe). E poi l'incontro con Gino Paoli, il primo Sanremo nel 1986 sotto la neve con Zucchero, il "pronti-partenza-via" con Elio e le Storie Tese dieci anni dopo, la partecipazione ad Amici di Maria De Filippi, fino all'hashtag diventato virale nei giorni del Festival 2016, #usciteVessicchio. Ma dal giorno in cui una goccia d'olio si stacca da una pizza mangiata fortunosamente in macchina e cade beffarda sui suoi pantaloni, Peppe Vessicchio ha iniziato a domandarsi se la musica fosse tutta lì. O se piuttosto non fosse giunto il momento di smontare il giocattolo per capirne il meccanismo; per realizzare fino a che punto può arrivare il suo potere benefico; per verificare se, considerato che le mucche del Wisconsin producono più latte ascoltando Mozart, tutti gli organismi viventi reagiscono positivamente quando gli armonici si combinano in modo naturale. Musica armonico-naturale, appunto. Questa è la forma che insegue Vessicchio. Questa è la base dei suoi esperimenti sulla terra, sul vino, e di quelli appena cominciati sugli uomini. "La musica fa crescere ¡pomodori", nato dalle conversazioni con Angelo Carotenuto, è un saggio pop autobiografico sul talento, sulla passione e la capacità di trasferirla, sulla cura, sugli effetti straordinari; dell'armonia nelle nostre vite.
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Solo un miliardo di anni
Paolo De Bernardis
Il Mulino, 2016
Il destino dell'universo preoccupa tutti: nella vita quotidiana come nelle dispute filosofiche non smettiamo di interrogarci sul tema. Che si tratti del minuscolo pianeta roccioso che occupiamo e che vive grazie al suo Sole o dell'intero, maestoso, probabilmente infinito cosmo che cerchiamo di osservare con potentissimi telescopi, la cosmologia e l'astrofisica consentono oggi previsioni affidabili. Sappiamo ad esempio che il Sole evolve e che, tra circa un miliardo di anni, l'aumento graduale del suo flusso di energia renderà impossibile la vita sulla Terra. Ammesso che riusciremo a perpetuarci così a lungo, potremo emigrare verso altri mondi? E che ne sarà di noi e della nostra Galassia? Ma al di là delle possibili risposte che troveremo qui, l'importante è ciò che si impara cercando di rispondere.
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Mercanti di uomini. Il traffico di ostaggi e migranti che finanzia il jihadismo
Loretta Napoleoni
Rizzoli, 2017
È un business sofisticato quello che ogni giorno fa approdare migliaia di rifugiati sulle nostre coste. Chi lo controlla? Una nuova categoria di criminali, nata dalle disastrose risposte occidentali alla tragedia dell'11 settembre e dal collasso economico e politico di molti Stati-chiave in Africa e Medioriente. Tutto è cominciato con il traffico di cocaina, trasportata dalla Colombia in Europa lungo le rotte transahariane. Le stesse rotte sono servite per far perdere le tracce di decine di ostaggi occidentali, rapiti per finanziare gruppi terroristici e bande criminali, dopo la destabilizzazione della Siria e dell'Iraq e l'ascesa dell'lsis. Oggi su quelle piste viaggia un'altra merce: esseri umani, a milioni, in fuga da guerre e povertà verso un Occidente che credono più accogliente e più ricco di quanto non sia. Un commercio che costa migliaia di vite, e che vale miliardi. In una ricostruzione che si avvale di interviste esclusive a negoziatori, membri dei servizi segreti, esperti del contrasto al terrorismo e alla pirateria, ex ostaggi e molti altri, Loretta Napoleoni ci porta nel mondo complesso dei mercanti di uomini, spiegando come le vite umane vengono "valutate" in termini economici e come alcune scellerate politiche occidentali alimentino tanto il mercato dei riscatti quanto il traffico dei clandestini. Proprio il circolo vizioso tra economia ufficiale ed "economia canaglia", che rischia di portare l'Europa alla rovina ma che arricchisce molti, sta producendo uno tsunami di migranti e un'escalation di incertezza che lascia spazio ai populismi, a fenomeni come la Brexit o l'ascesa di Trump negli Usa. L'Occidente riuscirà a sopravvivere al rovinoso fallimento della globalizzazione? 
L’esperta di terrorismo internazionale Loretta Napoleoni ci racconta un nuovo terrificante capitolo dell’economia globale. Dopo il successo di Isis. Lo stato del terrore, l’analista e scrittrice torna, con Mercanti di uomini. Indagine sul traffico milionario di ostaggi e migranti che finanzia il jihadismo mondiale, a svelarci inquietanti pagine di scambio illegale di denaro. Gli uomini che fuggono dalla povertà, dalla guerra, dalla devastazione per cercare un futuro migliore altrove sono soggetti a vere e proprie schiavitù operate da singoli clan di malavita e anche da organizzazioni internazionali potentissime intrecciate a banche, politica e poteri forti. Questo traffico di uomini garantisce un giro di affari notevole alle economie socialmente vincenti. Il racconto e l’analisi attenta e puntuale della Napoleoni ci offrono un nuovo punto di vista sull’emigrazione, ma anche sul nuovo fenomeno che vede degli occidentali rapiti nelle zone più fragili del pianeta. In questo scambio di carne, di sangue e di soldi ci sono intrecci economici sconvolgenti e fortissimi. Mentre asiatici, africani, latinoamericani emigrano nelle terre europee e nordamericane, in Medio Oriente i sequestratori rapiscono e controllano il traffico di occidentali. Cosa c’entrano i due fenomeni? La Napoleoni ce lo spiega e con inquietante consapevolezza intravediamo la linea sottile che divide il fondamentalismo, il terrore e ciò che noi consideriamo indicibile dai poteri delle nostre economie. E’ tutto collegato e tutto conduce ad un unico filone: quello monetario. Mercanti di uomini è un altro importante spaccato di verità che è fondamentale conoscere per comprendere meglio dove va il nostro mondo. 
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Padri e padroni. Come la 'ndrangheta è diventata classe dirigente
Nicola Gratteri
Mondadori, 2016
Nel 1908, un tragico terremoto divora Messina e Reggio Calabria. Si stanziano quasi centonovanta milioni di lire per la ricostruzione, ma la presenza nella gestione dei fondi anche di boss e picciotti - molti dei quali tornati dall'America per l'occasione - causerà danni gravissimi, sottraendo risorse preziose, trasformando le due città in enormi baraccopoli e dando vita a un malcostume ormai diventato abituale. Lo stesso scenario che si ripeterà, atrocemente, cent'anni dopo, nel 2009, con il terremoto dell'Aquila. Mentre la gente moriva, in Abruzzo c'era chi già pensava ai guadagni. E ancora, nel 2012, nell'Emilia che crolla la mafia arriva prima dei soccorsi. In Piemonte, la 'ndrangheta era riuscita a infiltrarsi nei lavori per la realizzazione del villaggio olimpico di Torino 2006 e in quelli per la costruzione della Tav nella tratta Torino-Chivasso. La corruzione, l'infiltrazione criminale, i legami con i poteri forti - occulti, come le logge segrete, e non, come la politica sul territorio e a tutti i livelli, fino ai più alti - sono oggi parte di una strategia di reciproca legittimazione messa in opera da decenni da tutte le mafie e in particolare dalla 'ndrangheta. Già nel 1869, le elezioni amministrative di Reggio Calabria erano state annullate per le evidentissime collusioni 'ndranghetiste. Il primo caso di una serie di episodi che nei decenni hanno segnato l'intera penisola, arrivando fino a Bardonecchia, in Piemonte, nel 1995, e a Sedriano, in Lombardia, nel 2013. 
Padrini e padroni di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso è un resoconto veritiero e accurato dei rapporti tra ‘ndrangheta, mafie e territorio. Questo ultimo libro racconta proprio la connessione tra la corruzione e la ‘ndrangheta. O più precisamente come quest’ultima abbia utilizzato la corruzione per diventare classe dirigente. La corruzione è sempre stata una strategia ed è stata anche la corruzione che ha portato la ‘ndrangheta ad affermarsi nel nord Italia. La ‘ndrangheta infatti grazie ai soldi del traffico di cocaina, è riuscita a corrompere pubblici funzionari, a fare eleggere propri rappresentanti e in sostanza a riprodurre gli stessi modelli che avevano garantito il potere ‘ndranghetista in Calabria. Il magistrato Gratteri e lo studioso canadese di origine calabrese Nicaso osservano e spiegano in maniera precisa come la corruzione sia diventata uno strumento di espansione delle mafie, integrate e intellegibili solo nel quadro delle relazioni, delle cointeressenze interclassiste che hanno sviluppato con il potere politico ed economico. La corruzione apre i varchi. Non c’è mafia senza corruzione e senza l’appoggio della politica. I due denunciano così l’assenza di anticorpi economici all’influenza del potere ‘ndranghetista in tutto il territorio italiano, in molte aziende che diventano così permeabili al contagio mafioso. Si tratta infatti di una connessione tra Padrini e padroni.
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Sotto il ciuffo di Trump
Paolo Guzzanti
Il Giornale - Fuori dal coro, 2016
Il 2016 è l’anno di Donald Trump. Il candidato repubblicano alla Casa Bianca è diventato un protagonista della geopolitica globale. Ma come mai l’anti-filosofia di questo miliardario pittoresco, realista e dannatamente sopra le righe, ha attraversato gli oceani e ha contagiato il resto del mondo? Lo spiega questo pamphlet: un viaggio nella testa, nelle ricette e negli slogan dell’uomo più detestato e influente del momento. Perché il «trumpismo» non è ancora nato, ma dal Cremlino alla Brexit, da Israele ai movimenti euroscettici, il suo ciuffo sta già ridisegnando il mondo.
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In te mi specchio. Per una scienza dell'empatia
Giacomo Rizzolatti
Rizzoli, 2016
Perché comprendiamo le azioni di chi ci sta di fronte? Perché altre volte no? Siamo progettati biologicamente per essere soli o per stare con gli altri? Negli ultimi anni un gruppo di scienziati ha rivoluzionato gli studi sul cervello e può darci le risposte più convincenti a queste domande. Giacomo Rizzolatti è il più noto tra loro, per la scoperta di un tipo particolare di cellule, i neuroni specchio, dotate della caratteristica di attivarsi sia quando osserviamo un'azione sia quando la compiamo noi stessi. Insomma, sono i neuroni dell'empatia. Trovano così spiegazione molti dei nostri comportamenti individuali e sociali, e si trasforma il nostro modo di intendere percezione, azione e linguaggio. Secondo alcuni, la scoperta dei neuroni specchio ha rivoluzionato l'idea che abbiamo della mente umana "come il Dna ha rivoluzionato la biologia". Secondo altri si azzererebbe la differenza tra ragione ed emozioni. In questo libro si sfatano molti luoghi comuni e si affrontano sia gli aspetti filosofici e sociali della scoperta sia le grandi prospettive cliniche che i neuroni specchio lasciano intravedere nella cura della malattia più misteriosa di tutte: l'autismo. Forse una nuova stagione si apre, dopo quella dell'homo homini lupus: ora la scienza ci dice che siamo biologicamente costruiti per stare insieme agli altri, per provare le stesse emozioni degli altri.
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Cleptocrazia. «meccanismo unico» della corruzione tra economia e politica
Giulio Sapelli
Guerini e Associati, 2016
La corruzione è endemica e universale, funzionale al mantenimento del sistema e, proprio per questo, ineliminabile, inestirpabile. Semplicemente, quando da fisiologica si tramuta in patologica, scoppiano gli scandali, fa notizia. Questa la tesi di fondo del libro, ampiamente e rigorosamente argomentata. La ripubblicazione di un testo come "Cleptocrazia", uscito per la prima volta nel 1994, rappresenta uno stimolante spunto di riflessione, incredibilmente attuale, sul tema. Certo, oggi la corruzione ha cambiato volto nel confuso scenario politico che abbiamo di fronte. Si sono disgregati i partiti, le grandi imprese non ci sono più, cambiano i rapporti di forza, si inverte la dinamica tra concussi e concussori. Tuttavia, vent'anni dopo Tangentopoli, i media continuano a essere sommersi dalle notizie di scandali finanziari, economici, politici, che sfociano persino in rivelazioni sulla collusione dei dirigenti pubblici con la criminalità organizzata. È davvero tramontata un'epoca?
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Il cacciatore di stelle e altre fiabe
Rita Dalla Chiesa; Fiordaliso
Melampo, 2016
Storie di streghe e di principesse, di animali e di bambini. "Siamo diventate narratrici di favole grazie ai nostri nipotini. Perché per un bambino niente è più bello che ascoltare la voce di chi lo ama prima di addormentarsi".
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La Costituzione e la Bellezza
Michele Ainis; Vittorio Sgarbi
La nave di Teseo, 2016

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Sogni antichi e moderni
Pietro Citati
Mondadori, 2016
Per i Greci del tempo di Socrate, il sogno è il prodotto – e insieme il compagno segreto e inseparabile – di un'entità invisibile, racchiusa dentro ogni essere umano, chiamata «anima» (psyche). L'anima è il vero io, e Socrate dice che «bisogna prendersi cura di lei più di ogni altra cosa». E il sogno è la prova che l'anima ha in sé «qualcosa di divino». Quando il corpo giace nel sonno, l'anima ascolta voci prodigiose, percepisce odori soavi, scorge una luce meravigliosa, e le figure sacre appaiono maestose e benevole. Per Pietro Citati, la rappresentazione greca del sogno è molto più vasta, libera, mobile e polimorfa di quella – arida, schematica – degli psicologi moderni. Per fortuna, negli ultimi due secoli la mente umana è stata salvata dai grandi scrittori, come Proust e Kafka. Con un'attenzione delicatissima ai «segni dell'anima», Citati rintraccia in Chateaubriand, Jane Austen, Balzac, Stendhal le «immagini della morte», l'ombra che accompagna il cammino di ogni uomo. Nella scrittura di Nerval, Flaubert, Hawthorne, Nietzsche scorge l'immagine riflessa di una zona superiore che domina sia i campi beati e furiosi della Follia, sia quelli aguzzi e lancinanti della Ragione. E in fondo ai libri di Cechov, Conrad, Virginia Woolf scopre quel «passeggero clandestino» che sta rinchiuso nel cuore di molti di noi e compie le azioni che non osiamo commettere. Citati è convinto che la psyche dei Greci, grazie al potere formidabile dei sogni, agisca in tutte le epoche, e non solo nella letteratura ma in ogni rappresentazione mentale dell'umanità. Malgrado le differenze, non è evidente che il cristianesimo – dagli scritti dei Padri della Chiesa fino alle più remote manifestazioni della letteratura cristiana in Cina – è un unico, immenso edificio musicale che obbedisce ad alcune armoniche fondamentali? La sconfinata malinconia della principessa Murasaki, nel Giappone del decimo secolo, o lo scuro manto di piccole chiese di legno che rivestono la Norvegia nell'undicesimo, non provocano in noi una sensazione profonda, dove l'emozione artistica, quella naturale e quella religiosa si fondono in modo quasi incomprensibile, come se il numinoso si rivelasse ai nostri occhi? Sogni antichi e moderni è un libro straordinariamente vasto: comincia con il testo biblico di Giobbe e finisce con Dietrich Bonhoeffer, il grande teologo tedesco trucidato dai nazisti. Discorre volubilmente di tutto: letteratura, religione, pittura, psicologia, paesaggio, teologia, architettura. Accanto ai grandi della letteratura e della religione, appaiono innumerevoli piccoli ritratti: figure in movimento, devote, profonde, solenni, frivole, drammatiche, avventurose. Così che ogni lettore potrà trovarvi alimento.
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Il dono dell'imperfezione. Esplorare i limiti per trovare i talenti
Alessandro Chelo
Feltrinelli, 2016
Mettendo in evidenza i danni prodotti dalla "pretesa" della perfezione nei più diversi ambiti - con se stessi, nell'amore, nell'amicizia, nella professione, in famiglia e in generale nella vita sociale - Alessandro Chelo ci scorta verso un autentico percorso di sviluppo personale, che presuppone il rifiuto dell'adesione a questo o quel "modello vincente" e l'accettazione e valorizzazione dei personalissimi talloni d'Achille che ciascuno di noi possiede. Pretendere il cambiamento attraverso l'eliminazione dei limiti si rivela infatti non solo illusorio ma anche un viatico per una vita infelice: le persone non diventano come vorremmo che fossero, ma possono diventare il meglio di ciò che sono. Vale per gli altri, vale per noi stessi. Quante volte osservandoci allo specchio, o guardandoci dentro, non ci piacciamo affatto? E quante volte rimproveriamo agli altri difetti e imperfezioni? Vorremmo avere una speciale gomma per cancellarli magicamente, i "difetti", immersi come siamo in un contesto in cui essere "perfetti" e rispondere alle aspettative altrui sono le chiavi del successo nel lavoro e nella vita. Alessandro Chelo sovverte questa idea: la ricerca della perfezione non indica la via per il miglioramento e per la realizzazione personale e professionale; al contrario, gli individui esprimono il meglio di sé dando luce alle proprie ombre.
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La repubblica dei brocchi. Il declino della classe dirigente
Sergio Rizzo
Feltrinelli, 2016
"Il deperimento delle nostre élite è generale. Niente e nessuno si è salvato dal lento processo di decomposizione. Non la politica. Né le grandi burocrazie pubbliche. Ma neppure magistrati, manager pubblici e privati, professori. Non ha risparmiato il sindacato, la finanza, i professionisti di ogni ordine e grado. Né poteva risparmiare la stampa e l'informazione." Sergio Rizzo, uno degli autori de La casta, il libro che ha dato agli italiani il sostantivo giusto per protestare contro una classe politica indecente, ha perso la pazienza - ma non il senso del ridicolo - e in questo libro lancia il suo atto d'accusa contro tutta la classe dirigente italiana: "Eravamo un paese che aveva fame di crescere: adesso siamo la Repubblica dei brocchi". Perché al di là della questione morale, al di là dei reati e del dolo, al di là degli interessi privati che si fanno atti pubblici, la questione cruciale è che la nostra classe dirigente semplicemente non è al livello di quella degli altri paesi sviluppati. I brocchi non vogliono migliorare, riformare, far avanzare il paese: vogliono che tutto resti com'è per sempre, per godersi le proprie rendite di posizione. Ai brocchi non interessa quello che fanno gli altri, le soluzioni nuove ai problemi vecchi: per loro i problemi sono eterni e irrisolvibili. I brocchi non credono nella meritocrazia (se non a parole) e hanno una nutrita discendenza da piazzare, spesso composta di brocchi ancora peggiori. Sergio Rizzo disegna con severità e sarcasmo la galleria degli orrori che si trova di fronte chi, come lui, cerca di raccontare la realtà italiana, interrogandosi sulle ragioni di una caduta così verticale dei valori della nostra classe dirigente, dai costituenti ai ladri dei consigli regionali. Con una conclusione: cambiare si può, se si vuole, rimettendo dei paletti ed esigendo che vengano rispettati.
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Mio nipote nella giungla. Tutto ciò che lo attende (nel caso fosse onesto)
Oliviero Beha
Chiarelettere, 2016
Soprattutto per un giovane, o per un neonato, il futuro è una muraglia altissima, apparentemente insuperabile e la giungla in cui siamo precipitati sembra inestricabile: difficile trovare una direzione.
A proteggere il novello Mowgli dalle insidie e dai pericoli non ci sarà nessuna pantera Bagheera, dovrà cavarsela da solo. Ma qualcosa per lui possiamo fare da qui, ora, senza aspettare: chiarirgli le idee, avviarlo o riavviarlo al coraggio e alla libertà di pensiero. E questo libro ci prova, cercando di accorciare le distanze tra noi abitanti di una palude maleodorante, certo italiana ma sempre più planetaria, e la “vegetazione” minacciosa che attende i nostri nipoti.
Acuto e tagliente come sempre, Beha questa volta racconta il presente per superarlo, per trovare le parole che non abbiamo più e quelle che non abbiamo ancora, sospesi tra un passato senza ricordi consapevoli e un avvenire pressoché indecifrabile.
La salute come merce, la “sindrome da cucina” che avanza, la desertificazione del sapere, il clima impazzito, la memoria truccata, la politica ma anche la camorra e l’Isis, il “fondamentalismo finanziario” del denaro, il messaggio evangelico tra banche, massonerie e mafie, la paura, l’amicizia, gli altri spariti dai nostri orizzonti... insomma la vita che siamo al tempo di Facebook, Instagram e Snapchat. “Un oggi usurato ed estenuato, consumato ancor prima di esserci.” Ecco qualche utensile per il nostro Mowgli e per noi che siamo qui.
Senza illusioni ma con un afflato umano intergenerazionale che non spenga le fiammelle interiori di speranza.
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La donna dagli occhi d'oro. Un'indagine di Max Mariani
Enrico Vanzina
Newton Compton, 2016
Max Mariani, un detective romano, riceve un giorno la visita di Helmut Moreno, un ragazzetto che si atteggia a grande boss. Sua madre - gli rivela Helmut - avrebbe assoldato un sicario per ucciderlo. In cambio di diecimila dollari, Max deve trovarlo e consegnarglielo. Ma poche ore dopo aver accettato l'incarico, Max riceve la visita di un uomo armato, che gli ruba i soldi avuti e lo minaccia di morte. Eppure sarà proprio lui a morire: appena esce dall'appartamento viene freddato sul pianerottolo, e il denaro che ha con sé sparisce. L'ulteriore complicazione - che scatena le indagini della polizia - arriva quando anche Helmut Moreno viene ucciso. E a questo punto Max Mariani decide di vederci chiaro: parte alla volta di Trieste per incontrare Ursula Koch, la madre di Helmut, donna bellissima e dallo sguardo magnetico. Basta poco perché tra i due esploda la passione. Ma Ursula è una donna ambigua, così come ambigue sono le sue frequentazioni... Chi è in realtà? E cosa nasconde? E soprattutto, cosa sa lei della morte del figlio?
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Il crepuscolo degli chef. Gli italiani e il cibo tra bolla mediatica e crisi dei consumi
Davide Paolini
Longanesi, 2016
Dalla spettacolarizzazione televisiva del cibo al food fashion, dallo chef star system al mito del chilometro zero, fino all'eterna lotta tra carnivori e vegani. E poi: 13 milioni di foto su Instagram, 25.000 blog, 1.000 siti internet che raggiungono ogni mese oltre 35 milioni di persone. La cucina è oggi un tema sempre più al centro dell'attenzione mediatica. Secondo Davide Paolini le trasmissioni televisive hanno moltiplicato a dismisura un vero e proprio fenomeno di voyeurismo gastronomico, ma a un tale clamore mediatico non corrisponde un innalzamento dei consumi, basti pensare che nell'ultimo anno in Italia hanno chiuso i battenti 10.000 ristoranti. Né corrisponde, per gran parte degli italiani, un reale approfondimento della cultura gastronomica. Il cibo è diventato altro da ciò che era e rappresentava sino a ieri: ammicca dalle vetrine di negozi e librerie, appare a tutte le ore sugli schermi televisivi, pende dai cartelloni pubblicitari, naviga in rete. Il cibo sta diventando un'ossessione, ma, come ci racconta Davide Paolini in questo libro impietoso e divertente, la realtà appare molto diversa. Non è vero che mangiamo di più e meglio, e quella che quotidianamente in tv viene spacciata come cultura del cibo spesso è solo uno spettacolo privo di qualità.
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Sotto i nostri piedi. Storie di terremoti, scienziati e ciarlatani

, 2016
Dopo ogni terremoto c'è sempre qualcuno che lo aveva previsto: i Maya, la zia Santuzza, il cane del vicino. I previsori non si fidano della scienza, ma credono che i rospi scappino prima dei terremoti, che la Nato e le trivelle possano scatenarli, che gli scienziati sappiano prevederli ma non lo dicano perché odiano vincere i premi Nobel. Per orientarsi in ouesto groviglio di scienza e pseudoscienza, "sotto i nostri piedi" ci accompagna in un viaggio attraverso la storia dei terremoti e dei tentativi di prevederli, costellata da pochi acuti e tanti fallimenti. Storie di scienziati e filosofi (da Aristotele a Kant), di terremoti e terremotati (dalla Cina alla Russia, dalla California all'Aquila), di bizzarre teorie e personaggi pittoreschi. Fino al più recenti passi avanti compiuti dalla ricerca sismologica, che se non consentono ancora la previsione dei terremoti ci offrono però la conoscenza e gli strumenti per una fondamentale riduzione del rischio.
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Le sfide del mercato nel settore dei servizi professionali. Tendenze evolutive
Donato Iacovone
Il Mulino, 2016
"To deliver outstanding client service; to provide fulfilling careers and professional satisfaction for our people; and to achieve financial success so that we can reward ourselves and grow". Questi, secondo Maister, i tre obiettivi fondamentali ed eterni di qualunque Società di Servizi Professionali (SSP). Stabiliti gli obiettivi, la sfida, in un mondo in continua evoluzione, è raggiungerli. Questo volume analizza l'intero percorso delle SSP, dal lato dell'offerta e dal lato del mercato, mostrandone i possibili cambiamenti. Quale sarà il modello vincente? Come potrà definirsi l'area di business, il livello di know-how e le leve di competitività (capitale umano, metriche, digitalizzazione ecc.) a tali aree connesse? E, sul lato della domanda, come ci si potrà imporre sul mercato? Come si potrà disegnare il proprio go-to-market? Quali contenuti avranno il marketing strategico e quello relazionale? Che ruolo giocheranno la mission e i valori ad essa associati nel rafforzamento del brand? Queste le domande cui questo libro vuole rispondere con uno sguardo trasversale, approfondendo tutto ciò con riferimento alle SSP globali e raccogliendo i contributi di chi opera ai massimi livelli in specifiche aree professionali.
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La matematica dell'incertezza
Marco Li Calzi
Il Mulino, 2016
Uscire con o senza ombrello, cambiare lavoro, investire in borsa. Non abbiamo certezze sul futuro, ma in qualche modo ne ragioniamo con noi stessi e con gli altri. Assediati dal dubbio, dobbiamo imbrigliarlo per riuscire a prendere la decisione migliore. Questa ambizione ha ispirato la matematica di cui si racconta in questo libro. Il calcolo delle probabilità muove i primi passi per affrontare semplici problemi - come ad esempio valutare la bontà di una scommessa - finché diventa un linguaggio per trattare dell'incertezza. Questo volume - costruito sul ritmo di sei conversazioni, tante quanto sono le facce di un dado - visita sei incroci fra la matematica del probabile e le vicende umane. Si gioca a dadi, si assolvono imputati, si fanno gli exit poll, si rinuncia all'uovo per il pollo, si promette in buona fede, si va per mare. Succede un po' di tutto, ma la matematica che prova a metter ordine è sempre la stessa.
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La disuguaglianza fa bene
Nicola Porro
La nave di Teseo, 2016
L'economia è come il calcio: tutti ne parlano, molti ripetono meccanicamente le idee di altri, pochi sanno descriverne davvero i meccanismi. Nicola Porro ci mette in guardia dai rischi di un pensiero unico che non accetta voci fuori dal coro riscoprendo gli insegnamenti dei più importanti pensatori liberali, molti dei quali oggi ingiustamente trascurati. Parliamo di economisti, filosofi, statisti, persino romanzieri best seller, che nelle loro opere hanno spiegato, e in certi casi previsto, fenomeni con cui abbiamo a che fare quotidianamente. Le tasse e l'istruzione, il falso mito dell'uguaglianza e le profezie apocalittiche degli ambientalisti: in questo libro l'economia torna una disciplina che ci riguarda molto da vicino grazie ai grandi uomini che l'hanno raccontata. Da Thomas Jefferson a Vilfredo Pareto, dalla scuola austriaca di Mises e Hayek agli eroi nazionali Ricossa e Martino, da Houellebecq a Piketty, Nicola Porro ci conduce con linguaggio semplice, tono ironico e una punta di veleno politico, in un viaggio dentro l'attualità, che è anche un viaggio parallelo alla riscoperta dei nomi dimenticati di quella cultura liberale che ha contribuito in modo decisivo a creare l'impalcatura del nostro paese, e dell'Europa che oggi mettiamo maldestramente in discussione.
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Harambee! Per fare politica ci vuole passione
Matteo Richetti
Guerini e Associati, 2016
Nel Kenya dei villaggi, quello con le strade in terra battuta, può capitare che l'autobus si impantani e che l'autista faccia scendere tutti per spingere al ritmo scandito di "Harambee!", un incitamento corrispondente al nostro "Oh issa!". È questa la metafora che Matteo Richetti utilizza per descrivere la politica e il suo senso più profondo: quello della generosità di chi non abbandona una situazione di difficoltà e quello di un impegno che ha bisogno del contributo di tutti. "Spesso, in questa stagione politica in cui le cronache dei giornali raccontano solo divisioni, ho invocato l'Harambee. Perché tu puoi rimanere diverso, con i tuoi distinguo, ma le tue braccia servono per spingere insieme agli altri". Un racconto passionale di come la politica senza umanità e coraggio, senza il riconoscimento di fatica e fragilità, perda il suo significato più alto. Un invito a crederci e a non tirarsi mai indietro rivolto a tutti, in particolare ai giovani.
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Credere, tradire, vivere. Un viaggio negli anni della Repubblica
Ernesto Galli della Loggia
Il Mulino,

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Mundus furiosus. Il riscatto degli Stati e la fine della lunga incertezza
Giulio Tremonti
Mondadori, 2016
Mundus furiosus: così si chiamava l'Europa nel Cinquecento, dopo la scoperta delle Americhe e l'avvento rivoluzionario degli sterminati "spazi atlantici". Di nuovo furiosus è il mondo di oggi: dalla crisi della finanza alle migrazioni di massa, dalle macchine digitali che distruggono il ceto medio rubandogli il lavoro alle nuove guerre "coloniali ", dalla rete che, nonostante le apparenze, erode le basi della democrazia e della gerarchia trasformandole in anarchia ai nuovi emergenti tribuni politici. Scritto da chi conosce bene gli interna corporis della finanza e della politica internazionale, questo libro spiega dall'interno anche le cause profonde della crisi dell'Europa, dominata dalla tirannia della stupidità. E la cui classe dirigente fa ciò che non dovrebbe fare, ad esempio il bail-in, e non fa invece ciò che dovrebbe e potrebbe fare, contro la crisi e le migrazioni. In queste pagine, Giulio Tremonti modula la sua riflessione "non ortodossa" sugli scenari presenti e futuri al ritmo alternato della "paura" e della "speranza", tra il mundus furiosus che da fuori e da dentro si sta sviluppando in Europa, e di qui in Italia, e il forse ancora possibile prevalere dell'ordine sul disordine e della ragione sulla follia.
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Un italiano vero
Giuseppe Antonelli
Rizzoli, 2016
L'italiano perfetto non esiste, e non è mai esistito. L'italiano continua a cambiare: cambia il nostro modo di usarlo, perché cambia il mondo in cui lo usiamo. In pochi anni si è passati dall'epistola all'e-pistola: e-mail, chat, messaggini, social network. E così - per la prima volta nella sua storia l'italiano si ritrova a essere non solo parlato, ma anche scritto quotidianamente dalla maggioranza degli italiani. Giuseppe Antonelli racconta la storia di ognuno di noi: noi che scrivevamo le lettere e oggi scriviamo su Whatsapp. Ci accompagna tra sigle e parole inglesi, tra punteggiatura ed email, tra dialettismi ed espressioni alla moda. Con un tono agile e godibile, ci spiega come si stanno modificando alcuni aspetti della grammatica. Ricostruisce il passaggio epocale dall'italiano all'e-taliano: dai cyberpioneri al salto con l'hashtag, passando per le leggende metropolitane sugli effetti del computer e sulla lingua degli sms. Un libro per tutti: per quelli che "digito ergo sum", ma anche per quelli che quando sentono chiocciola pensano ancora alle lumache.
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Alla ricerca della pecora Fassina. Manuale per compagni incazzati, stanchi, smarriti ma sempre compagni
Sergio Staino
Giunti Editore, 2016
È da anni che Bobo cerca di essere un uomo mediamente retto, un militante appassionato ma non fazioso, un tesserato critico ma sostanzialmente fedele alle direttive del suo partito, il PD. E però è difficile, più difficile ogni giorno che passa. Così, quando decide di partire alla ricerca di Fassina, la pecorella che si è smarrita, Bobo capisce di essersi imbarcato in un'impresa sovrumana. Tanto per cominciare, non è affatto sicuro che Matteo gli sia grato, anzi, è assai più probabile che non gliene freghi nulla, se non peggio. E la giungla politica italiana è veramente infida, anche per l'uomo più avventuroso. Come sopravvivere alle più svariate tagliole, ai filtri di Grillo e Casaleggio, al lazo di Matteo che ondeggia giù dall'elicottero o ai diktat di Angelino, quando dei tuoi vecchi compagni, Molotov è tentato dai 5 Stelle, Walter si è perso dietro ai suoi sogni cinematografici, Gianni è ormai un attore scespiriano che interroga i teschi, i vecchi saggi Eugenio Scalfari e Romano Prodi parlano da soli, e l'unico sodale su cui fare affidamento è uno zingarello chiamato Marlonbrando? Con gli eterni temi, drammi, ferite e spaccature della sinistra italiana, Staino costruisce un vero e proprio romanzo a fumetti, un'avventura che di romanzesco ha i personaggi principali e i comprimari, i vivi e i fantasmi, i colpi di scena e i fili conduttori, gli eroi e i buffoni, forse più i secondi che i primi. Si ride, insomma, di questo teatrino rissaiolo della politica italiana.
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Cuochi sull'orlo di una crisi di nervi
Valerio Massimo Visintin
Terre di Mezzo Editore, 2016
Un quarto di secolo al ristorante, sempre in incognito. E un passamontagna quando si presenta in pubblico. È con queste credenziali che Visintin scandaglia "il mondo del food" da critico corretto e integerrimo. Racconta il grande circo di chef stellati a braccetto con giornalisti di settore e seguiti da foodblogger adoranti, di recensioni del futuro e nonne mitologiche fonti di innumerevoli ispirazioni. Punta il dito contro le storture di un universo che conosce come le sue tasche, ma con un'ironia da cui traspare un grande amore per il proprio mestiere.
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Il mercante di quadri scomparsi
Massimo Nava
Mondadori, 2016
A Montecarlo un omicidio è evento raro. In cerca di tranquillità e per stare più vicino alla famiglia, il commissario Bernard Bastiani ha chiesto di essere assegnato qui dopo tanti anni di servizio nelle periferie francesi. Quando nei giorni del Gran Premio, blindati e mediaticamente esposti viene ritrovato in un cassonetto un cadavere orrendamente mutilato, Bastiani sente di nuovo il brivido dell'adrenalina. Il magistrato Robert Labrosse riconosce la vittima: è Claude Massena, ricco, mondano e chiacchierato mercante di quadri, indagato per truffa. Il giovane Labrosse, lui stesso collezionista d'arte, si muove con disinvoltura nell'ambiente e dà utili indicazioni al commissario. Nella caccia all'assassino, Bastiani si troverà invischiato nelle complesse dinamiche che regolano il mercato dell'arte e subirà il fascino misterioso delle donne protagoniste della vicenda: dall'ex moglie di Massena, riservata signora in cerca di conferme della propria femminilità, all'amante del mercante, la bellissima ucraina Maryam, che con Massena formava una spregiudicata coppia di affaristi. I sospetti ruotano attorno alla figura di Sergej Suslov, miliardario russo coinvolto in oscuri affari e grande acquirente di opere d'arte. L'inchiesta del commissario Bastiani si concentra sulla ricerca di un preziosissimo Modigliani, "Nudo di donna su cuscino blu", pagato, mai consegnato, forse scomparso nelle tenebre del periodo nazista.
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Cinquestelle e Associati. Il Movimento dopo Grillo
Paolo Becchi
Kaos Edizioni, 2016
​Paolo Becchi aderisce al MoVimento 5 stelle nella primavera del 2013, mentre il comico Beppe Grillo calca le scene con lo “Tsunami tour”. «Ho preso parte attiva alla vita del MoVimento con fiducia e entusiasmo, come semplice iscritto e senza ricoprire mai alcun incarico ufficiale – un attivismo, il mio, che ha indotto qualche giornalista di bocca buona a definirmi nientemeno che “l’ideologo del M5s”».

Alla fine del 2015 Becchi si “disiscrive” dal M5s, e in questo libro – privo di pentimenti o risentimenti – spiega perché. «Il MoVimento inventato da Grillo ormai non c’è più, molti attivisti sono stati espulsi, meet up storici liquidati, altri hanno assistito increduli alla metamorfosi del M5s. Una mutazione che ha trasformato il MoVimento in un partito settario, deformandolo in una piccola nomenklatura di potere legata alla ditta Casaleggio Associati srl... L’originario MoVimento di Grillo è diventato oggi il partito di Casaleggio».


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Mille donne in me
Loretta Goggi
Piemme, 2016

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La femmina nuda
Elena Stancanelli
La nave di Teseo, 2016
Anna è una donna intelligente, bella, con un lavoro interessante, ma di colpo tutto questo non serve più. Dopo cinque anni la sua storia d'amore con Davide affonda in una palude di tradimenti, bugie, ricatti. E la sua vita va in pezzi. Si trasforma in un'isterica, non dorme, non mangia, fuma e si ubriaca ogni sera per riuscire ad addormentarsi. Compulsivamente inizia a frugare nel telefonino di lui nelle chat, sui social. Non sa cosa sta cercando, non sa perché lo sta cercando. Per un anno rimarrà prigioniera di quello che lei stessa chiama il regno dell'idiozia, senza riuscire a dirlo a nessuno. Questo racconto è la sua confessione, sotto torma di lettera, a Valentina, la sua più cara amica, che l'ha vista distruggersi sera dopo sera. Anna dice tutto, senza pudore. I dettagli umilianti e ridicoli, l'ossessione, la morbosità. Anna somiglia a tutti noi, che combattiamo questa guerra paradossale che chiamiamo amore. Ogni tanto vinciamo, più spesso perdiamo. L'unica cosa su cui possiamo sempre contare, l'unica capace di indicarci i nostri confini, i nostri bisogni, è il corpo. E sarà al corpo che Anna si aggrapperà per sconfiggere il dolore.
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Il destino del papa russo
Mauro Mazza
Fazi Editore, 2016
Roma, Città del Vaticano: alla fine di un lungo pontificato, papa Francesco è morto. Dopo i funerali, trasmessi in diretta in ogni parte del globo, gli occhi del mondo sono ora puntati su San Pietro, dove i cardinali sono chiusi in conclave. La folla si accalca contro le transenne, i furgoni dei network televisivi ingombrano via della Conciliazione, opinionisti ed esperti spiegano regole e procedure, finché davanti alle telecamere non succede qualcosa che non era mai successo prima: dopo l’ennesimo scrutinio, il comignolo della Cappella Sistina rimane quieto. È solo un problema tecnico o c’è qualcosa di più? La risposta arriva la mattina dopo: con l’attesa fumata bianca, il mondo scopre che davvero è accaduto un fatto senza precedenti. Il nuovo papa si chiama Nikolaj Sofanov ed è il primo papa russo della storia, ma soprattutto – ed è questo che fa saltare sulla sedia i vaticanisti – in conclave non c’era. Al momento dell’elezione, addirittura, non era neanche cardinale. Perché proprio lui, allora? Perché andare a prenderlo così lontano? C’entra il fatto che sia un amico d’infanzia di Vladimir Putin? Quello che nessuno sa è che Sofanov custodisce un segreto che gli è stato svelato a Fatima e che, come una stella polare, orienta fin dal primo giorno la sua azione. Quello che vuole è la riunificazione con la Chiesa ortodossa, atto coraggioso ma anche – vista la sua intimità col presidente russo – gravido di implicazioni politiche. È così che, nelle stanze più scure del Vaticano, inizia una partita a scacchi tra il nuovo papa e i suoi avversari, figure misteriose con occhi e orecchie ovunque, decise a impedire l’accordo tra le due Chiese a ogni costo. Con ogni mezzo.
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Le carezze cambiano il DNA
Roberto Giacobbo
Rai/Eri - Mondadori, 2016
"Tutto quello che potrai incontrare in queste pagine fa parte di te, della tua persona, del tuo "io" più concreto, profondo e inesplorato. La stragrande quantità delle scoperte future sulla vita in ogni forma, la sua durata, la salute, il cibo, la discendenza, le modificazioni, le cure, la stessa sopravvivenza dipenderanno proprio da come e quanto l'uomo sarà in grado di gestire questa materia. Questo libro parla di epigenetica, una frontiera della biologia che si sta studiando nei laboratori di tutto il mondo, e lo fa in modo semplice e accessibile a tutti. Perché tutti ne siamo toccati da vicino. Entreremo letteralmente nel nostro corpo e indagheremo nel nostro futuro. Scopriremo per esempio che non siamo solo quello che mangiamo noi ma siamo anche quello che mangiavano i nostri nonni. E, a proposito di cibo, vedremo come ogni volta che ci sfamiamo introduciamo nel nostro corpo non solo calorie ma informazioni, che determineranno una risposta indipendente dalla nostra volontà. Queste informazioni cambieranno il nostro aspetto fisico, i nostri gusti, la nostra salute. Scopriremo come la paura possa trasmettersi da una generazione a un'altra senza un contatto diretto: il discendente di un essere vivente può avere paura del solo profumo delle ciliegie se un suo avo ha sofferto mentre sentiva lo stesso odore. Scopriremo come e cosa dovrebbero mangiare un aspirante padre e un'aspirante madre prima di avviare il progetto di un figlio..." (Roberto Giacobbo)
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Terra e buoi dei paesi tuoi
Marco Magnani
Utet, 2016
Ha ancora senso per le imprese investire nel territorio? Nonostante la crisi economica, la globalizzazione e la rivoluzione digitale, la risposta è sì. Secondo l'economista Marco Magnani il territorio può costituire per l'impresa addirittura un inatteso vantaggio competitivo. Paradossalmente, l'impresa non deve fare filantropia, ma investire nel territorio per interesse, quasi per egoismo. Un egoismo lungimirante, perché solo così territorio e impresa crescono insieme in modo virtuoso e sostenibile. Ma è anche fondamentale che il territorio cambi pelle: in un mondo che si trasforma, deve offrire maggiori opportunità, attrarre capitale umano ed eccellenze, stimolare la collaborazione, valorizzare tradizioni ma anche recepire nuove tecnologie. Questa è la chiave per un "nuovo Rinascimento". Il territorio va oltre i confini geografici del luogo di origine dell'impresa o di quello fisico in cui produce. Comprende anche scuola e ricerca, ambiente e cultura, filiera e dipendenti, giovani e sport. Magnani indaga i fattori che determinano oggi il successo o il declino di un territorio e delle sue imprese; racconta vite di imprenditori e progetti visionari; illustra best practice raccolte nella provincia italiana e le confronta con l'esperienza delle multinazionali.
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Colosseo vendesi
Marcello Sorgi
Bompiani, 2016
Primavera 2017. Vendere il Colosseo per ridurre il debito pubblico: per quanto incredibile, l'ipotesi avanzata da un economista dal nome rivelatore, Ermanno Buio, sulla prima pagina di un quotidiano romano in crisi prende corpo nella Capitale grazie alla combinazione di una serie di fattori imprevedibili. Il Governo dei Ragazzi è caduto dopo che il suo Capo ha perso le elezioni; al suo posto è arrivato un Successore privo di scrupoli, pronto a tutto pur di salvare l'Italia dal default, scaricando su chi lo ha preceduto le colpe di una situazione ingestibile. "Il Vento", diretto da uno stravagante cronista di nera, Dino Bricco, si trova così al centro di una vicenda internazionale, in cui i mercati e i grandi quotidiani che li rappresentano, il "Financial Times" e il "Wall Street Journal", premono perché l'Italia risani al più presto il suo bilancio. E spunta a sorpresa uno sceicco arabo, Ibn Al Taib, che vuole togliersi il capriccio di comperare il monumento più conosciuto al mondo, smontarlo e portarselo a casa. Nei palazzi romani della politica si moltiplicano le opposizioni a un piano che rasenta la follia, ma il Successore è inarrestabile. Tutti i protagonisti ignorano un'angosciosa profezia che grava sul Colosseo e su Roma. Sarà questo dettaglio niente affatto trascurabile a provocare in conclusione un inatteso capovolgimento.
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Il fuoco dentro
Riccardo Nencini
Mauro Pagliai Editore, 2016
"Firenze brucia. E io l'ho perdutamente amata..." Un grido di dolore lancinante l'urlo di Oriana verso la sua città: nel privilegio della nascita sull'Arno, nel legame solido, profondo e passionale, pian piano fa breccia la delusione. "Firenze è una matrigna con i suoi figli migliori. Guarda il poeta..." La rottura è nell'aria. Prima di morire diventerà insanabile. La sua patria è l'Oltrarno. Lì si è fatta donna, cresciuta dalla fame e dalla guerra. Lì ha scoperto il coraggio, il tradimento, la paura. Lì ha scoperto il soldato che sarebbe diventata. Lì vuol vivere i giorni che le restano. La storia di un amore tradito ricostruita da Riccardo Nencini, che le fu accanto fino alla morte.
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L'amore a due passi
Catena Fiorello
Giunti Editore, 2016
Da anni Orlando Giglio, il temuto "Gendarme" del condominio di via Mancini numero 8, studia le abitudini della sua dolce ossessione, Marilena Moretti, nota in gioventù come "la Brigantessa". La segue nell'esiguo tragitto tra l'ascensore e il portone del palazzo, la osserva mentre sale le scale e chiacchiera con i vicini di casa, aspettando che arrivi il suo momento. Sono entrambi vedovi, entrambi sulla soglia dei settant'anni, entrambi abbandonati dai propri figli durante una delle estati più torride di tutti i tempi... Dovranno scattare due allarmi in piena notte e sbiadire i fantasmi del passato e del presente, perché Marilena accetti l'invito di Orlando a partire per un'avventurosa vacanza alla conquista del Salento. Ma cosa potrà offrire la punta estrema della Puglia a "due vecchie carampane" come loro? Riusciranno a superare incolumi la notte della Taranta, punti dall'entusiasmo di una giovinezza ritrovata?
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Meno dodici
Pierdante Piccioni
Mondadori, 2016
L'ultimo giorno di maggio del 2013, Pierdante Piccioni, primario all'ospedale di Lodi, finisce fuori strada con la macchina sulla tangenziale di Pavia. Lo ricoverano in coma, ma quando si risveglia, poche ore dopo, il suo ultimo ricordo è il momento in cui sta uscendo dalla scuola dove ha appena accompagnato il figlio Tommaso, nel giorno dell'ottavo compleanno. Precisamente il 25 ottobre 2001, dodici anni prima della realtà che sta vivendo. A causa di una lesione alla corteccia cerebrale, dodici anni della sua vita sono stati inghiottiti in un buco nero, riportandolo indietro nel tempo, quando in Italia c'era la lira e la crisi economica pareva lontana, persino impensabile, mentre la rivoluzione digitale che sta cambiando il mondo era appena agli albori e nessuno parlava di post su Facebook o video su YouTube. All'improvviso Pierdante Piccioni è diventato un alieno, incapace di riconoscere le sue cose, le sue abitudini, addirittura se stesso in quel volto invecchiato che gli restituisce lo specchio e in cui a stento ritrova la propria immagine. Attorno a lui tutto è cambiato: i figli non sono più due bambini di otto e undici anni, ma due maschi adulti, con la barba e gli esami all'università, mentre la moglie sembra un'altra donna, con le rughe e i capelli corti che hanno cambiato colore. Come potrà riprendersi la propria vita?
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Madri.Perché saranno loro a cambiare il nostro Paese
Myrta Merlino
Rizzoli, 2015
​Questo libro nasce da un'immagine. Quella di Toya, madre nera che va a tirar via suo figlio, a suon di schiaffi, da un corteo pericoloso. E prosegue con degli incontri con madri famose e sconosciute, ignote e dimenticate, eroiche e ordinarie. A cominciare da Sandra, che a vent'anni, innamorata e incinta, sceglie di prendersi cura di un neonato non suo, un bambino imperfetto, perché possa morire tra le braccia di una madre. Poi Giuseppina, due volte mamma insieme alla sua compagna Raphaelle. Cecilia e la sua battaglia per scoprire la verità sulla misteriosa morte del figlio avvenuta in Messico. Gabriella e l'amore smisurato per un figlio ingombrante come Fabrizio Corona. La maternità negata di Martina Levato oppure quella diventata bandiera politica come per Dorothy, la madre di Hillary Clinton. La fuga verso la salvezza di Stephanie e la lucidità di Micaela, madre e preside nel liceo coinvolto nello scandalo delle baby squillo. E infine l'incontro con Emma, leader radicale, e Veritas, suora di accoglienza. Perché le donne trovano sempre un modo di essere madri. Anche quando non lo sono.
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Overlord
Carlo Nordio
Mondadori, 2016
​1944. Gli Alleati stanno preparando l'operazione da cui dipendono le sorti della guerra e del mondo intero: lo sbarco delle loro armate in un luogo segreto della costa francese. Ed è per questo che, nella notte del 28 aprile, dieci navi della Marina Americana stanno attraversando la Manica, per simulare uno sbarco sulle coste del Devonshire su una serie di spiagge simili per conformazione a quelle della Normandia da cui dovrebbe partire l'Operazione Overlord, il piano per la liberazione della Francia. Ma un loro messaggio viene intercettato. Subito motosiluranti tedesche si dirigono verso le navi alleate e ne affondano due. Il bilancio è severissimo, centinaia di morti e dispersi, tra cui dieci ufficiali "Bigot", tra i pochi depositari - in tutto circa cento - del luogo segreto dello sbarco. Grande è il sollievo degli Alleati quando scoprono che nessuno di questi dieci è caduto in mano ai nazisti. L'unica informazione che può essere trapelata è il nome di uno di loro, Clarence Collins, che però è sopravvissuto al disastro ed è al sicuro in un ospedale inglese. Questo fa venire un'idea a Stewart Menzies, capo dei Servizi Segreti inglesi, e a Colin Gubbins del SOE, l'organizzazione britannica creata per operazioni di sabotaggio sul suolo europeo. Un'idea audace e ambiziosa per depistare i tedeschi, che stanno iniziando a spostare parte delle loro truppe da Calais, dove credevano sarebbe avvenuto l'attacco alleato, verso la Normandia e la Bretagna...
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Intramontabile Elisabetta
Antonio Caprarica
Sperling&Kupfer, 2016
Per i detrattori è "Elisabetta la Lunga", la sovrana senza qualità particolari, dotata della sola virtù della longevità. Per la grande maggioranza degli inglesi, e anche per qualche convinto repubblicano, è l'amato e indiscusso simbolo della nazione e della grandezza del Paese. Per i media è un'icona mondiale. Chi è dunque, e chi è stata, nei novant'anni della sua vita, Elizabeth Alexandra Mary Windsor? Per rispondere a questa curiosità Antonio Caprarica, che ha avuto più occasioni d'incontrarla, ne ha esplorato la storia a partire dalla nascita nella casa londinese di Bruton Street, il 21 aprile 1926, e dall'infanzia trascorsa a Buckingham Palace insieme ai nonni, dai quali ha ereditato la parsimonia fino alla tirchieria e il maniacale rispetto della forma e dei ranghi che ancora oggi le vengono rimproverati. Ha seguito Elisabetta nei viaggi giovanili con Filippo e nelle stanze dove, ad appena ventisei anni, ha imparato l'arte di regnare. L'ha osservata nelle occasioni ufficiali e nelle crisi famigliari ricostruite attraverso le indiscrezioni di corte... Una biografia che ripercorre le cadute e i trionfi di oltre sessant'anni di regno, indaga sulla magia che circonda la monarchia britannica e narra, al tempo stesso, una favola d'altri tempi.
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Come fermare il tempo
Roberto Vacca
Mondadori, 2016
"Ho una laurea in ingegneria presa più di sessant'anni fa, ma da allora ho tenuto gli occhi aperti e ho appreso diverse cose. È più di un hobby. Se impari a costruire oggetti oppure a fare lavori elettrici o meccanici, dopo un po' ti annoi. Invece, prova a ragionare sull'economia, l'industria, l'agricoltura, la letteratura, la ricerca, la scienza. Sono argomenti di cui radio, tv e giornali parlano poco e male. Studia qualche testo elementare e poi guarda i numeri. Ragionaci sopra. Vedrai che i discorsi astratti che non riesci a capire sui giornali o alla radio diventeranno chiari, oppure ti accorgerai che molti di essi sono inutili. Il mondo ti comincia ad apparire diverso: non dico scontato e prevedibile, ma più trasparente, quasi comprensibile.

Gli hobby fatti di attività semplici sono cose da ragazzi. Il super-hobby da adulti (e anche da anziani) che illustro in questo libro non ti potrà mai annoiare. Infatti l'universo delle cose da scoprire, da capire, da seguire man mano che se ne trovano e se ne inventano di nuove, è senza fine. Se riesci a cascarci dentro, non hai più problemi su come riempire i tuoi giorni e le tue ore.

Non è necessario occuparsi di scienza, socioeconomia o tecnologia. Puoi anche dedicarti alle letterature di varie epoche e nazioni, alle storie politiche e civili, o a quelle che raccontano le follie che gli uomini hanno inventato, disseminato o imposto. Il tempo non ti vola più via fra le mani; anzi, non ti basta mai se ti dedichi a guardare bene dentro il mondo. Ce n'è tanto, e basta per tutti."​


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MILANO, tra storia, realtà e sogno
Letizia Moratti
Mondadori, 2016
Milano è una città dalle molte anime. Operosa, con il suo ricco patrimonio industriale; internazionale, aperta all'Europa e al mondo; accogliente, capace di integrare chi viene da fuori; generosa, grazie alle sue antiche istituzioni di solidarietà. Ma quella che è definita la "capitale morale" d'Italia sta riscoprendo anche una nuova bellezza, che affonda le radici nella storia millenaria e vi affianca i grattacieli avveniristici che oggi ne ridisegnano lo skyline, proiettandola di diritto fra le più importanti metropoli globali del futuro. Ed è proprio guardando al domani, alle nuove sfide e alle inevitabili criticità da affrontare per una città destinata a diventare una megalopoli, che una milanese doc come Letizia Moratti ha risposto in queste pagine alle domande di Maria Luisa Agnese, in un colloquio sui grandi temi che segneranno l'avvenire di una città e la qualità del suo viverci. Temi su cui, già negli anni da sindaco, Letizia Moratti è stata chiamata a prendere importanti decisioni: la sicurezza, l'ambiente, la cultura, la mobilità, il welfare, le pari opportunità. Per arrivare alla scelta di offrire a Milano un sogno, a partire dal quale immaginare il proprio rinnovamento: Expo 2015. Un sogno che si è compiuto, rivelandosi uno straordinario volano non solo per Milano ma per l'Italia intera.
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Pesce d'aprile. Lo scherzo del destino che ci ha reso più forti
Cesare Bocci e Daniela Spada
Sperling&Kupfer, 2016
La prima domenica a casa dopo il parto con la piccola Mia che aspetta di essere allattata, poi un improvviso dolore cancella tutto. È il 1° aprile 2000. Daniela Spada si risveglierà dal coma dopo venti giorni per ritrovarsi in un incubo ancora più grande: il lungo percorso per riprendersi dalle conseguenze di un ictus bastardo che ha colpito il cervelletto. "Non camminerà più", avverte il medico. "Certo che lo farà!" risponde il suo compagno Cesare Bocci, il volto televisivo di Mimì Augello e di tante fiction di successo, che ha più fiducia nella forza della sua donna che nelle diagnosi. E il tempo gli dà ragione: lottando contro il dolore e lo sconforto, contro un servizio sanitario a volte poco umano, e contro il rimpianto per tutto quello che l'ictus si è portato via - i primi mesi di Mia, il lavoro, la moto, il sax, lo sci d'acqua, il ballo... Daniela si è rimessa in piedi, più coraggiosa di ogni pronostico: ha ripreso a guidare, si è inventata una nuova professione e ha recuperato giorno dopo giorno il rapporto speciale con la figlia. A distanza di sedici anni, Daniela e Cesare hanno deciso di raccontare la loro storia, per dimostrare che un ictus non è la fine del mondo e, a modo suo, ha lasciato anche inattesi regali: straordinarie prove d'affetto, la scoperta di una forza insospettata, una famiglia sempre più solida. Perché, come dice Daniela, "invece di pensare a quello che non potete più fare, pensate a quello che avete in più".
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La dieta che ti cambia la vita. Il mio nuovo viaggio dimagrante
Rosanna Lambertucci
Mondadori, 2016
"Perché così tante donne, e anche molti uomini, incontrano difficoltà quando provano a dimagrire o quando vogliono mantenere nel tempo il peso raggiunto con tanta fatica? È innegabile che, non appena la cintura comincia a stringere, ci colpevolizziamo puntando il dito su grassi, dolci e carboidrati in generale. In parte questo è vero. Ma ciò che secondo gli studiosi influisce in maniera diretta sul peso sono, in realtà, le oscillazioni della glicemia con la conseguente secrezione di insulina, l'ormone della fame e dell'accumulo di peso. È questo probabilmente l'aspetto più importante che risponde alla domanda: perché non riesco a dimagrire?" Rosanna Lambertucci ci porta ottime notizie dal fronte del dimagrimento, della salute e del benessere. I più recenti studi scientifici hanno dimostrato il fallimento delle famigerate diete ipocaloriche. La perdita di peso, e di grasso, non dipende solo dalle calorie giornaliere assunte attraverso l'alimentazione, ma risiede nell'equilibrio glicemico. Grazie agli studi di nutrigenomica oggi si può affermare con assoluta certezza che saper scegliere gli alimenti giusti, assumerli attraverso una precisa sequenza e apprendere come combinarli, imparando anche a rispettare gli intervalli tra un pasto e l'altro, ci permette di essere certi di dimagrire.
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Contro il sacro. Perché le fedi ci rendono stupidi
Edoardo Boncinelli
Rizzoli, 2016

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In silenzio nel tuo cuore
Alice Ranucci
Garzanti, 2015
Claudia ha sedici anni e ha imparato che il liceo è una giungla in cui vince il più forte, in cui non c'è spazio per la sua timidezza e insicurezza. Un po' di trucco, uno sguardo sfrontato e in un attimo fai parte del gruppo dei ragazzi che contano: superiori e vincenti. Ed è proprio lì che Claudia vuole arrivare. Perché essere diversi non porta da nessuna parte, se non a sentirsi sempre più soli. Perché quello è il mondo a cui appartiene Rodrigo, irraggiungibile che non si lascia scalfire dai sentimenti: il più ammirato della scuola, il più temuto, il più prepotente. Lui così diverso dal ragazzo che Claudia avrebbe immaginato accanto a sé. Eppure vorrebbe solo perdersi nei suoi occhi blu cobalto. E quando Rodrigo le chiede di uscire, Claudia non riesce a credere che sia vero. Non c'è altro da desiderare, tutto sembra perfetto. Ma all'improvviso la vita la mette davanti alla prova più difficile, e niente può essere come prima. La sua realtà si infrange in mille pezzi, come le sue emozioni a cui non sa dare un nome. Ogni cosa intorno ora appare falsa e inutile. Ogni persona è diversa da come la immaginava. Anche quelli che pensava fossero amici. Anche Rodrigo. Persino lei stessa. Senza più nessuna certezza, Claudia scopre che crescere vuol dire guardarsi dentro per davvero, senza falsi alibi. Vuol dire decidere chi si vuole diventare e tracciare il proprio percorso. Sicuri che c'è sempre la possibilità di sbagliare, di scegliere, di fermarsi e ripartire...
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Isis. I terroristi più fortunati del mondo e tutto ciò che è stato fatto per favorirli
Alessandro Orsini
Rizzoli, 2016
L'Isis stringe l'Occidente nella morsa del terrore. È ormai una banalità dirlo; quel che non è banale è comprendere che genere di fenomeno sia e, di conseguenza, come potremmo contrastarlo o almeno contenerlo. Dopo aver studiato approfonditamente le vite e i profili degli autori di tutti gli attentati in Nord America e in Europa, da quello della metropolitana di Londra ai fatti recenti di Parigi, Alessandro Orsini, uno dei massimi esperti in materia, ci offre una visione lucidissima e destinata a rovesciare molte idee consolidate. Parte da una tesi sconvolgente: l'Isis è l'organizzazione terroristica più fortunata al mondo. Perché? Quanto a forza militare, non è in grado di competere con l'Occidente. Eppure è potuta diventare man mano più temuta e pericolosa perché le potenze che avrebbero dovuto combatterla sono venute a trovarsi in una sorta di paralisi, dovuta alla paura o a miopi giochi di equilibrio politico. L'altro grande punto di forza dell'Isis è il fenomeno, sempre più pervasivo, della radicalizzazione: come può accadere che tanti giovani, di diversa estrazione, in Medio Oriente e nel ricco Occidente, si trasformino in inafferrabili, sanguinari soldati della Jihad? Illuminandoci i loro oscuri percorsi biografici, svelandoci i veri volti di individui come i fratelli Kouachi che hanno massacrato la redazione di "Charlie Ebdo", Orsini ci permette di entrare negli schemi mentali che muovono l'Isis. Solo così possiamo tentare di dare una risposta alle domande che più ci turbano.
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50. Musica senza padrone – 1965/2015
Tullio De Piscopo
Warner Music, 2015
CD TRIPLO. Raccolta di 50 anni di successi e tre brani inediti.
Dopo cinquant'anni di una carriera vissuta in maniera libera e indipendente, da protagonista giunto sotto i riflettori ed acclamato unico dalla moltitudine, Tullio De Piscopo, batterista, artista, interprete appassionato e caposcuola, pubblica in un unico cofanetto brani celebri ed inediti di tutta la sua produzione. Dalle umili origini in terra partenopea ai successi davanti ai grandi del pianeta la musica di Tullio De Piscopo e' intrisa di passione, di sentimento e di cuore oltre le logiche dello show business.

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Disordini sentimentali
Pino Corrias
Mondadori, 2016
Nove storie d'amore più una, raccontate all'ora del tramonto, in un caffè armeno a Venezia, la laguna tirata a specchio e luci in lontananza come approdi da raggiungere o ricordi che non se ne vanno. Storie vere estratte dal grande romanzo della vita. Storie neoromantiche di avventure e disavventure del cuore, di abnegazione e promiscuità, piacere e dispiacere, allegria e sofferenza, che funzionano come una rivelazione, appartenendo a personaggi che sorprendentemente ci assomigliano. Come Stefano, il viaggiatore, che mette al caldo il cuore nel posto più freddo del Grande Nord, ama Kimberly, la lascia, la rivuole, ma perde la strada del ritorno. Come Mara, detta Winnie, attrice, che soffre di abbandonismo, cerca tenerezza, ma finisce per innamorarsi del dolore. E poi Matteo, il collezionista di cuori e di paesaggi; Francesca, persa nel doppio fondo degli amorevoli inganni di Diego; Giambattista, prigioniero di un amore che non passa; Giacomo, finalmente pronto all'amore che sta per arrivare; Giulia, che naviga ingenua verso la doppia vita di Corrado. E Ileana, che va a fondo di un solo amore, quello per se stessa. Tutti fili che appartengono a un'unica trama essere amati e amare raccontata dalla scrittura incalzante di Pino Corrias, che procede per concatenazioni e scioglimenti, incrocia avventure, svela paure, asseconda sogni di felicità, non nasconde il disincanto, qualche volta la disillusione.

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La Repubblica delle giovani marmotte
Paolo Cirino Pomicino
Utet, 2015
Un protagonista della prima repubblica, democristiano di lungo corso, ripercorre le vicende politiche ed economiche degli ultimi vent'anni, in Italia e all'estero. Senza negare errori e senza rinunciare alla doverosa autocritica, Pomicino deplora lo scadimento e il dilettantismo del legislatore e dei governi, a cominciare dai tecnici dell'economia che presidiano ininterrottamente il potente e unificato ministero dell'Economia e delle Finanze. Il debito pubblico, in genere descritto come un'eredità del passato, è in realtà triplicato dal 1991 e ha battuto ogni record nel giugno 2015 raggiungendo i 2200 miliardi di euro. Smantellata per via giudiziaria la prima repubblica, la politica ha rinunciato alle idee, ha annacquato e ridotto al silenzio le proprie culture di riferimento, e ha smembrato il sistema di partecipazioni e investimenti pubblici, svenduti alle multinazionali e ai fondi di investimento. Le famiglie industriali italiane riunite nei "salotti buoni" hanno assecondato la spoliazione delle imprese e dei grandi settori produttivi, traendo ottime plusvalenze dalle loro cessioni. Contemporaneamente è cresciuto il capitalismo finanziario, un inarrestabile contagio internazionale che divora l'economia reale e prepara il disastro economico e sociale su scala planetaria con impoverimento di massa, bassa crescita, ricchezza concentrata e disuguaglianze crescenti. Prefazione di Giuliano Ferrara.
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L'isola dimenticata
Folco Quilici
Mondadori, 2016

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Dio e il suo destino
Vito Mancuso
Garzanti, 2016
L'idea di Dio sembra essere scomparsa dall'orizzonte di noi occidentali, sempre più ossessionati da miti effimeri e ormai disposti a vendere al miglior offerente persino la nostra libertà. La sua assenza ci ha lasciati orfani di una guida in grado di orientare l'esistenza verso il bene e la giustizia, e per questo diventa necessario riflettere oggi sulla questione del divino. Ma quale Dio? Come possiamo ancora immaginarlo? E quale destino gli è riservato? Nelle pagine ambiziose di questo libro, Vito Mancuso conduce il lettore in un viaggio tra le problematiche raffigurazioni della divinità che nei secoli hanno accompagnato la nostra storia. E con coraggio ci sfida a liberarci dall'immagine tradizionale del Padre onnipotente assiso nell'alto dei cieli che ci viene ancora offerta da una Chiesa cattolica che sembra aver modificato il suo linguaggio ma non la sua rigida dottrina. Si riscopre così il valore di una divinità completamente partecipe nel processo umano, capace di comprendere i principi dell'impersonale e del femminile. Come ha scritto Agostino: "Sebbene non possa esistere alcunché senza Dio, nulla coincide con lui". Soltanto in questa consapevolezza risiede la possibilità di salvare dall'estinzione la spiritualità e la fede, e di far risorgere quella speranza e quella fiducia nella vita senza le quali non può esserci futuro per nessuna civiltà.
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Obama il grande
Massimo Teodori
Marsilio, 2016
Da uno dei massimi esperti in Italia di storia americana un libro controcorrente su Barack Obama, il «grande presidente» che ha rinnovato la politica estera degli Stati Uniti e ha affrontato le diseguaglianze tra ricchi e poveri. Mentre Obama si appresta a lasciare la Casa Bianca, Massimo Teodori traccia un primo bilancio del suo operato, rispondendo ad alcuni interrogativi: ha portato l'America alla decadenza o ha rinnovato il Paese più ricco e potente del mondo? Ha combattuto il terrorismo o ha favorito, con l'isolazionismo, l'avanzata dell'Isis? Ha affrontato il razzismo o non è riuscito a ridurre le tensioni che agitano la società americana? È stato dalla parte dei ricchi di Wall Street o del ceto medio di Main Street? In breve: la sua presidenza è stata un successo o un fallimento? La seconda parte del volume contiene una guida indispensabile per tutti coloro che vogliono comprendere la macchina della democrazia statunitense e farsi un'idea di come si svolgeranno le presidenziali del 2016, dalle primarie alle convenzioni nazionali, fino all'elezione popolare dell'8 novembre.
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Profugopoli
Mario Giordano
Mondadori, 2016
La società che organizza corsi per buttafuori e addetti alle pompe funebri ed è controllata dal noto paradiso fiscale dell'isola di Jersey. L'ex consulente campano che con gli immigrati incassa 24.000 euro al giorno e gira in Ferrari. La multinazionale francese dell'energia. E l'Arcipesca di Vibo Valentia. Ecco alcuni dei soggetti che si muovono dietro il Grande Business dei Profughi: milioni e milioni di euro (denaro dei contribuenti) gestiti dallo Stato in situazione d'emergenza. E proprio per questo sfuggiti a ogni tipo di controllo. Dunque finiti in ogni tipo di tasca, più o meno raccomandabile. Si parla spesso di accoglienza e solidarietà, ma è sufficiente sollevare il velo dell'emergenza immigrazione per scoprire che dietro il paravento del buonismo si nascondono soprattutto gli affari. Non sempre leciti, per altro. Fra quelli che accolgono gli stranieri, infatti, ci sono avventurieri improvvisati, faccendieri dell'ultima ora, speculatori di ogni tipo. E poi vere e proprie industrie, che sulla disperazione altrui hanno costruito degli imperi economici: basti pensare che, mentre il 95 per cento delle aziende italiane fattura meno di 2 milioni di euro l'anno, ci sono cooperative che arrivano anche a 100 milioni e altre che in dodici mesi hanno aumentato il fatturato del 178 per cento. Profugopoli è un fiume di denaro che significa potere, migliaia di posti di lavoro, tanti voti.
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Non mi sono fatto mancare niente
Piero Villaggio
Mondadori, 2016
​Che cosa significa essere figlio di una leggenda vivente? Certo, significa non avere problemi economici. Ma, a parte questo, può significare avere tutti gli altri, di problemi: primo fra tutti, quello di non potersi confrontare con due genitori lontani, sempre in giro per il mondo, che per farsi perdonare ti colmano di regali e non ti sgridano mai... C'è nel libro una scena memorabile, che risale all'infanzia dorata di Piero: "Una mattina di tanti anni fa mio padre mi porta all'edicola dei Parioli. Sapeva che facevo l'album dei calciatori - tutti avevamo l'album dei calciatori Panini - e così mi porta a comprare qualche pacchetto... Ho sentito dire che il desiderio muove il mondo, che non c'è cosa che accada se non la desideri. E così, quella mattina di mille anni fa, mio padre portò me, ragazzino, pieno di aspettativa innocente e febbrile, davanti all'edicola... "Che vuoi?" "Le figurine." "Buongiorno," dice Paolo all'edicolante "mi dà tutte le figurine che ha?" Fortuna vuole che era appena arrivato un carico di pacchetti. Papà li compra tutti, pensando di farmi felice... Strano, io in quel momento ho sentito come un secchio d'acqua sul mio piccolo fuoco di desiderio. Questo libro racconta una vita che, da quella "scena primaria" delle figurine, è stata una lunga e vertiginosa discesa nell'abisso della droga. Prima assaggiata con nonchalance ("tanto smetto quando voglio"), poi diventata ossessione, ragione di vita, devastante presenza fissa.
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La Costituzione in trenta lezioni
Gianfranco Pasquino
Utet, 2016
​La Costituzione, "legge delle leggi", oltre a racchiudere e raccontare la storia di un paese ne progetta il futuro. Sempre al centro del dibattito pubblico e oggetto di innumerevoli tentativi di riforma, più o meno fondati, la Costituzione italiana è soprattutto un testo di straordinaria attualità. È ciò che mostra Gianfranco Pasquino - uno dei grandi studiosi del nostro tempo - in queste trenta "lezioni" che sono altrettanti fulminei saggi sulle idee che hanno dato corpo e vita alla Costituzione, influenzando - tra intuizioni anticipatrici, chiaroscuri interpretativi e promesse disattese - la storia dell'Italia contemporanea. "Splendida sessantenne", come la definì un decennio fa Giorgio Napolitano, la Costituzione ha mostrato nel corso del tempo la capacità di adattarsi a contesti storici e politici diversi, sopravvivendo perfino al crollo del sistema dei partiti e rimanendo un punto di riferimento imprescindibile: che si parli di diritti civili o di conflitto di interessi, del ruolo del presidente della Repubblica o delle autonomie locali, di degenerazioni populiste, libertà di informazione o principi di solidarietà. Perfino del delicato problema della convivenza tra religioni diverse...
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TAG. Le parole del tempo
Domenico De Masi
Rizzoli, 2015
​Bellezza, genio, lavoro, disordine, valore. Ma anche luoghi dell'anima come Napoli e Roma. Sono solo alcune delle parole che Domenico De Masi, il padre dell'ozio creativo, usa per sfidarci, per dimostrare che quelli che per noi sono concetti scontati in realtà non lo sono affatto. Dietro c'è un mondo: talvolta una storia antica, quando questi vocaboli avevano significati e valenze diversi, come diverse erano le loro implicazioni sulla vita degli uomini e sul loro universo mentale; altre volte, invece, si tratta di neologismi che spiegano più di mille discorsi la nostra condizione di postmoderni. Questa collezione di sintesi su concetti che ci stanno molto a cuore quali la felicità, l'arte, il rapporto problematico con il tempo e con il lavoro, il progresso scientifico e la conoscenza, parlano con profondità e immediatezza degli snodi più importanti della nostra cultura. E lo fanno con ricchezza e felicità narrativa, spingendoci a riflettere e a prendere le distanze da quello che supponiamo di sapere, a uscire dal binari di convinzioni e stili di vita che ci rendono infelici. Soprattutto, suggerendoci una nuova idea di libertà. Questo libro è molto più della somma delle sue parti: è la fotografia ispirata e dolceamara del nostro presente alla luce del cammino fatto finora. Che lancia la sfida di riempire di nuovi contenuti queste stesse parole, in uno sforzo di creatività collettiva.
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La NASCITA IMPERFETTA delle COSE
Guido Tonelli
Rizzoli, 2016
​In quel preciso momento, un centesimo di miliardesimo di secondo dopo il Big Bang, si è deciso il nostro destino. In un universo in cui materia e antimateria si equivalevano, e che quindi avrebbe potuto, in ogni istante, tornare a essere pura energia, può essere bastata una leggerissima preferenza del bosone di Higgs per la materia anziché per l'antimateria ed ecco che si è prodotto il mondo che abbiamo sotto gli occhi. "Ecco qua il minuscolo difetto, la sottile imperfezione da cui è nato tutto. Un'anomalia che dà origine a un universo che può evolvere per miliardi di anni." Se tutto nasce da lì, dobbiamo capire in ogni dettaglio quel momento cruciale, ricostruirlo fotogramma per fotogramma, al rallentatore e da diverse angolature. Per questo al Cern di Ginevra è stato realizzato Lhc, l'acceleratore di particelle più potente del mondo, il posto più simile al primo istante di vita dell'universo che l'uomo sia stato in grado di costruire. Per questo da anni i migliori fisici del mondo lavorano giorno e notte, ai quattro angoli del pianeta. È così che è stata catturata la "particella di Dio". Ed è per questo che si studia ancora, per capire di più su come tutto questo è nato e su come andrà a finire la nostra storia: se nel freddo e nel buio o in una catastrofe cosmica, che ci darebbe il privilegio di un'uscita di scena assai più spettacolare.
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Mio padre era fascista
Pierluigi Battista
Mondadori, 2016
​"Quando, dopo la sua morte, ho letto il diario che aveva custodito nel segreto per tutta la vita, mi è parso di avere una percezione più chiara del tormento che ha dilaniato per decenni mio padre fascista, prigioniero a Coltano dopo aver combattuto, ventenne o poco più, dalla parte dei 'ragazzi di Salò'. Ho capito che cosa abbia rappresentato per lui il dolore di essere stato internato in quel campo per i vinti della Rsi vicino alla 'gabbia del gorilla' in cui era rinchiuso Ezra Pound. Ho capito quanto abbia sanguinato il suo cuore di sconfitto, di 'esule in Patria' nell'Italia in cui era un borghese integrato, maniacalmente attaccato alla civiltà delle buone maniere, ma covando il sentimento di un'apocalisse interiore da cui non si sarebbe mai affrancato. Ho capito quanto sia stata aspra e dolorosa la mia rottura con lui e quanto mi pesi, ancora oggi, il fardello di una riconciliazione mancata. Allora ho pensato che fosse giunto il momento di raccontare, con i miei occhi e il mio modo di sentire le cose della vita, chi fosse mio padre fascista e cosa pensasse nell'Italia che non credeva più nei miti in cui lui era cresciuto. Che rapporto ricco e difficile avesse instaurato con i suoi figli. Che cosa abbia significato per me essere figlio di un fascista, e vergognarsi di avere provato vergogna per i padri che abbiamo tradito andandocene da un'altra parte, e che invece hanno vissuto con dignità, coraggio e coerenza la loro solitudine."
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La democrazia del LEADER
Mauro Calise
Laterza, 2016
​La nostra democrazia è irriconoscibile. Senza una rappresentanza funzionante, senza partiti governanti, senza elettori partecipanti. Una democrazia senza. Al centro della scena politica resistono solo i leader, ultimo perno di comunicazione, mobilitazione e decisione. Avamposto sempre più isolato della frontiera pubblica occidentale. Ma può la democrazia sopravvivere solo come protesi e baluardo della leadership? Per rispondere, dobbiamo avere il coraggio di capire perché il re è ritornato nudo. E cosa ci aspetta, oltre l'ultima spiaggia.
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Confesso. Vita semiseria di un comico malinconico
Enrico Montesano
Piemme, 2015
"Autobiografia liberamente tratta... dalla mia vita". Così un fuoriclasse dello spettacolo italiano definisce la sua confessione a briglia sciolta, scoppiettante di umorismo e travolgente autoironia, che assomiglia più a uno show che a un racconto di vita. Un variopinto caleidoscopio di esilaranti siparietti. Ne viene fuori non certo un memoriale di ricordi, piuttosto un lucido, colto e graffiante ritratto del nostro paese, della sua situazione sociale, di una politica che non è più lotta fra Destra e Sinistra, ma contrapposizione tra "chi sta (T)Sipras e chi sta sotto, ... con il problema poi che non Syriza più!". In cinquant'anni di palcoscenico ci sono avventure e memorabili incontri artistici, ma c'è anche la gustosa rievocazione degli esordi da imitatore nelle feste di piazza in onore del santo patrono. Uno per tutti: "Sant'Urologo! Che con un'espressione tra il beato e il rincoglionito, teneva tra le dita un segno distintivo della sua 'specializzazione', una specie di pallina, insomma un calcolo". Successi televisivi, incontri, grandi collaborazioni e spettacoli teatrali con incassi record non hanno sedato la sua profonda inquietudine, che in questo libro viene rivelata al lettore senza pudori. Montesano svela la lotta quotidiana fra il desiderio di far ridere e un'indole burbera, soggetta agli alti e bassi della malinconia. Una confessione senza reticenze che fa ridere e commuovere, piena di quell'acuta verve che gli ha fatto meritare il soprannome di "vurcano de Roma".
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Donne d'Italia
Bruno Vespa
Mondadori, 2015
​"Donne d'Italia" è il racconto del potere femminile in Italia nell'arco di venti secoli. Un lasso di tempo imponente che va da una grande regina egizia come Cleopatra, la cui influenza fu decisiva nell'ultima fase della Repubblica romana, a Maria Elena Boschi, che riveste il ruolo femminile più rilevante nella storia politica italiana. Tra l'una e l'altra, lo stuolo di donne che hanno segnato la vita del nostro paese (e non solo) nei settori più diversi. Qualche lettore si stupirà dinanzi alla poco nota grandezza di Cornelia, madre dei Gracchi, e di Matilde di Canossa. Sorriderà dinanzi a una generosa svampita come Cristina Trivulzio di Belgioioso e al modo con cui la contessa di Castiglione convinse Napoleone III a schierarsi con noi nelle guerre d'indipendenza. Fremerà d'ammirazione per il coraggio di Anita Garibaldi e di alcune eroine della Resistenza, troppo spesso oscurate dalle gesta dei loro compagni. Constaterà che, senza Margherita Sarfatti, il destino di Mussolini probabilmente sarebbe stato diverso. Rivedrà le protagoniste della Prima Repubblica, come Nilde Iotti, che soffrì accanto a Togliatti e visse una prestigiosa seconda vita istituzionale. O come Tina Anselmi, ex partigiana, la prima donna diventata ministro. Per arrivare, poi, con la Seconda Repubblica, alle ministre di Romano Prodi, Silvio Berlusconi e Matteo Renzi, che ha fatto della parità di genere un punto centrale della sua azione politica...
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Nient'altro che la verità
Gian Carlo Caselli; Mario Lancisi
Piemme, 2015
A Palermo abitava in un bunker. Una vita sotto scorta fin dal 1974, quando da protagonista della lotta al terrorismo rosso si trovò sotto il peso di preoccupanti minacce. Una moglie coraggiosa e due figli costretti fin da piccoli a crescere in compagnia di uomini in armi. Almeno quattro i tentativi di attentato subìti e sventati per un soffio.
Gian Carlo Caselli, il magistrato più scomodo d'Italia, rievoca le tappe fondamentali, i valori, gli amici e i nemici che hanno segnato la sua avventura umana e professionale. Non è fiction. È la storia vera di un "uomo di legge" che ha dedicato la propria vita alla giustizia, pur consapevole dei limiti delle norme. Una storia raccontata per la prima volta senza reticenze, senza tralasciare i dettagli più inquietanti: misteri, calunnie, colpi bassi, depistaggi.
Il viaggio nei ricordi diventa occasione per una riflessione sferzante sull'attualità del nostro Paese, sugli intrecci fra mafia, economia e politica, con particolari inediti sulle recenti scottanti inchieste svolte sulla 'ndrangheta nel Nord d'Italia.
Un viaggio che non dimentica le radici familiari e culturali, la fede religiosa e la laicità sempre coltivate, insieme a quella passione per il senso ultimo della legge: la difesa del debole, affinché chi è diseguale possa sempre crescere in eguaglianza rispetto agli altri.

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L'umor nero
Michele Ainis
Bompiani, 2015
"Che cos'è la legge? È la banderuola d'un vecchio campanile, diceva Tolstoj: cambia a seconda di come spira il vento. Ma quel vento soffia dai nostri polmoni, dalle nostre gole: siamo noi, il vento. Anche se in genere non ci facciamo caso, e anzi siamo convinti del contrario. Ogni legge, insomma, è un po' come uno specchio, una superficie riflettente. Noi, per lo più, ci concentriamo sullo specchio, senza osservare l'immagine riflessa. Ma in quell'immagine c'è la fotografia d'un popolo. Nelle regole giuridiche si riflette una storia nazionale, e poi le tradizioni, la cultura, l'etica, il costume; e si riverberano le passioni del momento. La cifra unificante del nostro sentimento, qui e oggi, sta tutta in un risentimento. Si condensa in un rancore collettivo che a sua volta s'alimenta d'insoddisfazione per come girano le cose, di presagi nefasti sul futuro, d'impoverimento economico e morale. Da qui il degrado dei nostri rapporti politici e civili, da qui i nostri cattivi umori. Da qui, infine, il racconto che si dipana attraverso questo libro: ventuno capitoletti disposti in ordine alfabetico, da Anagrafe a Zapping. L'alfabeto del nostro scontento." Michele Ainis

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Storia dell'IRI vol. 6
Pierluigi Ciocca
Laterza, 2015
Questo libro completa l'opera in sei volumi "Storia dell'IRI". Integra i volumi analitici che l'hanno preceduto con una trattazione incentrata sulle reciproche interazioni fra le vicende dell'Istituto e quelle attraversate dall'economia italiana: la crisi degli anni Trenta del Novecento, dalla quale l'IRI scaturì e al cui superamento, sotto la guida di Alberto Beneduce e di Donato Menichella, recò un apporto decisivo; la guerra e la ricostruzione postbellica; il "miracolo economico", del quale l'IRI fu protagonista; la stagflation degli anni Settanta e le difficoltà degli anni Ottanta che, nonostante l'impegno profuso dall'IRI, sfociarono nella scelta politica della privatizzazione delle imprese pubbliche negli anni Novanta, sino alla liquidazione dell'Istituto. Il ristagno dell'economia lungo il ventennio seguito al crollo della lira nell'estate del 1992 ha coinciso con lo smantellamento del gruppo pubblico ma ha altresì riproposto le carenze del capitale privato. I limiti delle poche grandi imprese industriali rimaste e della miriade di piccole aziende nell'esprimere produttività attraverso la ricerca, l'innovazione, il progresso tecnico suscitano un duplice quesito: se la rinuncia all'IRI è stata davvero inevitabile e saggia e se è ancora necessaria, seppure in forme diverse, la funzione di supplenza del capitale privato che l'IRI, con alterna fortuna, ha svolto.

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E senza piangere
Pier Luigi Celli
Tea, 2015
«Scompaio qualche giorno», dice il professor Brandi alla moglie. «Devo fare qualcosa.» Comincia così il nuovo romanzo di Pier Luigi Celli, con il professor Brandi, docente universitario amato dagli studenti e odiato dai colleghi, che si allontana misteriosamente da casa. Impegni, un po' di riposo, forse un progetto a lungo meditato, non si sa. Il senato accademico però si agita, vuole vederci chiaro, e mette sulle orme di Brandi due individui non proprio limpidi. Le cose si complicano quando uno di questi figuri scompare a sua volta. Quando, oltre agli scomparsi, si aggiunge anche un morto, l'arrivo del commissario Guglielmi è inevitabile… L'indagine che ne segue si abbatterà sull'università come una tempesta, destinata a mettere a nudo misteri, connivenze e complicità troppo a lungo celate.

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Prove di volo
Luca Pani
Edra Edizioni, 2015
Prove di Volo rappresenta la volontà, il desiderio di volare nella mente umana, interpre- tando e commentando il mondo di oggi e la sua attualità. Brevi scritti, diffusi settima- nalmente dall’Università di Aristan, da semplice divertissment, sono diventati un impe- gno profondo e non casuale della vita frenetica dell’autore, Luca Pani. I più significativi, ed altri mai pubblicati, sono accompagnati in Prove di Volo da dipinti di Filippo Marti- nez, anch’essi selezionati dalla nutrita produzione dell’artista ed inediti. Una collezio- ne di pensieri e immagini, un percorso filosofico che miscela sapientemente, con sicurezza, profondità e senso critico, temi, problemi, stili e contenuti, che nasce da un incontro - quello tra Luca e Filippo - non casuale. Entrambi sardi, condividono l’in- teresse per l’uomo, la sua storia, la sua anima. Pur con provenienze diverse, diversi me- stieri, diversi studi, diverse esperienze perseguono un medesimo ideale di ricerca della felicità. Il connubio è affascinante e originale, e disvela un ribollire di sentimenti morali, emozioni estetiche e di fatti controllati o spiegati, fuori dal tempo che sono parte inte- grante del mondo, ma vanno anche oltre. Prove di Volo è l’espressione della capacità di Luca Pani di confrontarsi apertamente al di fuori del proprio contesto professionale e di volare insieme a tutti quelli che non vogliono smettere di conoscersi e migliorarsi.

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Tutti pazzi per Rita
Rita Pavone; Emilio Targia
Rizzoli, 2015
Quando l'Italia scoprì questa ragazzina dai capelli rossi tutta grinta ed energia, Rita Pavone aveva solo diciassette anni e una voglia infinita di cantare. Forse ancora più determinato era il papà, Giovanni, che continuava a iscriverla ai concorsi anche quando lei si era ormai rassegnata a lasciar perdere la musica per un lavoro più sicuro in una camiceria della sua Torino. La vittoria alla Festa degli Sconosciuti di Ariccia del 1962, organizzata dal futuro marito Teddy Reno, segna l'inizio di un percorso ricco di successi e soddisfazioni: le indimenticabili hit di Rita (La partita di pallone, Come te non c'è nessuno, Il ballo del mattone) sono entrate nella storia del nostro Paese, così come la sua interpretazione nel "Gian Burrasca" di Lina Wertmüller, le apparizioni in "Studio Uno" e "Stasera Rita!", quelle al cinema accanto ad attori del calibro di Totò e Giancarlo Giannini, quelle in teatro. Ma l'Italia è sempre stata troppo piccola per Rita, icona pop in anticipo sui tempi: ospite per ben cinque volte all'Ed Sullivan Show, ha riempito veri e propri templi della musica come la Carnegie Hall di New York e venduto milioni di dischi in tutto il mondo. E se mai ogni tanto si è fermata per un momento è stato solo per programmare nuove avventure e ripartire con più energia. In occasione dei suoi settant'anni, Rita ha voluto fare un regalo a se stessa ma anche a tutti i suoi fan: per questo ha ripercorso tutto d'un fiato le tappe della sua carriera.

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Una certa idea dell'Italia
Lamberto Dini; Luigi Tivelli
Guerini e Associati, 2015
Lamberto Dini ripercorre, sotto la regia accorta di Luigi Tivelli, più di cinquanf anni vissuti sulla scena politica ed economica italiana ed internazionale. Non è però questo il solito libro di memorie, ma un racconto plastico e vivo, in cui le tante occasioni mancate del Paese vengono spesso confrontate con la gravità dei problemi attuali. Né prevale mai il rimpianto dell'ex Premier per "i bei tempi andati". Si tratta, anzi, di un lavoro che ha il vigore di un saggio critico sul presente dell'Italia e dell'Europa, ma anche proiettato sul futuro, in cui lo statista fiorentino presenta un nuovo progetto liberal-democratico per l'Italia, basato su meno Stato e più mercato, su una riduzione dell'oppressione del settore pubblico e un progetto moderno e innovativo per l'Europa, di cui l'Italia, che ha dato al progetto europeo il pensiero e l'azione di uomini come Altiero Spinelli, dovrebbe essere protagonista principale. Prefazione di Paolo Panerai. Introduzione di Antonio Polito.

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Il popolo e gli dei. Così la grande crisi ha separato gli italiani
Giuseppe De Rita; Antonio Galdo
Laterza, 2015
Il popolo e gli dei si sono allontanati irrimediabilmente. La Grande Crisi ha separato con un abisso i diversi gironi della società e si è spezzata la catena di connessioni tra il popolo e l'élite. Abbiamo ceduto sovranità a sfere sovranazionali e a oscuri poteri finanziari, coperti dall'impunità e inquinati dai conflitti di interesse. Siamo diventati sudditi di regni lontani. La politica e gli italiani non hanno più molto da dirsi. Il rapporto si è deteriorato e si è spento nella reciproca separatezza. Siamo un popolo vitale, dobbiamo però riprendere la strada dello sviluppo e recuperare sovranità. E soprattutto dobbiamo ridurre le distanze tra sempre più ricchi e sempre più poveri. Non si riaccende la fiamma dei desideri senza interpretarli, senza individuare un orizzonte condiviso, senza riscoprire il fascino di un sogno collettivo.

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Altri canti di Marte
Paolo Isotta
Marsilio, 2015
Questo libro era nato come continuazione de "La virtù dell'elefante", che di nuovo ha fatto conoscere Paolo Isotta storico della musica e lo ha rivelato protagonista della letteratura italiana. Isotta avrebbe dovuto fare qualche correzione, parlare di qualche amico vecchio e nuovo, di qualche altro libro letto, di qualche film visto, di musica ascoltata. Però quando ha incominciato a scrivere non immaginava che quest'opera possedesse una volontà propria e, nel breve giro della stesura (da gennaio a luglio del 2015), la affermasse progressivamente. Così "Altri canti di Marte" è la serie di aggiunte e correzioni promessa; ma contiene anche le più profonde riflessioni dell'autore sulla musica: scritte adesso ed ex novo. Vi sono le pagine sui prediletti Alessandro Scarlatti, Haydn, Mozart, Beethoven, Schubert, Cajkovskij, Verdi; e una "lettura" del "Parsifal" di Wagner che apporta nuova luce sul capolavoro. Ma l'indagine di Isotta si è rivolta particolarmente al Novecento musicale: i capitoli più densi sono quelli su George Enescu, Karol Szymanowski, Franco Alfano, Ottorino Respighi e Gino Marinuzzi, che fin qui nessuno aveva considerato addirittura come fra i sommi compositori del Novecento.

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Per tutto l'oro del mondo
Massimo Carlotto
Edizioni e/o, 2015

​Una delle tante rapine nelle ville delle campagne del Nordest finisce in tragedia con un duplice e brutale omicidio. Nonostante gli sforzi, le indagini non portano a nulla. Due anni dopo Marco Buratti viene contattato per indagare sul crimine e scroprire i responsabili. Il suo clinete è giovane, il più giovane che gli sia mai capitato, ha appena 12 anni ed è il figlio di una delle vittime, che lo ingaggia offrendogli 20 centesimi di anticipo. Fin dall'inizio la verità appare sconvolgente e contorta, per certi versi inaccettabile. L'Alligatore e i suoi soci, Beniamino Rossini e Max la Memoria, si ritrovano ben presto inivischiati in una vicenda di oro e di vendetta che li obblig a scontrarsi con bande di rapinatori e criminali insospettabili. Nulla è facile in questa inchiesta che si trasforma in una trappola infernale. Nessuno vuole pagare per i propri crimini, tutti vogliono arricchirsi mentre l'Alligatore e i suoi amici devono tutelare gli interessi del loro cliente. Massimo Carlotto con questo romanzo affronta un tema scottante come quello delle rapine nelle ville, nervo scoperto di un intero territorio che spesso reagisce in maniera scomposta. Lo scrittore padovano propone un punto di vista inedito su dinamiche criminali e sociali che si intrecciano in spirali perverse.


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La banda degli amanti
Massimo Carlotto
Edizioni e/o, 2015
​Padova. Guido Di Leno, un tranquillo professore universitario, scompare all'improvviso. Tutti lo cercano ma sembra svanito nel nulla. Dopo qualche mese il suo caso finisce tra quelli insoluti, la sua fotografia mescolata a quelle degli altri scomparsi. Solo una donna conosce la verità. Oriana Pozzi Vitali, la sua amante segreta, appartenente a una ricca e nota famiglia di industriali svizzeri. Ha preferito il silenzio per evitare di essere coinvolta ma alla fine, travolta da un insostenibile senso di colpa, si confida con un'avvocatessa che le consiglia di rivolgersi all'investigatore senza licenza Marco Buratti, detto l'Alligatore. Buratti accetta e inizia a indagare insieme ai suoi soci Beniamino Rossini e Max la Memoria. All'inizio sembra un caso senza speranze, poi un labile indizio li conduce sulla pista giusta e i tre si trovano coinvolti in una torbida storia che li costringerà a scontrarsi con la raffinata mente criminale di Giorgio Pellegrini (protagonista di Arrivederci amore, ciao e Alla fine di un giorno noioso), Una partita mortale in cui entrerà anche Giulio Campagna, un poliziotto molto particolare che in tutta la sua carriera non ha mai agito secondo le regole. I protagonisti di questo romanzo, buoni o cattivi che siano, sono sopravvissuti di un mondo che va scomparendo e lotteranno senza esclusione di colpi per non essere sconfitti dagli avversari e dal tempo.
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L'Età del Caos
Federico Rampini
Mondadori, 2015
Vista dagli Stati Uniti, l'Italia fa notizia perché è quel piccolo paese dove approdano ondate di disperati, costretti ad attraversare il Mediterraneo per fuggire a devastazioni molteplici: l'avanzata dello Stato Islamico, le guerre civili, la miseria. La Germania è un colosso economico dai piedi d'argilla, prepotente e timida al tempo stesso, incapace di dare all'Europa un progetto nuovo, forte e convincente. La Nato si riarma per far fronte a Vladimir Putin, ma gli europei hanno altro a cui pensare: i figli senza lavoro o sottopagati, i tagli alle pensioni, i servizi pubblici in declino, l'insicurezza sociale. Non sta molto meglio la "mia" America. Dopo sei anni di crescita, la maggioranza continua a pensare che "il paese è sulla strada sbagliata". Anche qui molti giovani, pur avendo sbocchi professionali migliori dei loro coetanei in Europa, non possono aspirare al tenore di vita dei genitori. Pesa anche la perdita di una missione. La nazione leader non crede più possibile una pax americana nel mondo. Insomma, siamo i primi testimoni di un evento epocale, la fine del dominio dell'uomo bianco sul pianeta. Il pendolo della storia torna dove l'avevamo lasciato cinque secoli fa, quando il baricentro del mondo era Cindia, l'area più ricca e avanzata, oltre che più popolosa. Ma il pendolo della storia è lento. Siamo ancora in uno di quei periodi instabili e pericolosi in cui l'ordine antico sta franando e del nuovo non c'è traccia.

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INTERNET CI RENDE PIU' STUPIDI
Mauro Masi
Milano Finanza, 2015

 
 
Internet ha smesso ormai da anni di essere solo un mezzo, un media e forse non lo è mai stato. E' sempre stato qualcosa di più fin dalle sue origini.
Nessuna regola, nessun controllo, nessun diritto. Un universo parallelo a quello reale eppure sempre più pervasivo e interconnesso. Un universo dove tutto è più flessibile ma dove, al tempo stesso, tutto è statico. La chiave dello straordinario successo di internet sta proprio nella sua apertura, nella sua libertà combinata con la possibilità che ognuno si senta una parte di un tutto e che in questo modo si alluda di contare qualcosa.
Lo scopo, o forse la velleità, di questo libro è quella di fornire qualche strumento in più perchè ognuno possa farsi un'idea.

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Mozart all'opera
Giovanni Bietti
Laterza, 2015
​Sembrerebbe tutto semplice: un compositore sceglie un libretto e lo mette in musica, rivestendo le parole di note. Per Mozart è il contrario: vengono prima la musica, poi le parole. Perché per lui la poesia deve essere 'figlia ubbidiente della musica'. E al compositore che spettano le scelte drammaturgiche, è la musica che deve determinare il 'tono', il ritmo, il senso stesso del dramma. E infatti nelle tre opere "Le nozze di Figaro", "Don Giovanni", "Così fan tutte", Mozart non si limita affatto a valorizzare gli ottimi libretti di Lorenzo Da Ponte. Scopre possibilità drammatiche latenti nelle pieghe del testo, lo reinterpreta, gli dà un senso nuovo attraverso la musica. Gli elementi della partitura interagiscono in modo miracoloso nel creare uno specifico colore, una perfetta atmosfera, un preciso ritmo drammatico. Con un linguaggio semplice e chiaro e l'aiuto di un gran numero di esempi musicali suonati e 'raccontati' dall'autore stesso nel cd allegato, Giovanni Bietti conduce alla scoperta delle caratteristiche drammatiche e musicali delle tre opere mozartiane. Scopriremo ad esempio perché il "Don Giovanni", un'opera che comincia con un tentativo di stupro e un assassinio, e che finisce con la morte del protagonista, sia stato definito da Mozart un'opera buffa. Il senso c'è, ma non lo si capisce semplicemente dal testo: bisogna tendere l'orecchio alla musica, al suo linguaggio e alla sua stupefacente varietà.
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Jacomo Tintoretto e i suoi figli. Storia di una famiglia veneziana
Melania Mazzucco
Rizzoli, 2015
​Frutto di oltre dieci anni di studi e ricerche, ricco di documenti inediti e originali, rintracciati da Melania Mazzucco negli archivi veneziani, "Jacomo Tintoretto & i suoi figli" è la seconda parte del dittico che, col romanzo "La lunga attesa dell'angelo", l'autrice ha dedicato al grande maestro, passando così dalla libera interpretazione dei fatti e dalla dimensione fantastica dei personaggi all'indagine appassionata di una possibile verità storica. Prima importante biografia mai apparsa in Italia su Tintoretto, che torna oggi in una nuova edizione con uno scritto inedito dell'autrice, questa opera storico-documentaria rappresenta un vero e proprio monumento alla grandezza e alla complessità di un pittore immenso, inventore di sterminati teleri narrativi, affollati da centinaia di personaggi e animati da violenti chiaroscuri - un artista ambizioso e discusso, scorretto e devoto, colto e popolare, eccentrico e conformista, incalzato da un perenne furore creativo. In un dialogo continuo e attraverso un confronto serrato con le sue opere, Melania Mazzucco ricostruisce minuziosamente la vita del "più terribile cervello che abbia avuto mai la pittura". Ma, accanto al protagonista, come in una delle sue tele brulicanti, dal buio della storia riemergono le figure dei suoi familiari: il padre, la giovane moglie Faustina, le figlie suore, i nipoti rinnegati.
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Libertà
Giulio Giorello
Bollati Boringhieri, 2015
In una memorabile scena del "Giulio Cesare" di Shakespeare, Cassio, dopo l'uccisione del dittatore, si rivolge alla folla di Roma invocando "Liberty, Freedom, and Enfranchisement", ovvero libertà, indipendenza ed emancipazione. Queste tre parole indicano per Giulio Giorello tre aspetti costitutivi dell'esperienza libertaria. Liberty (libertà) riguarda le nostre facoltà esercitate senza alcuna costrizione; molto, qui, ha a che fare con la scienza, l'attività umana che forse più di altre esige libertà per progredire. Freedom (indipendenza) denota una ragione che opportunamente riconosce l'inevitabile potere delle passioni, con tutti i vincoli che queste comportano; ma resta una libertà strutturale, che rende responsabili le nostre scelte, pur sapendo che non tutto ciò che noi crediamo libero può dirsi davvero tale. Enfranchisement (emancipazione) è il processo di affrancamento da qualsiasi condizione servile, che rimanda, se necessario, alla lotta che donne e uomini combattono per fare della propria libertà uno strumento per avere ancora più libertà, perché "la libertà può essere ristretta, ma solo a vantaggio della libertà stessa".

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Il fantasma e il desiderio
Giulio Giorello
Mondadori, 2015
"Dimmi che pensi degli spiriti notturni, dato che teologi e filosofi credono all'esistenza di simili creature" aveva chiesto il politico Hugo Boxel a Baruch Spinoza nella tormentata Olanda del Seicento. "Non ci credo" aveva ribattuto il filosofo "e mi fa sorridere che qualcuno teorizzi che i fantasmi sono tutti maschi perché nessuno li ha mai visti partorire. Per risolvere l'enigma non basterebbe dare un'occhiata... ai loro genitali?" In questo libro Giulio Giorello incastra, tra un brevissimo Prologo e un Epilogo un po' più articolato, cinque brillanti racconti, alcuni ambientati nelle brume del Nord e altri sotto il sole del Mediterraneo. Chi legge fa così la conoscenza di spettri, larve, anime disincarnate e messaggeri dall'Inferno, talora subdoli e perversi, talaltra burloni e ridicoli, ma sempre un po' maligni, perché la loro malizia consiste appunto nel fatto che non esistono eppure continuano a essere percepiti da noi. Sono diafane creature a un tempo libertine e libertarie, insofferenti di ogni placido buon senso e di qualsiasi "correttezza politica". Ma è così che ci inducono a persistere nel desiderare di desiderare. Dunque, i fantasmi sono sogni fatti della stoffa di cui sono intessuti i nostri desideri...

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Abolire il carcere
Luigi Manconi
Chiarelettere, 2015
Non è una provocazione. Nel 1978 il parlamento italiano votò la legge per l'abolizione dei manicomi dopo anni di denunce della loro disumanità. Ora dobbiamo abolire le carceri, che, come dimostra questo libro, servono solo a riprodurre crimini e criminali e tradiscono i principi fondamentali della nostra Costituzione. Tutti i paesi europei più avanzati stanno drasticamente riducendo l'area del carcere (solo il 24 per cento dei condannati va in carcere in Francia e in Inghilterra, in Italia I'82 per cento). Nel nostro paese chi ruba in un supermercato si trova detenuto accanto a chi ha commesso crimini efferati. Il carcere è per tutti, in teoria. Ma non serve a nessuno, in pratica. I numeri parlano chiaro: la percentuale di recidiva è altissima. E dunque? La verità è che la stragrande maggioranza dei cittadini italiani non ha idea di che cosa sia una prigione. Per questo la invoca, ma per gli altri. La detenzione in strutture in genere fatiscenti è sovraffollate deve essere quindi abolita e sostituita da misure alternative più adeguate, efficaci ed economiche, capaci di soddisfare tanto la domanda di giustizia dei cittadini nei confronti degli autori di reati più gravi quanto il diritto del condannato al pieno reinserimento sociale. Il libro indica dieci proposte, già oggi attuabili, per provare a diventare un paese civile e lasciarci alle spalle decenni di illegalità, violenze e morti. Postfazione di Gustavo Zagrebelsky.

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J'accuse
Paolo Savona
Rubbettino, 2015
Facendo seguito alla sua diagnosi delle eresie e degli esorcismi della politica economica italiana, pubblicata, nel 2012 per gli stessi tipi, che ha raccolto molti consensi. Le ricevuto due riconoscimenti autorevoli, con questa nuova raccolta di scritti l'autore traccia un quadro organico dei problemi urgenti che l'Italia deve affrontare al suo interno e in Europa. Egli muove tre J'accuse ai Governi che si sono succeduti dal 2008, data di inizio della crisi finanziaria mondiale: quella di aver trascurato di riaccendere il secondo importante motore della crescita italiana, le costruzioni, come hanno fatto gli Stati Uniti e la Germania; quella di considerare la crescita reale come il principale problema italiano, mentre lo è la spaccatura economica e politica tra il Nord e il Sud; quella di aver aumentato imposte e tasse per sanare la finanza pubblica, mentre le ha usate per accrescere la spesa pubblica primaria. Completano il quadro quattro lettere aperte destinate ai protagonisti della crisi - Juncker, Draghi, Visco, Padoan - già pubblicate e una nuova rivolta al Governo e alla Banca d'Italia, invitandoli a cambiare obbiettivi perseguiti e strumenti usati al fine di invertire la traiettoria verso il sottosviluppo del Paese.

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Reset Italia
Luigi Tivelli
Guerini e Associati, 2015
Un'analisi lucida e imparziale sulle lunghe ombre politiche, economiche e sociali che dal ventennio della brutte époque si stendono sul Paese, e sulle "luci" che possono illuminare un progetto di rifondazione. L'appuntamento del Giubileo (2025) e quello probabile delle Olimpiadi (2024) devono essere spunto per impostare un grande progetto di risanamento e sviluppo dell'Italia, un progetto che gli autori presentano nella terza parte del libro indicando obiettivi, interventi, strumenti e azioni concrete, e proponendo "al Governo" la convocazione degli stati generali dell'Italia per coinvolgere finalmente le classi dirigenti, sin qui latitanti, in un vero progetto di rifondazione e rinascita del Paese. Lasciare Renzi "uomo solo al comando" - sostengono gli autori - è anche responsabilità di tutte le classi dirigenti del Paese, politiche e non, che invece devono tornare a suonare tutte assieme, in un concerto pluralista di suoni e voci, una sinfonia che sia un vero progetto di rinascita e sviluppo del Paese.

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Tutto quello che sai sul cibo è falso
Sara Farnetti
BUR, 2012
​Saper mangiare è come sapersi vestire: bisogna scegliere cosa ci sta bene e cosa mettere (addosso, nel piatto o nel carrello della spesa). Nulla è proibito: gli alimenti comunemente ritenuti nemici della linea (dall'uovo fritto alle patatine al cioccolato) possono diventare alleati, esattamente come un accessorio può essere completamente sbagliato o, se ben portato, può diventare un tocco di stile. Sara Farnetti, nutrizionista esperta in malattie del metabolismo, rivoluziona il concetto stesso di dieta. Non esistono infatti alimenti che fanno ingrassare, è il mix dei cibi che associamo a ogni pasto a liberare gli ormoni che determinano l'accumulo di grasso nelle diverse zone del corpo. Imparare ad abbinare i cibi nel modo giusto, dunque, è la chiave per una dieta equilibrata e sana. Grazie a linee guida semplici, ricette e trucchi, questo libro ci spiega come confezionare, liberandoci da pregiudizi alimentari mortificanti e controproducenti, una dieta su misura.
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Il cervello immortale
Sergio Canavero; Edoardo Rosati
Sperling&Kupfer, 2015
​Noto per aver "risvegliato" nel 2008 una ventenne, in stato vegetativo permanente da due anni, con l'elettrostimolazione, il neurochirurgo di fama internazionale Sergio Canavero ci conduce in un viaggio nei misteri del nostro cervello e di un imminente quanto sconvolgente futuro. Attraverso un racconto autobiografico, fatto di studi, scoperte e incontri con i pazienti - che lo cercano da tutto il mondo per le tecniche d'avanguardia che utilizza -, spiega quali sono le nuove frontiere della medicina, le nuove terapie allo studio per traumi e malattie ritenute finora incurabili. Canavero ama da sempre spingere il pensiero oltre i confini del conosciuto, alla testarda caccia di una risposta terapeutica anche quando nessun altro rimedio pare possibile. Ogni volta, però, con i rigorosi dati della letteratura medica alla mano. In queste pagine illustra il suo controverso progetto, il "trapianto di testa", una terapia estrema per fornire una risposta ai casi clinici estremi, che ha già riscosso un concreto e crescente interesse da parte dei chirurghi statunitensi, cinesi e russi. Un libro che apre nuovi scenari per la medicina e pone le basi per allungare la vita umana.
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Senza paura
Davide Giacalone
Rubbettino, 2014
Siamo più ricchi, ma con la paura d'impoverirci. Viviamo in un mondo più aperto e libero, ma con la paura d'essere invasi. Ci siamo lasciati alle spalle la carneficina dei nazionalismi, ma timorosi di smarrire la sovranità. Dalla famiglia alla sessualità, dalle informazioni che ci arrivano all'ambientalismo, sembra che non sia consentita altra lettura che quella negativa e catastrofica. Penitenziale e colpevolista. La fine dei tempi paurosi ha fatto sorgere la paura del tempo che ci attende. Il tramonto delle ideologie ha fatto sorgere il vuoto delle idee. Eppure basta mettere il naso fuori dai luoghi comuni, dai buonismi privi di senso e dai cattivismi senza senno, per accorgersi che viviamo in un mondo migliore, con più opportunità. Basta guardare i numeri reali della nostra economia, per accorgersi che il dedinismo è una superstizione. Basta considerare i fondamentalismi per accorgersi della superiorità della nostra civiltà. Le paure possono trasformarsi in rancori, desideri di rivalsa, voglia di vendette sociali. Sprofondandoci. A dissolverle non servono ottimismi di maniera, ma documentati e razionali elementi della realtà.

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Colpita al cuore
Fausto Bertinotti
Castelvecchi, 2015
Se oggi venisse chiamato un costituzionalista, da una qualsiasi parte del mondo, a soggiornare nel nostro Paese e gli fosse chiesto di riformulare l'articolo 1 della Costituzione in modo che corrisponda alla realtà presente, cosa scriverebbe? Volendo aderire alla dura verità dei fatti non potrebbe che sancire che l'Italia è una Repubblica "fondata sul mercato". La costituzione materiale che ha preso corpo nell'ultimo quarto di secolo ha eroso le basi della Carta e, infine, ne ha prodotto il rovesciamento. Ma chi sono gli assassini della Costituzione e dell'articolo 1, che ne è l'architrave? E come è potuto accadere che abbiano avuto mano libera? L'ex presidente della Camera Fausto Bertinotti tenta di rispondere a tutti questi interrogativi e ripercorre la storia d'Italia - e del lavoro - partendo dai "trenta anni gloriosi" iniziati con la promulgazione della Carta del '48 per arrivare al Jobs Act del governo Renzi.

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Ti prendo per mano
Romina Power
Mondadori Electa, 2015
New York. Daria si trasferisce in un loft a Soho. È alla soglia dei cinquant'anni, è sola, ma ad accompagnarla ci sono i suoi sogni, una grande voglia di vivere, l'energia che conferisce la prospettiva di un nuovo inizio. Cambio di scenario: Tubac, una casa affacciata sul deserto dell'Arizona. Daria va a trovare l'anziana mamma e deve affrontare una notizia inaspettata. La madre ha un tumore, ma non vuole farsi operare e rifiuta le cure. È la cruda realtà contro la quale si infrangono i sogni di Daria: niente più New York, niente gallerie cui mostrare il suo lavoro di scultrice, accantonata la speranza di ricostruirsi una vita affettiva. In questo intenso romanzo in forma di diario e ispirato alla propria esperienza personale, Romina Power si confronta con la malattia e il dolore. Lo fa con grande delicatezza, con lievità addirittura, alternando diversi registri narrativi. Daria rivive il ricordo struggente di una madre che era stata bellissima e irraggiungibile, e che ora è devastata dal male; ne accetta senza falsi pudori l'inarrestabile decadimento fisico; infine trova la forza per astrarsi dalla drammaticità del presente grazie alla sua pratica spirituale e a una buona dose di ironia. La fine è ineluttabile, Daria lo sa, ma lo scorrere lento dei giorni la aiuta a riconciliarsi con il passato e dà un nuovo significato al loro rapporto. E quando si presenta la morte, è pronta ad accoglierla, quasi ricevesse un mazzo di rose.

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Tanto sesso, siamo inglesi
Antonio Caprarica
Sperling&Kupfer, 2015
​"No Sex Please, We're British": a giudicare dal successo di botteghino ottenuto dalla commedia del 1971, che a Londra fu rappresentata senza interruzione per sedici anni, con diverse migliaia di repliche, agli inglesi non dispiace essere considerati un popolo ordinato, compassato e pudibondo, un popolo "niente sesso". Le incursioni di Antonio Caprarica nella storia e nella cronaca della sessualità britannica rivelano al contrario la debolezza dello stereotipo e riservano la scoperta di una nazione ossessionata dai piaceri della carne, fra casi e personaggi sorprendenti. Vescovi che esercitano il privilegio di sfruttare i postriboli riscuotendo l'affitto dalle prostitute. Sovrani che trasformano la corte in un vero e proprio bordello. Maîtresse che inventano ingegnosi meccanismi per lo "spanking", la pratica delle sculacciate esercitata come castigo nelle severe scuole del Regno e trasformata in eccitante tortura per nobili natiche maschili o femminili. Aristocratici occupati ad aggiornare un libretto, vero best seller di vendite nel 1760, con le "specialità" delle "professional beauties" disponibili in città. Politici e uomini d'affari ricattati per la loro frequentazione dei "club sodomiti". Nel racconto dei peccati di Londra anche la rispettabilità vittoriana si mostra come una patina di ipocrisia che rende ancora più piccante la trasgressione.
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Il dovere di avere doveri
Luciano Violante
Einaudi, 2014
Luciano Violante sostiene che si deve tornare al concetto di "dovere" per far vivere pienamente la forza della democrazia. Senza doveri non esiste il concetto di nazione: i doveri specificano il senso complessivo della cittadinanza, come obbligo politico e come rete di rapporti civici. La continua rivendicazione di diritti senza alcun riferimento ai doveri, inoltre, aumenta l'egoismo sociale e allenta i legami di appartenenza alla comunità civile. I diritti senza doveri trasformano i desideri in pretese, sacrificano il merito e finiscono per legittimare gli egoismi individuali. Promettendo diritti senza richiedere l'adempimento di doveri si accresce il rancore sociale - perché si promette quello che non si può mantenere - e, in ambito pubblico, si conferiscono poteri di veto, lasciando campo libero alla demagogia e al populismo. Una tesi coraggiosa e attuale, per una nuova etica della cittadinanza.

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La politica non serve a niente
Stefano Feltri
Rizzoli, 2015
​È la prima volta che i cambiamenti della società sfuggono completamente al controllo della politica. L'innovazione si sviluppa lontano dai Parlamenti, i nuovi protagonisti sono troppo potenti e globali per essere affrontati da piccoli Stati. Uber liberalizza il trasporto pubblico, Spotify regala musica invece di venderla, AirBnB vanifica i tentativi degli albergatori di fare cartello, Facebook e Google iniziano a comportarsi come Stati del web, gli utenti sono i loro cittadini. Oggi gli utili si fanno conquistando miliardi di consumatori a cui migliorare la vita offrendo prodotti e servizi quasi gratis. Ma non di solo profitto si tratta: mentre i governi tagliano su welfare e investimenti, i nuovi modelli di business hanno reso conveniente per i privati cercare di risolvere alcuni grandi problemi del mondo. Allora la politica è diventata inutile? Forse sì, almeno nella forma in cui l'abbiamo conosciuta finora. E non è detto che sia una cattiva notizia. Se le scelte collettive, quelle dei governi, sono sempre meno rilevanti, cresce il preso delle scelte individuali. In questi anni difficili abbiamo quindi due possibilità: continuare a lamentarci dei politici che non ci aiutano, aspettando che le cose cambino e arrivi "la ripresa". Oppure prendere atto delle enormi opportunità che la fine della politica tradizionale sta aprendo e provare a sfruttarle, prendendo in mano il nostro destino.
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Nonno Bach
Ramin Bahrami
Bompiani, 2015
​Tu chi sei? Io sono Nonno Bach. Comincia così, con una domanda semplice e una risposta curiosa, la conversazione che Ramin Bahrami intreccia con un bambino vestendo i panni dell'amatissimo Johann Sebastian, che ha scelto come guida, sommo maestro e nume tutelare fin da quando era a sua volta un bambino. Per Bahrami non c'è alcun dubbio: Bach è il musicista più grande di tutti i tempi. E dargli voce vuol dire farlo conoscere a chi ne coglie solo la solennità distante e rischia di farsi intimidire da quella sua apparenza così seria. Bach amava la vita, il buon vino, le risate, la sua famiglia, ed era curioso, irascibile, veemente. Irascibile lo è ancora, in verità, quando dal paradiso dei musicisti guarda in giù e vede un mondo che non gli piace, dominato dall'egoismo e dal calcolo. Ma cambiare si può, e Bach-Bahrami non si stanca di ripeterlo: basta aprire cuore alla musica e lasciarla entrare.
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Non seguire il mondo come va
Michela Marzano
Utet, 2015
​Nel marzo 2013, Michela Marzano entra per la prima volta alla Camera in qualità di deputata. Non ha mai fatto politica, non conosce nessuno: è una filosofa chiamata dal Partito Democratico con l'intenzione di portare in Parlamento una persona con competenze specifiche. Pensa alla responsabilità che tutti i neoeletti si sono assunti davanti al Paese di essere integri, onesti, decorosi. Pensa ai problemi dell'Italia, alla crisi economica, alle diseguaglianze sociali, alla mancanza di diritti per le minoranze. Pensa a tutto quello che vorrebbe e dovrebbe fare, a tutto quello per cui vorrebbe e potrebbe battersi, a tutto quello che non accetterebbe. Le bastano poche settimane per cominciare a respirare tutto il malessere della politica. Con crescente smarrimento, capisce che alla Camera i princìpi e le idee valgono poco. In politica contano soprattutto i voti che ti porti dietro, le appartenenze e le conoscenze. E poi sono troppi i cortigiani; troppi gli arroganti e gli ambiziosi pronti a dimenticare velocemente le ragioni per le quali all'inizio avevano deciso di impegnarsi. A Michela Marzano non interessano lamentele e disfattismi. Di libri sulla delusione di chi sbarca per la prima volta in politica ce ne sono già tanti. Il suo è diverso: è, al tempo stesso, una testimonianza e un saggio filosofico, un atto di resistenza e un ritratto della politica italiana contemporanea...
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Io non posso tacere
Piero Tony
Einaudi, 2015
​Piero Tony, già sostituto procuratore generale di Firenze, presidente del tribunale per i minorenni della Toscana e da ultimo procuratore capo di Prato, ha scelto di andare in pensione con due anni di anticipo per essere libero di protestare contro un fenomeno tutto italiano, quello dei magistrati che spesso hanno trasformato gli strumenti di indagine in armi puntate contro i cittadini, usandole poi per combattere battaglie politiche. Il suo è un racconto sconcertante, ancor piú venendo da un giudice "certificato e autocertificato di sinistra", poiché rivela l'esistenza di un virus capace di minare la giustizia del nostro Paese. Un virus che però può - e deve - essere combattuto.
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Quando il mondo era in ordine
Isabella Bossi Fedrigotti
Mondadori Electa, 2015
​"Quando il mondo era in ordine" si faceva tutto in casa, marmellate e conserve, burro e ricotta. Si seguiva il ritmo della natura con le verdure dell'orto, le mele, le noci e i fichi della campagna, le uova e la carne del pollaio. Quand'era stagione di caccia si andava per boschi, non per il gusto del trofeo, ma perché serviva al fabbisogno alimentare della famiglia. I bambini protagonisti di questo racconto vivono in una grande casa, centro di una prospera attività vinicola, ai piedi delle montagne. Rispetto ai loro compagni di scuola e di giochi - che in quel contesto di campagna sono i figli di contadini, artigiani e bottegai del paese - crescono in un ambiente privilegiato. Eppure la loro famiglia, di nobili origini, coltiva lo stile di vita semplice, austero, di chi aborrisce lo spreco e riconosce l'importanza delle piccole cose. Ed è proprio l'attaccamento a quelle usanze e consuetudini, giudicate dai più eccentriche e desuete, a fare sentire i bambini "diversi" dai loro coetanei, al punto da invidiarli un po'. Il lettore non tarderà a riconoscere in queste pagine, che l'autrice ha "inventato dal vero", delle tracce autobiografiche. Talvolta neppure lei sa con precisione dove corre il confine tra realtà e fantasia. Poco importa del resto per chi legge: questo libro intriso di atmosfere lievi, suggestive, ci racconta un'epoca, un mondo di cui oggi non c'è più traccia.
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Le inchieste del Colonnello Reggiani
Valerio Massimo Manfredi
Einaudi, 2015
Vedovo, con una figlia che cresce in fretta, il colonnello Aurelio Reggiani dedica tutte le sue energie alla lotta contro i furti di opere d'arte. E non importa se queste hanno già varcato i confini del Paese: Reggiani e i suoi uomini sono pronti a seguirne le tracce fino in Sudamerica e nella Jugoslavia sull'orlo della guerra. Un lavoro che non richiede solo acume investigativo e organizzazione, ma anche una buona dose di savoir-faire, perché gli ambienti in cui ci si muove non sono propriamente "semplici". Alti prelati, nobiltà e trafficanti internazionali: sono questi i soggetti con cui entrano in contatto l'affascinante colonnello e la sua squadra, composta da uomini efficienti e preparatissimi. Anche se, talvolta, un po' bon vivants.

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Coraggio
Umberto Ambrosoli
Il Mulino, 2015
Il coraggio come virtù civile, di cui ancora è possibile trovare traccia nel nostro tempo. Di questo ci parla il libro: di uomini e donne capaci di assumere consapevolmente un rischio importante per opporsi a una situazione negativa per la collettività. Abitano il nostro presente, ma agiscono spesso in modo silenzioso e lontano dai clamori e dai riconoscimenti. Le loro storie ci possono insegnare qualcosa? L'autore risponde con un "sì" appassionato, ripercorrendo alcune vicende esemplari, che hanno segnato il mondo dell'imprenditoria, della politica e della giustizia.

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Da donna a donna
Katia Ricciarelli
Piemme, 2015
Una delle più amate protagoniste della lirica internazionale si racconta a cuore aperto, fra sorrisi, lacrime e abbondanti spruzzate di genuina autoironia. Katia Ricciarelli ha scelto dieci memorabili figure femminili dell'opera lirica per ripercorrere la sua straordinaria parabola esistenziale, gli amori appassionati, la sfolgorante carriera. In questa vita, che sembra un melodramma, ci sono il ricordo di una famiglia poverissima e di un padre che l'abbandona appena nata, le difficoltà degli inizi e la passione per il canto che giustifica qualunque sacrificio per pagarsi il conservatorio. E poi i teatri e i registi, i direttori d'orchestra e i corteggiatori famosi, ma anche i desideri normali di una donna, che oggi si prodiga per trasmettere alle giovani generazioni la cultura del bel canto. Se la lirica è il "demone" che l'ha condotta a calcare i palcoscenici di tutto il mondo, l'ostinata fiducia nel domani e in Dio è stata l'"angelo custode" nei momenti difficili. Nel racconto - che intreccia vicende personali alle avventure delle grandi interpretazioni di Traviata, Tosca, Desdemona, Mimì e molte altre - la cantante parla della sua vita di ieri e di oggi, e si rivolge non solo alle donne, ma a tutte quelle persone che, nella fatica del quotidiano, cercano quella serenità che, come lei stessa scrive, "ti permette di trascorrere le giornate con il 'sole nel cuore'".

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Il caffè dei miracoli
Franco Di Mare
Rizzoli, 2015
​È sempre intorno a loro, le fimmine, che si agita il mare delle passioni. E il mare, quando tira malo tempo, in un niente può volgere a tempesta. Ma vale lo stesso se la donna in questione è una statua di marmo, un opulento nudo di Botero il cui sedere da tre tonnellate guarda malauguratamente in direzione di una chiesa? È quel che succede a Bauci, piccolo borgo a strapiombo sulla costiera amalfitana, diventato località alla moda grazie a un festival artistico che quest'anno celebra appunto il maestro colombiano. Quando don Enzo, il parroco, vede l'opera al centro della piazza va su tutte le furie: come si può concepire tale oscenità, peraltro a pochi giorni dalla visita del vescovo? Ma toglierla non si può. Spostarla neppure. Cosa fare, dunque? Se lo chiede Rocco Casillo, il sindaco, al quale la statua serve per coronare i suoi sogni politici, e se lo chiede l'intera, colorata comunità di Bauci. Strane dicerie e fatti inspiegabili si susseguono fin quando, ai piedi dell'imponente chiattona, compare un fagotto con dentro una neonata. La pietra dello scandalo è servita... In un romanzo che sembra già un classico, Franco Di Mare dirige un coro formidabile di furbizie e rivalità, di voltafaccia e colpi di genio. E tocca il nostro cuore da vicino, strappandoci sorrisi e lacrime. Bauci non esiste eppure è verissima, è al Sud ma potrebbe trovarsi in qualunque parte d'Italia; i suoi abitanti siamo noi, così ingegnosi nel complicarci la vita ma così tenaci nel tirarci fuori dai guai.
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Io non avevo l'avvocato
Mario Rossetti; Sergio Luciano
Mondadori, 2015
"Guardia di finanza, apra subito." Sono le cinque del mattino del 23 febbraio 2010, l'alba di una delle tante giornate di lavoro di un professionista milanese, quando il suono del citofono interrompe bruscamente i suoi ultimi momenti di riposo. L'incredulità, le febbrili perquisizioni, una gigantesca ordinanza di custodia cautelare, il trasferimento in caserma e poi in carcere. Inizia così la vicenda kafkiana di Mario Rossetti, raccontata in prima persona dal protagonista, ex direttore finanziario di Fastweb, coinvolto nell'inchiesta Fastweb-Telecom Italia Sparkle su una maxifrode da due miliardi di euro. Intanto incomincia l'odissea carceraria, tra San Vittore e Rebibbia, le asprezze del penitenziario, temperate dalla solidarietà dei compagni di cella, i "concellini". Una "terra di nessuno", con le tante assurdità che ne scandiscono le giornate, come le celle da sei adattate a nove persone, gli innumerevoli ostacoli per ottenere qualsiasi cosa, anche un colloquio. Quattro mesi di carcere tra Milano e Roma, gli arresti domiciliari, tre anni di processo, 147 udienze, il sequestro di ogni bene, persino dei ricordi più cari. Si arriva così alla sentenza di primo grado del 17 ottobre 2013, che, riconoscendo la totale estraneità ai reati contestati, mette fine all'incubo. Un'ingiustizia di cui nessuno risponderà e che per Rossetti non è semplicemente figlia di un terribile errore ma è la conseguenza delle tante anomalie del nostro sistema giudiziario. Prefazione di Massimo Mucchetti.

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La via del Nord
Giuseppe Berta
Il Mulino, 2015

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Storia del gol
Mario Sconcerti
Mondadori, 2015
Il calcio come lo intendiamo oggi ha la sua origine verso la fine dell'Ottocento, quando lo scopo del gioco non è più semplicemente strappare il pallone agli avversari, ma indirizzarlo in una zona ben precisa e delimitata del campo, che assume la forma di una porta. È la nascita del gol, che di questo sport incarna l'essenza. Eppure, nonostante chiunque ne avverta quasi naturalmente il fascino e il valore incomparabile, il gol è sempre stato inteso solo come mezzo per il raggiungimento di un risultato finale, la vittoria. Mario Sconcerti, una delle firme del nostro giornalismo sportivo, è il primo ad aver studiato il gol come gesto tecnico puro, come costruzione ed evoluzione del gioco, ripercorrendone la storia dai tempi pionieristici degli scudetti del Genoa e del Milan all'inizio del secolo scorso al calcio superprofessionistico e televisivo di oggi. Da quando, cent'anni fa, i campi erano senza erba, fangosi o duri come l'asfalto, e i palloni, tutt'altro che sferici, andavano dove volevano e diventavano pesantissimi con la pioggia, difficili da colpire di testa: fattore che, unito all'altezza media degli italiani, all'epoca di un metro e sessantacinque, produceva da noi un gol veloce, un po' avventuroso, costruito con la palla a terra. A quando, quarant'anni dopo, finita la seconda guerra mondiale, siamo stati invasi da giovani giganti svedesi e danesi (Nordahl, Praest, Liedholm, Jeppson, i fratelli Hansen) che chiedono, invece, la palla alta.

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Il romanzo di Londra
Antonio Caprarica
Sperling&Kupfer, 2014
​"Un uomo che è stanco di Londra è stanco della vita", scrisse Samuel Johnson, autore del primo, grande dizionario inglese, e la sua osservazione è proverbiale ancora oggi. Perché di vita, come di cultura, arte, scienza, memoria e nuove tendenze, Londra è ricchissima. Lo si scopre in questo libro, dove la città appare come un immenso palcoscenico sul quale si intrecciano storie antiche e nuove che nascono dalle strade e dalle pietre, dai luoghi più gloriosi, paurosi e incantevoli della metropoli. Vagabondando per le viuzze di Soho, passeggiando da Kensington Palace a Westminster, o dalla City ai Docks, in percorsi che attraversano anche i secoli, si incontrano i personaggi più sorprendenti, curiosi e intriganti, immersi nelle loro avventure: un Charles Dickens dodicenne lavora nella fabbrica di lucido da scarpe vicino allo Strand; Samuel Pepys, il celebre diarista di Carlo II, osserva la City divorata dal fuoco del Grande Incendio; Virginia Woolf fruga tra i libri usati esposti sulle bancarelle di Charing Cross Road; Lady Di si aggira infelice nelle stanze di Kensington Palace e Winston Churchill, dal rifugio antiaereo, ascolta le bombe tedesche cadere sull'East End. Scorrere queste vivacissime pagine - nelle quali l'autore ha riversato tutto l'amore per la città che considera la sua seconda patria - equivale a fare un tour esclusivo, un'escursione sulle tracce dei luoghi, degli eventi e delle personalità che hanno reso Londra una capitale leggendaria.
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Tu non tacere
Fulvio Ervas
Marcos y Marcos, 2015
La strada buia, i lampi dei fanali, la testa piena di pensieri; l'auto pirata appare in un istante e di colpo il mondo è a testa in giù. L'ospedale è un faro nella notte. Promette cura, salvezza, che tutto quanto è possibile si farà. C'è una vita, in gioco, e Paolo Vivian non vivrà. Lorenzo è suo figlio e non è per niente 'sdraiato'. Studia medicina, sa che sbagliare è umano, ma ci sono posti dove un errore costa molto di più. Mentre studia, mentre nuota, mentre bacia Michela, un tarlo lo accompagna: nei fotogrammi mentali del pronto soccorso qualcosa non torna. La madre vorrebbe solo dimenticare, Lorenzo non può permettersi un avvocato e i medici si appellano alla tragica fatalità. La sua sete di chiarezza tocca nel cuore il vecchio prof di scienze del liceo, paladino del corpo umano e della fotosintesi clorofilliana. Insieme, affidano il caso alla TNT: tre donne toste, Tosca, Norma e Tina, che del diritto alla salute sono sceriffa, contabile e poeta. Passo dopo passo, conquisteranno il giorno della verità. Partendo da' fatti reali, "Tu non tacere" si avventura in punta di piedi all'incrocio degli incroci, dove scienza, speranze di vita, umanità e professionalità del medico affrontano le contraddizioni di un sistema molto complicato. Ci ricorda la cura che dobbiamo al nostro corpo, e alla rete formidabile delle persone che amiamo; che un figlio per crescere deve alzarsi in piedi e, almeno nel ricordo, guardare negli occhi suo padre.

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La ricreazione è finita
Roger Abravanel
Rizzoli, 2015
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La disoccupazione giovanile nel nostro Paese ha cause ben più profonde e lontane della crisi economica. Il problema è che i ragazzi italiani non sono preparati al lavoro del Ventunesimo secolo. E le famiglie, con i loro pregiudizi, stereotipi e luoghi comuni, sono spesso le prime fabbriche di disoccupati. Quello che i datori di lavoro cercano oggi nei giovani è molto diverso da ciò che volevano cinquant'anni fa: meno "mestiere" e più senso di responsabilità, spirito critico e capacità di comunicare con gli altri. Per questo i genitori non riescono a capirlo. E per questo la scuola e l'università, a parte poche eccezioni, non riescono a insegnarlo. Ma i giovani italiani e le loro famiglie non possono aspettare la riforma epocale di cui l'istruzione italiana avrebbe bisogno. Hanno domande alle quali è urgente dare una risposta. Quale percorso scolastico scegliere? Perché la laurea non basta più? Quali esperienze extrascolastiche sono più utili? Come trovare il lavoro giusto? Come si può correggere il tiro quando il percorso scelto non porta i risultati sperati? Roger Abravanel e Luca D'Agnese, attraverso l'analisi dei dati più significativi sull'istruzione e sull'occupazione, interviste a imprenditori e responsabili delle risorse umane e racconti in presa diretta di tanti ragazzi che "ce l'hanno fatta", mostrano come questo sia possibile. Si deve provare da soli a costruire il percorso migliore per sé, perché disegnare il proprio futuro si può.

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La vigna di Angelica
Sveva Casati Modignani
Sperling&Kupfer, 2015
Lunghi filari di viti si adagiano sui morbidi pendii di Borgo Franco. Da due secoli la famiglia Brugliani è proprietaria di ciò che resta dell'antico monastero in cima al colle e di quelle vigne, curate con pazienza per trarne vini pregiati e inimitabili. A trentacinque anni, Angelica è l'erede della tradizione e del patrimonio famigliare. Madre, moglie, imprenditrice di successo: tutto sembra perfetto nella sua vita. Solo lei sa che dietro quella facciata si nasconde una zona d'ombra, una verità fatta di menzogne, quelle del marito, e di tanti sogni infranti. Tuttavia, nulla può scalfirla, perché Angelica è una donna forte e determinata, e saprà trovare un nuovo inizio e una nuova felicità nel suo privato con la stessa tenacia e passione che dedica da sempre ai suoi vigneti. Perché è la terra a dare un vero senso alla sua vita, e da lì tutto può ricominciare.

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Il tesoro dei vinti
Gianni Oliva
Mondadori, 2015
​Dongo, 27 aprile 1945, è una mattina livida e piovosa, quando Mussolini e i gerarchi in fuga vengono fermati dai partigiani della 52' brigata Garibaldi, sulla litoranea del lago di Como. Nella lunga autocolonna che accompagna il Duce e gli epigoni del fascismo di Salò viene trovata un'ingente quantità di beni preziosi, banconote di ogni taglio, oro, gioielli, titoli di Stato, valuta straniera, in gran parte provenienti dai fondi segreti dei ministeri della Repubblica sociale. Un ricco bottino che da quel giorno tutti conosceranno come il "tesoro di Dongo". Chi si è impossessato di quell'oro, destinato alle autorità del nuovo Stato italiano? Chi lo ha trasferito alla federazione comunista di Como? Chi se n'è impadronito in seguito? E chi ha fatto scomparire il "capitano Neri" e la partigiana "Gianna", combattenti garibaldini che ne avevano compilato l'inventario? Nella primavera del 1957 ha finalmente inizio, presso la Corte d'assise di Padova, il processo che dovrebbe fare luce su questi interrogativi. Un procedimento che suscita tante attese, ma che viene rinviato dopo quarantatré udienze per il suicidio di un giudice popolare e che non verrà mai più ripreso, perché "scomodo". Dalle carte disponibili emergono infatti con chiarezza le responsabilità politiche degli eventi che si sono consumati in quei lontani giorni del 1945.
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In vetta al mondo
Daniele Nardi
BUR, 2015
​Dall'infanzia nella natia Sezze, in provincia di Latina, all'amore inusuale per lui, nato in pianura - e magico per l'alta montagna, questo libro sotto forma di dialogo è la storia della vita di Daniele Nardi, primo alpinista al mondo ad aver conquistato in inverno (2013), in condizioni ambientali terribili, lo "sperone Mummery" (6.450 metri) del Nanga Parbat.
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Ma siamo matti
Vittorino Andreoli
Rizzoli, 2015
​L’Italia è un Paese malato di mente. Dal punto di vista psichiatrico è da ricovero. Questa la diagnosi di Andreoli, uno dei massimi esponenti della psichiatria contemporanea, che ha messo idealmente gli italiani sul lettino. Compito arduo, affrontato con ironia e con una spietata lucidità, trattando il paziente senza aggravare ulteriormente la sua condizione, fornendo consigli utili per non cadere nelle trappole di chi ci dipinge come un popolo sereno per mere ragioni elettorali. E soprattutto con uno sguardo fraterno di chi vede gli italiani da italiano in questo momento particolare. Perché, conclude Andreoli, sia chiaro che questa è una visione degli altri e nello stesso tempo di me. Come in uno specchio.
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Io parlo, e continuerò a parlare
Bettino Craxi
Mondadori, 2014
​Questo volume contiene gli scritti in parte inediti di Bettino Craxi durante gli anni dell'esilio tunisino. Una cronaca quasi quotidiana delle vicende di Tangentopoli, totalmente immersa nei fatti che vengono raccontati in presa diretta, senza sapere ancora quale Italia sarebbe scaturita da quella stagione. Non solo: Craxi dice la sua sul sistema di finanziamento dei partiti e sul nuovo scenario politico che vede delinearsi, riflette sugli anni di piombo, su Moro e le BR, sull'Europa, sui servizi segreti deviati, sulla propria scelta dell'esilio, sulla malattia. Le pagine che dedica alla cosiddetta "Seconda Repubblica" sono fitte di ritratti scolpiti, a volte, ferocemente: Berlusconi, Bossi, D'Alema, i leader del PCI o ex PCI, e poi ancora Fini, Prodi, Di Pietro, Ilda Boccassini e gli altri giudici del pool di Milano. Tutti protagonisti del passaggio tra "Prima" e "Seconda Repubblica", un nodo fondamentale della storia italiana recente che la lettura di questo libro aiuta a conoscere e comprendere.
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Pescecani
Mario Giordano
Mondadori, 2015
I​l nababbo di Treviso? Possiede 163 motociclette, 155 bici da corsa, 70 fra yacht e motoscafi e 493 auto, compresa la Jaguar di Diabolik. Tutto gelosamente custodito in una decina di capannoni. Collezionismo estremo: per soddisfarlo, ha sottratto 40 milioni di euro alle banche e messo 700 dipendenti sulla strada. Il Corona di Arzignano? Guadagnava 9 milioni di euro, denunciava al fisco 177 euro. Lo 0,0001 per cento. Il suo mito? Il re dei paparazzi Fabrizio Corona. La sua vita? Una cavalcata tra eccessi, belle donne e champagne. Le tasse? "Una parola complicata." Si sente un evasore? "Dov'è il problema? No go copà nisun." Non ha ammazzato nessuno. Eccoli qui i pescecani, quelli che negli ultimi anni si sono arricchiti alle spalle degli italiani che tiravano la cinghia. Pare che siano sempre di più e i dati parlano chiaro: la crisi non ha aumentato solo le differenze tra ricchi e poveri, ma anche la percentuale di chi fa soldi in modo illegale. E il rischio è che, voraci come sono, i pescecani si stiano impadronendo del Paese. Che siano proprio loro a comandare, del resto, è apparso evidente quando è saltato il tappo della Cupola di Roma. E a chi chiede perché i problemi non si risolvono, ecco spiegata la ragione: perché ci sono loro, i pescecani, che nei nostri problemi ci sguazzano. E fanno soldi. Molte delle storie che leggerete in queste pagine vi faranno arrabbiare. Molte vi faranno sorridere.
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Roma vista controvento
Fulvio Abbate
Bompiani, 2015
​"Roma è il racconto di come una città può diventare universo nell'interpretazione di uno scrittore. Se volete sapere che cose uno scrittore - estremizzando - avete due modi. Uno è soffermarvi per un attimo sui versi iniziali di 'Il suonatore Jones' di Fabrizio De André: 'in un vortice di polvere gli altri vedevan siccità, a me ricordava la gonna di Jenny in un ballo di tanti anni fa'. Il secondo è - appunto - leggere questo libro: di quei versi, declinazione sontuosa che diverte e commuove. Perché uno scrittore è prima di tutto il suo sguardo e la sua capacità di creare storie, indipendentemente dalla forma che si sceglie. E se De André riesce a raccontarne una puntando il suo su un vortice di polvere, immaginatevi che cosa è in grado di fare Fulvio Abbate orientando il suo, ugualmente immune da ogni conformismo, sulla Città Eterna, generatrice millenaria di narrazioni. Non ne voglio qui anticipare nessuna per non togliere al lettore la sorpresa di tutte le gonne di Jenny che di pagina in pagina Fulvio Abbate vede e rievoca nel suo viaggio patafisico tra cronaca e memoria nelle vie di Roma. Anche quelle ancora oggi capaci di stupirci a ogni angolo svoltato, serbatoio infinito, come sono, di bellezza e di miserie: esattamente nello stesso modo del paese di cui Roma è capitale." (Francesca Serafini) Introduzione di Carlo Verdone.
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L'ipocrisia dell'Occidente
Franco Cardini
Laterza, 2015
​"Ma davvero abbiamo la memoria tanto corta? Davvero abbiamo dimenticato che fin dagli anni Settanta sono stati gli statunitensi che in Afghanistan, in funzione antisovietica, si sono serviti dei guerrieri-missionari fondamentalisti provenienti dall'Arabia Saudita e dallo Yemen? Davvero ignoriamo che la malapianta del fondamentalismo l'abbiamo innaffiata e coltivata per anni noi occidentali? Sul serio non sappiamo nulla del fatto che ancor oggi il jihadismo - quello di al-Qaeda e quello, rivale e concorrente, dell'Islamic State (IS) del Califfo al-Baghdadi - è sostenuto, e neppure in modo troppo nascosto, da alcuni emirati della penisola arabica che pur sono tra i nostri più sicuri alleati nonché - e soprattutto - partner finanziari e commerciali?". Franco Cardini, con gli strumenti di uno storico di razza, racconta le varie fasi dell'attacco musulmano all'Occidente con una personale chiave interpretativa. Dietro lo scontro di civiltà, usato strumentalmente da minoranze sparute, si nascondono interessi precisi. Al servizio di questo mito cooperano più o meno consapevolmente una diplomazia internazionale traballante e voltagabbana e un universo mediatico allarmista e ricercatore di consensi legittimanti.
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I potenti al tempo di Renzi
Luigi Bisignani; Paolo Madron
Chiarelettere, 2015
​Si chiama POTERE. In tutte le sue forme, i suoi tic, i suoi segreti, i suoi perché. Lo vogliono in tanti ma lo provano in pochi. La parola va a chi è informato sui fatti perché il potere lo conosce bene. Col libro precedente, L’UOMO CHE SUSSURRA AI POTENTI, Bisignani e Madron si erano fermati al 2013. Da allora molte cose sono cambiate. Dopo la morte di Andreotti e l’elezione di Bergoglio, la MAPPA DEL POTERE in Italia è tutta da ridisegnare. Ora un uomo solo è al comando, MATTEO RENZI, e un altro Matteo, Salvini, si è affacciato alla ribalta del teatro politico. La commedia è stata allestita e i due autori provano a raccontarla tra le pieghe di una cronaca che giornali e tv propongono solo in parte. Dai retroscena dell’elezione di MATTARELLA e il vero perché della rottura del Patto del Nazareno alla crisi drammatica all’interno del VATICANO. Ecco un Renzi sconosciuto, le storie inedite dei suoi collaboratori, l’improvvisazione e l’arroganza che ha stravolto ogni protocollo, gli affari in corso tra nuove nomine e gaffe internazionali (con BERGOGLIO e OBAMA). Sull’altra sponda anche SALVINI è una vera sorpresa, a cominciare dal nuovo cerchio magico che comprende diversi GAY. Benissimo. Ma la Lega del celodurismo di Bossi? E la DERIVA FASCISTA dell’alleanza con CasaPound e l’amicizia con Putin? Ecco la fotografia strappata e contraddittoria del potere oggi in Italia. Un’Italia che in parte non conosciamo, che fa ridere e anche un po’ piangere. Per salire sul carro di chi è più forte la gara è durissima, mentre i cittadini, disinformati, ignari, storditi, assistono fuori dai Palazzi.
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Cittadini senza scettro
Gianfranco Pasquino
Università Bocconi Editore, 2015
​Riformare le Costituzioni e le istituzioni, nei sistemi politici democratici, è un compito tanto delicato quanto nobile. Per adempierlo è indispensabile possedere conoscenze, non soltanto giuridiche, ma soprattutto politologiche, approfondite e comparate. Questo saggio offre ai lettori gli elementi necessari per capire quali riforme sono in discussione in Italia, quali riforme sono già state effettuate, spesso male, quali criteri debbono essere utilizzati per valutarle. I giudizi sono argomentati e severi. Riforme che non consentono ai cittadini di eleggere i candidati che preferiscono e, più in generale, che non restituiscono loro lo scettro della sovranità, sono riforme brutte, sbagliate, controproducenti. Criticarle e proporre alternative, proprio quello che fa questo libro, è un dovere, non soltanto "scientifico", ma civico.
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Enciclopedia delle Arti Contemporanee. Il tempo inclinato (volume III)
Achille Bonito Oliva
Mondadori Electa, 2015
Electa pubblica il terzo volume dell’Enciclopedia delle arti contemporanee: I Portatori del Tempo.  Il  tempo  inclinato,  curata  da  Achille  Bonito  Oliva  e  con  il  coordinamento scientifico di Andrea Cortellessa.
Dopo il primo volume dedicato al “tempo comico” e il secondo dedicato al “tempo interiore” entra in scena il “tempo ‘inclinato’”. L’aggettivo si riferisce alla teoria del clinamen di Lucrezio riscoperta  nell’era  Atomica  con  la  fisica  del  Novecento  (dalla  Teoria  della  Relatività  al Principio di Indeterminazione). Il tempo perde il suo connotato assoluto e si trasforma in uno spazio-tempo mutevole e soggettivo “che s’inclina; e le cose scivolano e rotolano, sfuggono, non sono mai così”.  “Piega è difatti il clinamen, caro a Epicuro e Lucrezio, inclinatura che sfata il destino e introduce un tempo inspiegabile, ove le cose accadono secondo una logica che appare beffarda” come si legge nel testo.
Il volume indaga il rapporto delle arti contemporanee con la nuova dimensione temporale inquieta, instabile, sempre mutevole, un istante imprecisato in cui si generano i cambiamenti universali, come la creazione e la morte.
Il tomo, introdotto da uno scritto del filosofo ed epistemologo Giulio Giorello, ripropone la struttura dei precedenti ed è diviso in otto sezioni disciplinari: musica, architettura, arti visive, cinema, nuovi media, teatro, fotografia, letteratura, e si conclude con la postfazione, un testo di sintesi e raccordo di Achille Bonito Oliva, ideatore del progetto. Ogni sezione è composta da un saggio curato da specialisti del settore (per la musica Gianmario Borio; per l’architettura Marco Biraghi, per le arti visive Riccardo Venturi; per il cinema  Umberto Silva; per i nuovi media Rinaldo Censi, per il teatro Attilio Scarpellini; per la fotografia Stefano Chiodi; e infine, per la letteratura Andrea Cortellessa) ed è accompagnato da quattro ‘medaglioni’, brevi interventi scelti dagli autori dei saggi come testi rappresentativi del tema trattato.
In coda al volume, il consueto lemmario, a cura di Marie Rebecchi, Daniela Voso ed
Enrico Camporesi, illustra le principali voci concettuali messe in campo dai vari saggi.
 
“Esiste un’inerzia iniziale contro cui l’arte si arma, una serenità della comunicazione che essa tende a alterare mediante l’introduzione di uno stato di turbolenza”.
Achille Bonito Oliva, postfazione

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Emilio Riva, l'ultimo uomo d'acciaio
Giovanna du Lac Capet
Mondadori, 2015
​"Tempo fa feci una promessa a Emilio Riva, dare voce al suo silenzio. Ma non ho fatto in tempo a mantenerla, è morto prima che potessi leggergli questo libro." Giovanna du Lac Capet è stata accanto a Emilio Riva, proprietario dell'ILVA, azienda siderurgica che comprende le acciaierie di Taranto, per più di quarant'anni. E per più di quarant'anni ha avuto la consapevolezza di vivere con un uomo tutto d'un pezzo, una persona a cui la vita non ha fatto sconti, e che doveva unicamente a se stessa, al proprio rigore e alla dedizione al lavoro l'"impero" che porta il suo nome. Nato a Milano da una famiglia non agiata. Inizia un'attività di compravendita di rottami e nel 1954 apre il suo primo stabilimento a Caronno Pertusella. Da quel momento, la sua attività conosce una continua espansione, con stabilimenti in Italia e all'estero. Incontra Giovanna in Eritrea, dove lei è cresciuta: quando l'opera di modernizzazione dell'Etiopia prevede che si avvii anche un imponente progetto siderurgico, Hailé Selassié sceglie di rivolgersi proprio a Emilio Riva, che per l'occasione si reca in Africa. Quello che leggiamo è il racconto di una donna innamorata e fiera del proprio compagno, ma anche di una persona che, a un certo punto della propria esistenza, è costretta a porsi una serie di difficili domande, tutte tese a tentare di dare una risposta all'unico vero dubbio: ha passato la sua vita accanto a un mostro da sbattere in prima pagina? Prefazione di Vittorio Feltri.
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L'esercito delle cose inutili
Paola Mastrocola
Einaudi, 2015
​Sentirsi inutili ed essere felici non è impresa facile. Ce lo insegna però Paola Mastrocola in L’esercito delle cose inutili, una favola bellissima e affascinante da leggere e rileggere in un mondo dove tutto deve avere un senso e deve condurre ad un’efferata produttività. Un giorno freddo di dicembre un libro e un asino s’incontrano lungo una strada deserta. Il libro si sta convincendo di quanto sia bello essere inutile, infatti il suo viaggio lo sta conducendo verso il cosiddetto Paese delle cose inutili e convince così il vecchio asinello ad andare con lui. Forse lì, anche il piccolo animale che non serve più a nessuno, troverà un suo posto. Tra funamboli, cantori, raccoglitori di conchiglie, macchine da scrivere, dischi, dizionari di latino e poesie, il libro e l’asino si sentiranno finalmente ben accetti. Il libro ne è convinto: lì saranno felici. L’asino Raimond però fatica ad incamminarsi lungo il viaggio dell’inutilità, non riesce a rassegnarsi e i ricordi di quando serviva davvero a qualcuno lo tormentano. Ogni settimana gli giungono magicamente delle lettere e queste sono il suo unico conforto della vecchiaia. Raimond ricostruisce così la storia di Guglielmo, un ragazzo molto introverso ed estremamente sensibile che affida a quei figli i suoi sentimenti e i suoi pensieri più nascosti. L’asino e il libro decidono di andare a conoscere Guglielmo e di cercare di salvarlo da quel bullo che gli rovina la vita. Il viaggio degli inutili cerca così di diventare utile in un paradossale racconto che l’autrice di Una barca nel bosco e di Che animale sei? rende straordinariamente filosofico e poetico. Accompagnati per l’appunto da L’esercito delle cose inutili, Raymond e il libro seguiranno strade poco battute per raggiungere il cuore di Guglielmo e l’utile e l’inutile diventeranno una sola e bizzarra cosa sola in questa favola contemporanea di Paola Mastrocola.Mastro
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Storia dell'insolenza
Antonello Capurso
Il Settimo Libro, 2014
Un secolo e mezzo di storia politica italiana per la prima volta visto attraverso la lente dell'offesa e del vituperio, una specialità in cui siamo maestri insuperati, più ancora di francesi e inglesi. Tra insulti e risse, schiaffoni e turpiloquio, dal celebre scontro tra Garibaldi e Cavour ai peones da rissa del dopoguerra, dalla fine della prima repubblica ai più recenti exploit di Grillo. Ma anche il racconto di celebri insolenze, di duelli, di insulti popolari lanciati contro Mussolini mentre i gerarchi se ne dicono di tutti i colori. E ancora: la disfida tra Scalfaro e Totò per colpa di una donna, la grande zuffa del 1953, l'insolenza ideologica di Togliatti, gli insulti immaginifici di D'Annunzio e Cossiga, la proliferazione via internet di gravità finora impensabili.

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Una vita bellissima
Annamaria Cancellieri
Mondadori Electa, 2015
Nella Libia italiana, il nonno, antifascista convinto di purissima fede repubblicana, è un funzionario dello Stato a Tripoli. Il padre, ingegnere, in Libia costruisce pozzi e centrali elettriche: due uomini di grande levatura morale, che certamente influiscono in modo determinante sulla formazione e sul percorso professionale di Annamaria Cancellieri. Quando, giovanissima, fa domanda per partecipare al concorso per il ruolo di consigliere di Prefettura, si sente dire che non ce la farà, perché un prefetto donna non si è mai visto. Lei, imperterrita, ci prova e vince. E l'inizio di una lunga carriera che la porterà in molte città italiane, da Nord a Sud, fino a raggiungere i vertici della pubblica Amministrazione: prefetto, commissario straordinario, poi Ministro dell'Interno e Ministro della Giustizia.

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Gli scaduti
Lidia Ravera
Bompiani, 2015
​La celebre autrice di Porci con le ali ci conduce in un presente dove tutto deve essere prestabilito e dove ogni cosa ha un tempo ben preciso. Con Gli scaduti, Lidia Ravera ci racconta un futuro davvero prossimo in cui quattro personaggi di età diverse devono vivere, secondo la società e la politica, delle tappe obbligatoriamente previste. Dopo tanto disordine, caos e corruzione prende in mano il Governo un partito unico che decide di mandare via la classe politica precedente. Per eliminarli basta che abbiano sessant’anni perché a quell’età, dice il partito unico, si è troppo vecchi per governare. I nuovi avventori invece hanno tutti tra i trenta e i quarant’anni con vite normale e ben stabilite. Insomma, come sempre nei libri della Ravera, ogni riferimento alla politica reale del nostro Paese è, o non è, puramente casuale. La rivoluzione generazionale, assolutamente non violenta, ma decisa è dei TQ (i cosiddetti trenta-quarantenni) che stabiliscono così le tappe naturali dell’esistenza di uomini e donne perché tutto deve procedere come Madre Natura ha voluto per noi anni fa. A venticinque anni le donne devono partorire il primo figlio, a quaranta non si può più ricorrere alla chirurgia estetica, ci si deve sposare con quelli della nostra età ovvero non si può amare un uomo o una donna di un’altra generazione rispetto alla nostra. Insomma l’ordine generale è così stabilito e rigidamente mantenuto. La vicenda raccontata con ironia dalla Ravera segue le fila di quattro personaggi che devono tentare di fare quello che il Partito Unico ha deciso per loro. Umberto ha infatti sessant’anni, Elisabetta è quasi alla fine del suo percorso sociale perché ne ha cinquantasei, Matteo ha trentacinque anni e deve intraprendere la carriera politica mentre Federica ne ha venticinque e deve assolutamente avere un figlio e una famiglia. Come fare? Nulla è mai come sembra e forse contrapporsi alla rivoluzione è ancora possibile. Gli scaduti possono ancora fare qualcosa?
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E sono corsa da te
Rosanna Lambertucci
Mondadori, 2015
​Quel maledetto giorno di settembre Rosanna Lambertucci intuisce che Alberto ha un problema molto serio e che non c'è nemmeno un minuto da perdere, nemmeno il tempo di aspettare l'ambulanza. Dopo poco arriverà la diagnosi: emorragia cerebrale. Ciò che Rosanna non può intuire è che la via crucis dell'ex marito non finirà lì... Durerà ancora due lunghi e durissimi anni, ma si rivelerà un'esperienza totalizzante di condivisione e tenerezza senza fine. In quel lungo periodo di malattia, come per miracolo, tutte le distanze fra i due scompariranno. Le parole che erano mancate nel loro matrimonio e soprattutto all'epoca della separazione, vent'anni prima, troveranno finalmente uno spazio di condivisione inaspettato e profondissimo. "E sono corsa da te" è il racconto vero e appassionante di una vicenda che, pur con il suo enorme carico di fatica e dolore, parla di amore e speranza. L'autrice di questo libro ha sospeso ogni impegno lavorativo per accudire, giorno dopo giorno, una delle persone più importanti della sua vita. Un impegno non dovuto, non scontato, che l'ha ripagata con una moneta spirituale di inestimabile valore. Fanno così centinaia di migliaia di persone che, in silenzio, lottando contro mille difficoltà, dedicano una parte della loro esistenza a sostenere un padre, una madre, un marito, una moglie, un compagno, un figlio. Questo libro si rivolge a loro perché contiene anche una serie di suggerimenti utili a chi si ritrova in quella situazione...
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Un'anima per l'Europa
Giacomo Vaciago
Il Mulino, 2015
Proseguire sulla strada dell'unione? Come? Quella che abbiamo oggi è una unione economica solo in minima parte: troppo ancora contano le decisioni dei governi, nazionali e locali, e le tante corporazioni di ogni paese. Né si può parlare di unione monetaria finché non si realizza l'unione bancaria. Allora che cosa fa difetto alla nostra "unione molto incompleta"? È mancata soprattutto - come sottolinea questo saggio - la volontà di realizzare un destino comune. Ogni unione presuppone infatti il desiderio di realizzare un bene che ci accomuna, cioè quanto si fa "per" gli altri e non solo "con" gli altri. Di qui l'importanza della solidarietà e della cooperazione, valori senza i quali il sogno europeo di venticinque anni fa rischia di svanire.
Vaciago
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Il mio amico Nanuk
Brando Quilici
Sperling&Kupfer, 2014
​Luke vive a Devon, una cittadina ai confini con le grandi distese di ghiaccio del Canada settentrionale. Si è trasferito lì da un anno insieme alla famiglia. Ha lasciato Vancouver, l'oceano, gli amici, per quel posto dove non ci sono prati ma tundra, dove il mare scricchiola e i compagni di scuola si ostinano a trattarlo come un intruso. Per convincerlo, suo padre, esploratore prima ancora che pilota, gli aveva promesso straordinarie avventure, lì nell'Artico. Peccato che proprio l'Artico lo abbia… tradito, inghiottendolo insieme al suo aereo durante una spaventosa tempesta. Ora per Luke quello è un luogo ostile, e si sente solo in una famiglia che pure fa del suo meglio per ricominciare a vivere: la madre è sempre troppo impegnata nel suo lavoro di ricerca e la sorella è alle prese con l'adolescenza. Ma una mattina accade qualcosa di straordinario. Nel garage di casa, Luke trova Nanuk, un cucciolo di orso polare la cui madre è appena stata catturata dai ranger per essere riportata a nord, verso Cape Resolute. Qualcosa gli dice che questa è la sua occasione: quell'orsetto deve essere ricondotto da sua madre e sarà lui a farlo. Così prepara lo zaino, monta sulla motoslitta e parte, munito di barrette di cioccolata di cui Nanuk è ghiotto. Li attende un'avventura straordinaria in mezzo ai ghiacci, tra orsi feroci, balenieri inuit, tempeste e iceberg alla deriva. Mille insidie metteranno alla prova il coraggio di Luke, la sua determinazione. E salderanno tra il ragazzo e Nanuk un legame che andrà oltre l'amicizia. Come se quell'avventura li stesse attendendo da sempre. Come se ciascuno dei due ne avesse bisogno per trovare la propria strada e diventare adulto.

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Un padre è un padre
Catena Fiorello
Rizzoli, 2014
Cara Paola. Quando apre quella lettera, il cuore le martella in petto per l’emozione. A ventidue anni, Paola è una giovane donna che ha vissuto solo il calore dell’abbraccio materno, e quelle parole sono il primo contatto con il padre, l’uomo che non ha mai conosciuto. È il giugno del 1982, a Catania, stanno per iniziare i mondiali e alla radio Giuni Russo canta Un’estate al mare, ma Pao-la si è appena ritrovata sola. Prima di lasciarla, la madre le ha dato un foglio con un indirizzo e un nome: quello dell’uomo che le ha abbandonate. Così lei lo ha contattato, vincendo il proprio rancore. Si chiama Roberto, e quando si incontrano per la prima volta è un colpo di fulmine. Paola non ci riesce proprio a odiare quella persona che sa subito farsi amare e anzi, si sente in profonda sintonia con lui. Per questo fa cadere ogni barriera e inizia a frequentarlo, rivendicando con un’energia tutta nuova il diritto ad avere un padre. Nessuno però deve sapere di lui, non Sandy e Milena, le amiche di una vita, e nemmeno Lorenzo, che è riuscito a farle battere il cuore dopo anni di storie sbagliate. Quando però Paola decide di dare una svolta al loro legame, una nuova verità arriva a sconvolgerle la vita per sempre. Ma solo accoglierla potrà renderla felice e aprire il suo cuore all’amore. Quello che non tradisce. Catena Fiorello ci racconta in questo romanzo la storia che ha sempre voluto scrivere: quella di un uomo che impara a essere padre e di una donna che scopre di essere figlia. Perché padri, e figli, si diventa, grazie alla forza sorprendente dell’amore.

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La virtù dell'elefante
Paolo Isotta
Marsilio, 2014
​Paolo Isotta è famoso pur non andando in televisione. È storico della musica e fa il critico musicale al "Corriere della Sera" ma è scrittore completo. Con questo libro fa una summa della sua esperienza umana, prima, artistica, poi. "La virtù dell'elefante" (che è quella di avere una mente robusta per sopportare una mole di sapienza) non è un'autobiografia perché non racconta la vita di Paolo Isotta secondo una sequenza cronologica: la sua vita discende dalla favola di Napoli e dei grandi personaggi, certo non solamente della musica, che egli ha incontrati. Senza aver letto questo libro è impossibile capire che cosa sia Napoli, città che si offre con aspetto lusinghiero e ingannevole, ingannevole nelle prospettive di gioia come nella querimonia perpetua. Qui un napoletano rivela che cosa si nasconda dietro la maschera. Paolo Isotta vive da quasi sessant'anni in simbiosi con la musica. Nessuno può oggi vantare un'esperienza umana e artistica pari alla sua. Così le sue memorie investono una lunghissima serie di colossi, della musica e della vita; ne sono glorificati molti, e richiamati alla mente di un'età atta all'oblio; alcuni falsi miti vengono sfatati. Anche tanti geniali, o non geniali, poveri cristi, di quelli che ogni giorno si arrampicano sugli specchi per sopravvivere; e alcuni esseri furbissimi e cattivi: raccontano le memorie. E le memorie toccano tanto musica e compositori quanto interpreti e interpretazioni.

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Coordinate D'Oriente
Alessandro Perissinotto
Piemme, 2014
​La ragazza dell'albergo di Malpensa guarda partire e non parte. Il suo mondo è fatto di minuscoli brandelli di vite vissute altrove, vite che non sono la sua. Dell'esistenza di Pietro Fogliatti, la ragazza coglie due momenti: la fine di un matrimonio consumato, e un nuovo inizio, la partenza per Shanghai. È lì che il grande progetto imprenditoriale di Pietro vedrà finalmente la luce. Andare a Oriente, per sottrarsi al passato, ma anche per misurarsi con un paese dove i contrasti sono infiniti e i conflitti non esplodono mai. Nel suo bagaglio di imprenditore, Pietro porta con sé il ricordo del padre, morto di tumore per i veleni respirati sul lavoro. Nella sua fabbrica cinese, si dice Pietro, tutto questo non accadrà: niente morti bianche, niente sfruttamento, molti diritti. Ha in mente delle splendide utopie Pietro, e dimentica che le utopie sono un modo raffinato per suicidarsi. A ricordarglielo ci penseranno i soci americani e ci penserà il destino. Ma il destino gli farà anche incontrare Jin, la donna misteriosa che appende fiori a un semaforo, che lava i pavimenti e suona il pianoforte, che appare e svanisce, e che, come Pietro, aspetta segretamente la morte di chi le ha strappato la serenità. Pietro e Jin: due naufraghi, stretti l'uno all'altro per non affondare nel mare d'odio che hanno lasciato crescere intorno. Ma poi, rapidamente, tutto cambia, tutto si perde: Jin, la fabbrica, il sogno... E si perde anche Pietro, scompare dai radar del mondo civile.

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La vita è piena di trucchi
Enrico Finzi
Bompiani, 2014
​L'Italia dal secondo dopoguerra ai primi anni settanta nei ricordi di un bambino e poi di un ragazzo che cresce in una famiglia di sinistra, ebrea e laica, colta e nevrotica. Una galleria di piccoli personaggi memorabili, raccontati con affettuosa ironia, sullo sfondo di un paese ricco di conflitti e speranze. Tra aneddoti e ombre delle cupe tragedie del Novecento, una microstoria capace di restituire il sapore di un'epoca. Con un'idea centrale: la vita è una rappresentazione teatrale imbevuta di trucchi, di maschere e di artifizi, d'imbrogli e di magie. Rapporti familiari, amori, sesso, valori, religione, impegno civile, studi, lavoro: ovunque si scoprono i marchingegni dell'esistenza, a volte sporchi, a volte salutari.

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Glauco Mauri e il mestiere dell'attore
Marco Tesei
Nuovadimensione, 2014
​Glauco Mauri, da sessant'anni grande figura della scena teatrale italiana, si racconta in una conversazione familiare e sincera con Marco Tesei: le esperienze di vita e quelle di una lunga e ancora viva carriera di attore; il confronto continuo coi testi, dai classici alle avanguardie, e con le persone del mondo del teatro, senza distinzione di importanza o celebrità; l'attenzione per il quotidiano; la sensibilità per il particolare, la sfumatura rivelatrice di un carattere, di un sentimento. Il risultato è un ritratto di eccezionale umanità sul palcoscenico "shakespeariano della vita" e allo stesso tempo uno strumento che con amichevole confidenza mostra la strada a chi vuole intraprendere oggi l'arte del teatro.

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Love Holidays
Dacia Maraini
Rizzoli, 2014
​Giovani, innamorati e soprattutto instancabili viaggiatori, Fosco Maraini e Topazia Alliata sono poco più che ventenni quando iniziano a percorrere in lungo e in largo l'Italia dei primi anni Trenta. Non ancora marito e moglie, con l'entusiasmo vorace degli spiriti liberi, tra il 1934 e il 1935 attraversano città, campagne e panorami dal fascino ancora incontaminato. Da Firenze al Monte Bianco, dalla Sicilia alle Dolomiti, tra gli addii e le lunghe attese di riabbracciarsi c'è spazio per amicizie nuove e consolidate, momenti di alpinismo epico, avventure e incidenti di percorso; materia viva e imprevedibile che solo l'esperienza totale del viaggio può regalare. Dormono in piccoli alberghi o in alloggi di fortuna, in gruppo o scandalosamente da soli visti i tempi, e ogni tappa diventa memoria annotata con cura, lettera, fotografia, disegno. Il risultato sono cinque quaderni che i due amanti chiamano Love Holidays: diari appassionati e testimonianza intima dell'amore intenso e assoluto che proprio in quegli anni mette radici nelle loro vite. Sono pagine inedite in cui il gusto della scrittura si incontra con la passione per l'immagine e che, riprodotte integralmente in questo volume, ci raccontano per la prima volta la dimensione privata di una donna e artista straordinaria e di uno dei più grandi etnologi e viaggiatori italiani. Topsy e Fosco. Più semplicemente, T&F. Con uno scritto di Dacia Maraini e una nota storica di Toni Maraini.
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Opzione Zero
Francesco Delzìo
Rubbettino, 2014
​Qual è il "male italiano"? Cosa ci ha trasformato da potenza mondiale a Paese senza speranza? Un virus si è impadronito delle nostre menti. Così pericoloso da aver causato il declino del nostro Paese. Così invisibile che i suoi effetti si vedono soltanto nel lungo termine: dopo anni dalla sua entrata in azione, può accadere che un'intera comunità si blocchi, perda competitività e annulli le sue potenzialità di crescita. È esattamente ciò che è successo all'Italia. Il virus che ha contagiato l'Italia e gli italiani si chiama Opzione Zero. Ma come si è manifestato? Negli ultimi 20 anni, nella gran parte dei casi in cui un ministro, un sindaco, un dirigente pubblico, un grande imprenditore si è trovato di fronte ad una decisione strategica nel nostro Paese, ha scelto in realtà l'Opzione Zero. Ha deciso di non decidere. Per non rischiare. Per non assumersi responsabilità. Per abbattere i costi nel presente, ignorando il futuro. L'0pzione Zero è il virus che ancor oggi tiene in ostaggio il nostro Paese. Se vogliamo rinascere, dobbiamo iniziare a decidere. Resettando tutto ciò che ha bloccato l'Italia negli ultimi due decenni, tutte le "sovrastrutture" che hanno mortificato l'inesauribile creatività e intraprendenza della nostra gente. Perché oggi non abbiamo più scelta.
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Storia delle destre nell'Italia Repubblicana
Giovanni Orsina
Rubbettino, 2014
​Per molti decenni il settore destro del sistema politico repubblicano è stato sostanzialmente ignorato dagli storici. Sia perché non è facile da studiare, sia perché gli studiosi erano più interessati ad analizzare quegli sforzi progressisti di trasformazione del paese rispetto ai quali la destra rappresentava soprattutto un elemento di freno, un ostacolo da superare. Anche per questo gli studi sulla vicenda politica repubblicana hanno in genere trattato la destra come un unico soggetto, un insieme indifferenziato le cui articolazioni interne erano o inesistenti o irrilevanti. Negli ultimi due decenni questo quadro è mutato in profondità. La galassia delle destre nell’Italia repubblicana è stata esaminata in maniera più approfondita e si è rivelata molto più articolata di quanto non si pensasse, tanto da rendere impossibile parlare di “destra” – “destre” piuttosto, al plurale, molto differenti l’una dall’altra e anzi spesso duramente contrapposte l’una all’altra. Questo libro raccoglie saggi di alcuni fra i principali esponenti della nuova stagione di studi e ha l’ambizione di dar pienamente conto, con scritti agili e interpretativi accompagnati da un apparato bibliografico essenziale, di come fossero formate e di come siano evolute nel tempo le destre italiane dal 1945 a oggi.

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La donna faraone
Gad Lerner
Enrico Letta, 2014
​La mummia di Hatshepsut è stata rubata dal Museo egizio del Cairo. Francesco Volterra, semplice guida turistica, si ritrova suo malgrado coinvolto nel furto, e non immagina nemmeno quello che sta per scoprire. Il caso della "donna faraone" nasconde il più sconvolgente mistero dell'antichità. E una favolosa storia d'amore da cui tutto ha avuto origine. Hatshepsut si innamorò di Senenmut quando, ancora ragazza, lui la salvò dalle acque del Nilo. Non appena lei divenne faraone, lo portò con sé come architetto di corte e lo fece nominare gran sacerdote. La loro relazione clandestina fu osteggiata dai dignitari, che già non vedevano di buon occhio una donna al potere. Senenmut progettò per lei una tomba grandiosa vicino a Luxor, e per sé una tomba segreta collegata a quella dell'amata con un tunnel sotterraneo che li avrebbe uniti per sempre. Per vendicarsi dell'odio subito dalla casta sacerdotale, decise di svelare il segreto da loro custodito con cura: disegnò sul soffitto di quella tomba la chiave del grande mistero delle origini della civiltà egizia, e lo coprì con dell'intonaco, come un messaggio in bottiglia per i posteri. Più di tremila anni dopo, girando in Vespa per Il Cairo e bevendo succo di mango, Francesco Volterra si muoverà fra trafficanti senza scrupoli, società segrete e donne misteriose, sulle tracce di una verità che unisce la piramide di Cheope e la stella di Orione, il nostro mondo con un mondo altro. Una verità rimasta sigillata per millenni e svelata solamente per amore.

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I cento libri
Piero Dorfles
Garzanti, 2014
​Leggere ha ancora un senso? Cosa può insegnarci e come può cambiarci la vita? In questo libro Piero Dorfles ci accompagna in un viaggio nel magico mondo della letteratura attraverso i cento capolavori che meglio rappresentano il nostro immaginario letterario condiviso e ineludibile, e traccia un itinerario che appassionerà quanti si rivolgono ai libri per studiare, insegnare e cercare di capire meglio il mondo. Raccontandoci di utopie, di desideri, di mondi fantastici e di avventure emozionanti, ci fa rivivere la lettura come un'avventura dello spirito, un'esperienza della vita e un passaggio di maturazione. Con la consapevolezza costante che più libri si hanno in comune, più grande è il sistema di riferimenti, di esperienza e di sapere condiviso che ci permette di vivere in armonia con gli altri. Da "1984" di Orwell a "Se questo è un uomo" di Levi, dal "Conte di Montecristo di Dumas" a "Delitto e castigo" di Dostoevskij, la lettura diventa così un'esperienza in grado di arricchire le nostre vite attraverso ponti di emozioni e saperi condivisi, capace di avvicinarci al prossimo e di renderci sensibili al mondo e al destino dell'uomo.

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Il tempo
Tullio De Piscopo
Hoepli, 2014
​Nato in una famiglia di musicisti, fra le difficoltà economiche del dopoguerra e l'interminabile sconforto per la scomparsa prematura del fratello Romeo, batterista il cui esempio lo ispirerà costantemente, Tullio scopre il suo talento e lo coltiva con determinazione e con convinzione, ne fa un'arma per affermare i propri valori e per cercare il suo posto nel mondo. È così che fatica, sudore e un pizzico di fortuna (come sempre) lo portano ad influenzare sessant'anni di storia della musica; dalle prime esperienze con le compagnie di avanspettacolo, alle difficoltà di sopravvivenza da quattordicenne in una metropoli come la Milano dei primi anni '60, alle scazzottate nei locali notturni e al grande periodo pionieristico del jazz al Capolinea. E poi l'arrivo in "serie A", il raffinamento del suo suono e i primi dischi: le collaborazioni con grandi nomi, da Astor Piazzolla a Chet Baker, da Max Roach a Gerry Mulligan, e produzioni innovative da solista. Infine la consacrazione nel jazz e nel pop, che lo portano oltre i confini del bel paese, in America, in Africa... fino davanti al Papa. Ma cosa c'è "oltre la facciata"? La gioventù negata di una vita "presa in prestito" dalla musica e dalla famiglia, fatta di scontri con i signori dello show business e di insofferenza verso la mediocrità. Vissuta in maniera libera ed indipendente, da protagonista arrivato sotto i riflettori e acclamato dalla moltitudine.

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Infinito amore
Massimo Nava
Mondadori, 2014
La sera del primo settembre 1814, una giovane donna sbarca all'isola d'Elba. È la contessa polacca Maria Walewska, arrivata in incognito per incontrare l'uomo che l'aveva amata: Napoleone, in esilio sull'isola da qualche mese. Si ritrovano per una notte, che trascorrono insieme sulle alture di Marciana Marina, nella tenda dell'imperatore. È la notte dei ricordi, dei rimpianti, dei sogni che non potranno più realizzarsi. Napoleone si prepara a riconquistare la Francia, per lui più importante dell'unico amore della sua vita. Maria, con il piccolo Alessandro, avuto da Bonaparte, se ne va in una notte tempestosa per cominciare un'altra vita, breve e infelice. Nel racconto toccante di un'ultima notte, l'imperatore e la bellissima amante polacca rivivono la loro vita, i momenti d'intensa intensa felicità, di scelte strazianti, e si danno un ultimo bacio prima della riconquista di Parigi e della sconfitta di Waterloo. Napoleone e la contessa Walewska diventano un uomo e una donna qualsiasi. E la Francia napoleonica il palcoscenico di un dramma universale e attualissimo, quello degli amanti costretti dagli eventi a dirsi addio.

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Un amore partigiano
Mirella Serri
Longanesi, 2014

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Viaggio dentro la mente
Piero Angela
Mondadori, 2014
​Il nostro cervello è una macchina meravigliosa e conoscerla meglio ci può aiutare a usarla al massimo delle sue potenzialità, dai primi anni di vita fino all'età più avanzata. È da questo spettacolare groviglio fatto di miliardi di cellule nervose e delle loro diramazioni che nasce tutto: la nostra capacità di vedere e di immaginare, di soffrire e di gioire, di ricordare e di creare, di odiare e di innamorarsi. Ma come avviene tutto ciò? Come si formano per esempio le immagini che noi vediamo nel nostro "teatrino mentale"? In base a quali meccanismi prendiamo una decisione e non un'altra? Siamo davvero liberi? Da dove nasce l'amore? C'è nel cervello un punto del piacere? Come spieghiamo i déjà-vu? Questo libro, sotto forma di dialogo con un ipotetico lettore curioso, racconta con parole semplici quello che oggi si è capito del nostro cervello e le frontiere di quello che ancora resta da conoscere. Una seconda parte del libro è poi dedicata alle pratiche per tenere il cervello attivo e brillante lungo tutto il corso della vita. Verranno presentati gli studi più recenti sull'allattamento, l'esercizio fisico, l'alimentazione, l'allenamento mentale, il sesso, lo shock della pensione, l'invecchiamento cerebrale, l'Alzheimer, il cervello dei centenari... Molte ricerche dimostrerebbero infatti che è possibile non solo tenere in buona forma i nostri neuroni ma anche prevenire, almeno in parte, quelli che paiono essere gli inevitabili danni del tempo e dell'età.

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La Roma segreta del film La Grande Bellezza
Costantino D'Orazio
Sperling&Kupfer, 2014
​Non basta essere competenti storici dell'arte per descrivere i luoghi in cui Paolo Sorrentino ha ambientato le splendide scene del suo film La Grande Bellezza. Bisogna conoscere la città in profondità e aver esplorato alcuni tra i suoi angoli più segreti e privati, che spesso non appaiono neanche sui libri.» Costantino D'Orazio ha investigato per anni la sua città, ne ha scandagliato i luoghi magici e sconosciuti, ne ha scrutato l'anima invisibile ai turisti. Con questo libro, l'autore ci conduce per mano alla scoperta dei luoghi del film, con passione e precisione documentaria. Ricco di curiosità, ricostruisce gli spazi «impossibili» ricreati nel film (come casa Gambardella, il cui giardino dista, nella realtà, centinaia di metri dal terrazzo…). Una lettura imprescindibile per chi vuole vedere Roma con occhi diversi e per tutti coloro che hanno amato il film. Un invito ad assaporare fino in fondo la Grande Bellezza della città più bella del mondo.
 

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Novant'anni d'impazienza
Raffaele La Capria
Minimun Fax, 2013
In questa autobiografia letteraria Raffaele La Capria, uno dei maestri della narrativa italiana del Novecento, parla di letteratura e vita, dedicando un capitolo a ciascuno dei suoi libri e all'epoca in cui furono scritti. Ripercorrendo sessant'anni di produzione letteraria, La Capria riflette sulle sue intenzioni e sui tentativi, sulle motivazioni e sulle giustificazioni, sulle cose fatte e su quelle rimpiante: dagli esordi di "Un giorno d'impazienza" al successo internazionale ottenuto con "Ferito a morte", consacrato dal Premio Strega nel 1961; dal romanzo rifiutato, "Amore e psiche", ai numerosi scritti saggistici in cui, con leggerezza e curiosità, racconta la letteratura, la sua città, se stesso. "Novant'anni d'impazienza" è la nuova edizione di "Cinquant'anni di false partenze" e comprende anche i saggi riferiti alle opere pubblicate dopo il 2002, completando questo lungo "romanzo involontario", lirico e malinconico, narrato con la profonda levità dello "stile dell'anatra" e con la precisione di un tuffo ben riuscito. Introduzione di Raffaele Manica.

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Il mestiere dell'artista. Dal Trecento al Seicento
Claudio Strinati
Sellerio, 2014
​L'opera d'arte "è una cosa concreta e tuttavia scaturita dal più eletto livello della dimensione del pensiero creativo. Il più deciso nemico della concezione dell'arte quale orpello o ornamento inutile se non nocivo e dispersivo è lo storico dell'arte". Il titolo che porta questo agile viaggio nell'attività di chi produsse arte, da Giotto a Caravaggio, mette volutamente l'enfasi sulla parola "mestiere". La storia che qui si intende fare è infatti quella dell'evoluzione del lavoro dell'artista, nella fabbricazione del capolavoro che "nasce sempre, dalla preistoria ad oggi, con una finalità specifica, che può essere, di volta in volta, di carattere pratico, simbolico, allegorico, economico, filosofico, decorativo"; in una formidabile galleria di personaggi grandissimi e di moltissimi dimenticati: dove cioè meglio sono rintracciabili contesti e circostanze, abitudini e tecniche, culture e ambienti, condizioni psicologiche, posizioni religiose e politiche. E l'arco temporale scelto è quello dall'Umanesimo e dal Rinascimento fino alla fine del Seicento, l'epoca in cui, dimostra l'autore, l'unità tra la competenza tecnica e la sostanza espressiva caratterizzava tipicamente e meravigliosamente il mestiere dell'artista. L'analisi di Claudio Strinati, nel modo colloquiale in cui si svolge, insegue dunque lo spostarsi di un punto di equilibrio o di sintesi. Quello tra l'efficacia pratica e la finalità da un lato; e dall'altro l'idea di verità e di bellezza che un'arte incarna...

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La bellezza di Roma
Raffaele La Capria
Mondadori, 2014
​Partirò da Napoli intorno ai trent'anni per trovare lavoro alla Rai, Raffaele La Capria ha da quel momento scelto Roma come sua seconda patria. E anche i suoi libri su Napoli li ha scritti da li, grazie al filtro della distanza. Dagli anni Cinquanta ai giorni nostri, attraverso i racconti di La Capria Roma emerge nella sua bellezza, nelle sue contraddizioni, nella sua smania di potere e nella sua capacità di accogliere artisti, amici, idee. Un ritratto antiretorico, appassionato e ironico della nostra Capitale, che si chiude con una "modesta proposta" per viverla meglio e darle nuovo splendore. Un viaggio che, narrando di Roma e dei suoi abitanti, parla di tutti quanti noi: perché "tutte le strade conducono a questa Città invisibile: tutte le strade conducono a Roma, e qui si perdono...".

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Il Direttore
Luigi Bisignani
Chiarelettere, 2014
​Mauro De Biasio, direttore di un grande quotidiano nazionale, è pronto a tutto pur di non cadere: ha troppe cose da perdere, molto più che il posto alla guida di un giornale con una redazione ormai in subbuglio. Quando il potere del banchiere che l'ha portato in vetta scricchiola paurosamente, tocca a lui offrire il suo aiuto. Con ogni mezzo. Anche Fosco Massani, cronista di nera, è pronto a tutto. Perché non ha niente da perdere. Così, dopo la scoperta di un misterioso omicidio, trovandosi in mezzo ai fili sciolti di quelle che sembrano infinite vicende, decide, per una volta, di provare ad annodarli. Quella che si compone davanti ai suoi occhi è una storia inquietante, in cui compaiono banchieri, uomini d'affari, indagati eccellenti, escort e prelati, magistrati, giornaliste troppo informate, paparazzi, agenti segreti, spie irresistibili. Massani dovrà salire in alto, molto in alto, per riconoscere l'agghiacciante disegno che tiene tutto insieme. Dopo "L'uomo che sussurra ai potenti", scritto con Paolo Madron, Luigi Bisignani torna con un thriller che entra nelle stanze del potere - quello più sfacciato e quello più subdolo - e ci porta dal Vaticano alle coste della Florida, passando per Milano, Roma, Varsavia, Madrid, inseguendo una trama vertiginosa in cui si riconoscono trent'anni di ombre, segreti, scandali, complotti italiani. In fondo a quel precipizio, a un palmo dallo schianto, c'è il paese di oggi.

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Governare gli italiani
Sabino Cassese
Il Mulino, 2014
​Siamo tutti scontenti dello Stato italiano. Governi e opinioni pubbliche delle altre nazioni europee, stupiti dalla mancanza di solidità e compattezza delle istituzioni e dalla loro difficoltà a governarci. I governanti nazionali, le cui politiche rimangono parzialmente inattuate. I governati, che lamentano costi e inefficienze dei poteri pubblici. I burocrati, frustrati e impotenti, per di più accusati del malfunzionamento dell'amministrazione. L'alta dirigenza, identificata come una casta. Le ragioni di questa situazione sono state ampiamente ricercate dagli storici. Mancava però una ricostruzione dall'interno della macchina statale italiana e un esame degli eventi esterni che ne hanno condizionato lo sviluppo nel secolo e mezzo di storia unitaria.

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Ascoltando Beethoven
Giovanni Bietti
Laterza, 2013
​Il Tempo, lo Spazio, la Memoria, il Contrasto: quattro categorie fondamentali del pensiero musicale di Beethoven, essenziali per penetrare a fondo il senso della sua opera e della sua poetica, che Giovanni Bietti esplora per prime. Quindi, il complicato e sempre appassionante rapporto tra arte e vita, il contesto storico e sociale del tempo, l'esperienza della sordità, la malattia che segnò drammaticamente la sua esistenza. Poi la forma-sonata, i temi, le armonie, gli altri elementi del discorso compositivo, i suoi rapporti con la musica popolare, cui si dedicò per oltre quindici anni, realizzando centinaia di meravigliosi arrangiamenti di brani provenienti da ogni parte d'Europa. Infine, la musica: le opere pianistiche, l'orchestra e le nove sinfonie, i quartetti, le visionarie, straordinarie opere tarde. E un racconto che solo un musicista avrebbe potuto scrivere su Beethoven. Ora provate ad ascoltare: nel cd allegato 49 tracce musicali ci accompagnano alla scoperta di questo meraviglioso universo sonoro.

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English da zero
John Peter Sloan
Mondadori, 2014
​Il nuovo metodo di John Peter Sloan. Impara quello che ti serve un mattoncino per volta e non perdere troppo tempo sulle eccezioni e le regoline poco utili. Capisci come si pronunciano le parole con esempi chiari e non con astrusi simboli fonetici. Scarica gratis la guida audio di Sloan, che ti seguirà passo per passo come in una lezione privata. Usa il codice dei colori per visualizzare (e non dimenticare più) come si costruisce una frase. Scopri un modo nuovo di studiare i verbi, con un viaggio nel magico mondo di Verbania... Rompi il muro che ti blocca. Il problema non sei tu!

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Sei perfetta e non lo sai
Cristina Parodi
Rizzoli, 2014

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Produzione Intelligente
Giuseppe Berta
Einaudi, 2014
​Sul futuro dell'Italia industriale ci si è molto interrogati, anche prima che la crisi economica mordesse la carne viva delle strutture produttive: con il 20 per cento di occupati nell'industria e la predominanza di piccole e medie aziende, il nostro Paese ha rappresentato un'anomalia e in molti hanno dubitato della capacità del sistema di rigenerarsi. Oggi, con l'avanzare delle difficoltà economiche da un lato, e delle nuove tecnologie dall'altro, il sistema industriale continua a subire mutamenti profondi, organizzandosi su una nuova geografia e nuove funzioni. Giuseppe Berta riconosce il delinearsi di un nuovo modello, articolato intorno a un insieme di gangli di "manifattura intelligente", all'interno di imprese in cui l'associazione produttiva si coniuga con l'alta qualità dei servizi e dell'assistenza. Un reticolo che travalica le precedenti linee di demarcazione territoriale grazie a cui si era conformata la rappresentazione delle differenti Italie economiche. Il disegno, però, è ancora embrionale: contribuire al suo assestamento è un passo decisivo verso il superamento della crisi.

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L'anno zero del capitalismo italiano
Massimo Giannini
Laterza, 2014
​L’Italia ha un tragico problema di classe dirigente. È un problema in politica, e lo è anche in economia. Il nostro è un capitalismo di rendita, che accumula e non investe, che depreda e non paga dazio.
 
Oggi che i profitti delle multinazionali tornano a salire, il nostro Paese resta impantanato nella recessione. I poteri della grande industria svaniscono, sacrificati al mito dell’italianità (Alitalia), svenduti alla concorrenza estera (Telecom), decapitati da inchieste e arresti (Eni e Finmeccanica) o salpati direttamente oltreoceano (Fiat). Non va meglio ai poteri storti dell’alta finanza, che negli scandali Montepaschi e Fonsai hanno saputo aggirare anche la vigilanza di Consob e di Bankitalia. In questo stato di decomposizione, l’opinione pubblica ha trovato il capro espiatorio nella casta politica. In realtà stiamo vivendo l’eclissi di un’intera filiera del potere, che nel pubblico come nel privato non ha saputo né voluto affrontare il cambiamento e cavalcare la modernità.

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E' severamente vietato fare figli
Don Antonio Mazzi
Cairo Editore, 2014
​Un libro che parte dai giovani per parlare ai genitori.
Poche, essenziali regole per essere genitori consapevoli e felici.
Da sempre don Antonio Mazzi vive in mezzo ai giovani, e con loro divide sogni, passioni, delusioni e problemi. Nessuno più di lui è capace di parlare con i ragazzi, con il linguaggio schietto e diretto che lo contraddistingue. Questo libro, E' severamente proibito fare figli, parte dai giovani, dal loro modo semplice e allo stesso modo così complicato, per parlare agli adulti, ai genitori in particolare, ma non solo.
Ritratti di figli, ciascuno specchio di un problema o di un disagio, ma anche ritratti di genitori, visti attraverso i loro comportamenti, anche quelli sbagliati, soprattutto quando l'errore è, alla fine, dettato dal troppo amore.
Ne esce il quadro di una società confusa, alla ricerca di punti fermi, di valori condivisibili, di famiglie lasciate sole con se stesse anche dalle istituzioni.
Ma ecco che, partendo da una delle sue solite provocazioni - la proibizioni, appunto, di fare figli - don Antonio Mazzi ci indica una strada: poche essenziali regole per essere genitori consapevoli e felici. E, al giorno d'oggi, non è poco.
 
 

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Voyeur
Flavio Caroli
Mondadori, 2014
​"Voyeur" è la storia di un fotografo che, nel corso di una vita, perfeziona lo sguardo come "strumento filosofico" per la comprensione del mondo. L'eros e la bellezza, o viceversa l'orrore delle guerre (vissute in prima persona) dell'ultimo mezzo secolo, sembrano raccogliere il loro senso nella vita sempre essenziale delle forme in cui si manifestano le cose. Ma l'ultima verità, sul limite estremo dell'esistenza, porta bellezze e consapevolezze che lo sguardo non aveva saputo cogliere, interpretare, e forse neppure godere...

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Politica e istituzioni
Gianfranco Pasquino
Egea, 2014
"Politica" è quello che uomini e donne fanno nella città (polis) per convivere, governarsi, difendersi, prosperare. Definire la "politica" significa però - oggi più che mai - fare i conti anche con l'antipolitica (una critica della politica, accettabile e persino utile) e perfino con il rigetto della politica (atteggiamento, questo, deplorevole e controproducente). Studiare la politica significa occuparsi di alcuni temi fondamentali, ai quali il libro dedica rispettivamente un capitolo: perché e come votare? che cosa sono i partiti? che cosa sono invece i movimenti? chi fa le leggi? come funzionano e quali sono le differenze tra le diverse forme rappresentative (parlamentarismi, presidenzialismi, semi-presidenzialismi... )? Accanto a questi temi più istituzionali, il volume affronta infine aspetti legati alla nuova dimensione della "democrazia 2.0": dal labile confine tra populismo e politica al futuro della democrazia stessa.

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Operazione grifone
Carlo Nordio
Mondadori, 2014
​È l'autunno del 1944 e dopo il D-Day e lo sbarco in Normandia la guerra sembra essere in mano agli alleati. Ma Hitler non vuole arrendersi e l'avanzata delle truppe in Francia ha subito una battuta di arresto, con le vittorie naziste a Arnhem e nella foresta di Hürtgen. Le posizioni dei due schieramenti sembrano essersi stabilizzate. La Germania è pronta a lanciare l'ultima offensiva, che porterà alla grande battaglia delle Ardenne. Ma l'asso nella manica del Terzo Reich è un altro, un piano segreto concepito dallo stesso Hitler per affondare gli artigli direttamente nel cuore del nemico: Greif, l'Operazione Grifone. A capo del piano sarà il colonnello SS Otto Skorzeny, colui che ha liberato Mussolini sul Gran Sasso e che viene considerato da entrambe le parti "l'uomo più pericoloso d'Europa". Un manipolo di militari tedeschi, indossando uniformi americane, dovrà dunque portare scompiglio dietro le linee alleate, tagliando le comunicazioni, occupando depositi e incroci strategici. Al comando degli infiltrati viene ordinato 10 Sturmbannführer Helmut Kroller, campione di boxe, cresciuto a New York, una mente veloce, un temperamento violento e una perfetta conoscenza della lingua inglese. E soprattutto Kroller sarà incaricato di portare a compimento un'azione segreta e decisiva, da cui dipenderà l'esito della guerra stessa: l'assassinio del generale Eisenhower.

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Dittatura e Monarchia
Domenico Fisichella
Carocci, 2014
​Nel disordine che colpisce l'Europa con la Grande Guerra, la crisi del sistema parlamentare apre in Italia la strada al fascismo. Sul piano internazionale esso si muove tra Francia e Gran Bretagna da una parte, Germania dall'altra. Le sfide si susseguono su diversi terreni: delitto Matteotti, Patti lateranensi, depressione del 1939, imprese coloniali, guerra civile spagnola, legislazione razziale, seconda guerra mondiale. All'iniziale non belligeranza segue l'allineamento alla Germania, fino al crollo del regime di Mussolini. È in questo ampio scenario che si colloca il problema delle relazioni tra dittatura e monarchia. Qual è il significato della "diarchia"? Come si configura il dualismo di Stato e partito? V'è stata la "fascistizzazione" dello Stato e della società civile? Quale ruolo ha svolto la Corona, e perché, nella fine del regime e nel capovolgimento dell'alleanza bellica? Perché e come il Re ha lasciato Roma? Quale lettura dare della Resistenza, e come si giunge alla Repubblica? Infine, quali sono oggi le condizioni della democrazia repubblicana?

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Per me numero 1
Dan Peterson
Egea, 2013
​Dan Peterson è "il" Coach per antonomasia. Quello che forse non tutti sanno è che alla carriera sportiva ne ha affiancata una seconda come business coach, in cui da anni mette in gioco le sue grandi capacità comunicative e di motivazione sui temi della leadership e dell'efficacia personale, temi che avvicinano il mondo dello sport alle dinamiche di quello aziendale. Non è necessario essere appassionati di basket, aver seguito le squadre da lui allenate o le partite accompagnate dalle sue vivacissime telecronache: Dan Peterson lo conosciamo tutti. E chi non ricorda le sue frasi a effetto, su tutte "Per me... numero 1!"? Leadership, oggi più che mai, significa essere unici. Per crescere come leader (o far crescere dei leader) basta allenarsi, lavorando innanzitutto sulla capacità di apprendimento e sulla consapevolezza che questo processo richiede. Il libro raccoglie per la prima volta direttamente dalla voce del protagonista - una serie di aneddoti della vita di Dan Peterson. Da ciascuno degli episodi selezionati, e raccontati con tutta la vivacità del personaggio, si evincono gli insegnamenti che Dino Ruta ci aiuta a mettere a fuoco negli "schemi di allenamento" a chiusura di ogni capitolo. Disegnate all'interno di un discorso coerente e scientificamente fondato sul tema della leadership, tali indicazioni trovano puntuale riscontro in "schede di allenamento" spendibili nella pratica. Rivolto, come direbbe Peterson, agli "amici sportivi e non sportivi"...

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Una donna lo sa
Dalila Di Lazzaro
Piemme, 2014
​Figlia maltrattata, ragazza abusata, madre in lutto: la parabola personale di Dalila Di Lazzaro ha conosciuto tre terribili esperienze di dolore a causa di un padre aggressivo, di coetanei violenti e di un pirata della strada che le uccise il figlio diciottenne. In tempi di femminicidio e di crescente violenza sulle donne, Dalila prende ancora una volta la parola per condividere la propria lotta di figlia, sorella e madre con tante donne che pretendono di vedere rispettati i propri diritti e riconosciuta la propria dignità. Attraverso le storie e gli aneddoti inanellati in una vita di straordinario successo ma anche di profonda quotidianità, Dalila racconta il mondo delle donne: dalla figura tanto complessa quanto amata della madre, alla sorella, così diversa eppure unita a lei; dalle amiche degli esordi alle "avversarie" nel mondo dello spettacolo, dalle star alle persone più semplici. Un mosaico di incontri, parole e personalità che fa emergere in tutta la sua ricchezza bella, ma anche controversa - il "pianeta donna".

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Ho sognato una strada
Cécile Kyenge
Piemme, 2014
​Questo libro è il manifesto della battaglia per i diritti umani che Cécile Kyenge conduce da una vita e su cui ha fondato la sua attività di ministra per l'Integrazione. Un pamphlet dalle argomentazioni forti, che non si limita a sviscerare i temi che l'hanno vista al centro del dibattito politico e mediatico, ma che racconta tante storie: vicende talvolta drammatiche di dignità umana negata e calpestata, ma anche avventure a lieto fine d'integrazione positivamente realizzata, che mostrano un volto italico aperto all'arrivo del nuovo e capace d'intuire che gli immigrati non sono un pericolo ma un'occasione di mutua crescita. È in tempi di crisi che l'unione fa la forza. I diritti - come spiega l'autrice - sono un bene comune come la conoscenza, l'arte, la pace: più sono distribuiti più ciascuno di noi ne gode.

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Andrà tutto bene
Barbara Baldassari
Esa, 2013
​Barbara classe 1978, mamma, moglie, lavoratrice, amica. Barbara che ha il cancro. Barbara che guarda il cielo dalle poltrone blu nel reparto di oncologia a Brescia. Barbara che ha due bimbi e sa che la sua vita non sarà mai più come prima. Barbara che piange, che ride, che vola con il parapendio. Barbara che non ha i capelli, ma non se ne fa cruccio. Barbara che è semplicemente Barbara e che nel reparto è stata chiamata "Wonder woman".

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Curare è prendersi cura
Franco Mandelli
Sperling&Kupfer, 2014
​Una vita dedicata ai "suoi" pazienti e ai "suoi" volontari. Una vita dedicata a cercare di migliorare la vita degli altri, a trasformare i sogni impossibili in realtà, a fare in modo che la speranza non si spenga mai. Ma "il prof", come tutti lo chiamano, ha impiegato molto meno di una vita per capire che curare significa prima di tutto prendersi cura. È la lezione che ha imparato dai maestri, che ha fatto sua nella pratica quotidiana ed è il messaggio che sente di affidare al futuro. In questo libro tocca temi cruciali, di cui ha avuto esperienza diretta: dal ruolo fondamentale del volontariato, alla lotta contro il fumo, all'alleanza fra medico e paziente. Esprime la sua opinione, decisa e autorevole, su temi di forte attualità, come i tagli alla sanità e le cure alternative (agli onori della cronaca per il recente caso Stamina). Indica la strada da seguire per affrontare il dolore e il fine vita, e rivolge i suoi consigli a chi vuole avvicinarsi a una professione, quella del medico, diversa da tutte le altre. "Curare è prendersi cura" è una confessione aperta e sincera, e insieme un contributo al dibattito sulla salute: un libro che pone sul tavolo questioni a cui è impossibile restare indifferenti. Presentazione di Giovanni Malagò. Prefazione di Giuseppe Remuzzi.

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Ti ricordi la casa Rossa?
Giulio Scarpati
Mondadori, 2014
​Mentre una madre perde inesorabilmente la memoria, il figlio non fa che ricordare, anzi impara a ricordare. Il racconto della Casa Rossa è questo viaggio inversamente proporzionale, perché ora il tempo non fa più da fissativo ma da solvente: il dissolversi delle memorie della madre è il set dei ricordi del figlio. Nell'itinerario percorso in direzioni contrarie c'è la ricerca di un appuntamento, la rinnovata speranza di incontrarsi in qualche fortunato luogo dell'anima. Come la Casa Rossa, nel Cilento, dove si trovano le radici e le memorie, assieme autentiche e mitiche, di una famiglia. Risalendo di ricordo in ricordo, Giulio Scarpati "riracconta" alla madre, affetta dal morbo di Alzheimer, la storia della sua famiglia: ripercorre tutte le tappe del consueto viaggio a Licosa, per anni loro meta estiva e luogo a lei particolarmente caro, fa il ritratto nitido della persona vitale che era prima di ammalarsi, percorre ogni possibile strada per farla reagire e restituirle i ricordi delle cose, dei nomi, di una vita intera. E attorno alla Casa Rossa, il cuore della memoria condivisa, ruotano gli aneddoti più malinconici e più divertenti, a partire dal periodo della guerra e dai vecchi rituali cilentani, l'esplorarsi dei corpi, la scoperta del sesso. Passando per le vicende del Giulio angelo biondo, ragazzino sempre obbediente, al quale si contrappone l'alter ego Giulio il pazzo, meno inquadrato e più artista.

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Gli italiani non sono pigri
Barbara Serra
Garzanti, 2013
Sono moltissimi i giovani che lasciano ogni anno l'Italia per intraprendere un percorso umano e professionale in paesi più dinamici e più ricchi di opportunità. Ma vivere da italiani espatriati non è facile, e dopo trent'anni all'estero Barbara Serra ne sa qualcosa. Giornalista affermata e prima conduttrice straniera di un TG britannico, è ora uno dei volti più noti e popolari della rete televisiva internazionale Al Jazeera English. Barbara si sente italiana, ma un'italiana atipica a cavallo di tre mondi: quello delle origini, quello anglosassone di adozione, dinamico, efficiente e spietato, e quello professionale di Al Jazeera, finestra sul nuovo mondo globalizzato. In questa zona di confine ha dovuto scontrarsi con i tanti stereotipi che caratterizzano la percezione del nostro paese all'estero: la pigrizia, la disorganizzazione, l'eccessiva dipendenza dalla famiglia. In questo suo primo libro Barbara Serra rovescia i luoghi comuni, mostrando le vere differenze culturali e lavorative fra l'Italia e il Nord Europa. E scopre che, inseriti in un contesto aperto, gli italiani sanno vincere sfoderando le loro caratteristiche migliori: la creatività, la propensione alle relazioni personali, la duttilità, la passione per il lavoro ben fatto. Che, insomma, tra l'efficientismo di matrice anglosassone e l'improvvisazione assoluta c'è una terza via: ed è una via italiana.

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Mappa Mundi
Domenico De Masi
Rizzoli, 2014
Se si parla sempre più spesso di crisi dell'Occidente, se ormai l'intero pianeta avverte un disagio che i profeti di sventura prevedono irreversibile, forse non è la realtà a essere in crisi, forse è in crisi il nostro modo di interpretarla, sono in crisi i nostri modelli esplicativi. Siccome le categorie mentali che abbiamo ereditato dall'epoca industriale non sono più capaci di spiegarci il presente, siamo indotti a diffidare del futuro, oscillando tra disorientamento e paura. Attendiamo il vento favorevole ma non sappiamo dove andare. Sentiamo crescere intorno a noi e dentro di noi l'esigenza di un mondo nuovo consapevole e solidale, l'urgenza di un nuovo modello di vita capace di orientare un progresso che, privo di regole e di scopi, risulta sempre più insensato. Ma a chi tocca l'onere di elaborare questo nuovo modello? Ne esiste già un embrione da qualche parte? In queste pagine l'autore parte dalle domande più urgenti del nostro tempo per avviare un'analisi a tutto campo dei modelli di vita elaborati dall'uomo nel corso dei secoli, dei sistemi sociali, culturali, religiosi creati per rispondere alle sfide dell'esistenza. Possono ancora esserci utili per affrontare il tempo che ci attende? Solo a partire da una seria rivisitazione critica, che ci orienti sul percorso che l'intelligenza collettiva ha compiuto per giungere fino a oggi, si potranno trarre indicazioni per il percorso da intraprendere.

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Il Salvatori 2014
Dario Salvatori
Clichy, 2013
La storia e i segreti di diecimila canzoni: dai capolavori del folk e del rock americano alla psichedelia e al pop inglese, dalla chanson francese al reggae giamaicano, alle sigle dei cartoni animati e alle hit più inaspettate provenienti da ogni parte del mondo, con un'attenzione particolare per quella che è stata la storia della musica italiana, narrata attraverso le composizioni dei suoi maggiori protagonisti ma anche quelle dei personaggi minori che non meritano di essere dimenticati. Per ciascuna canzone una scheda che ne racconta l'origine, le interpretazioni, i piazzamenti in classifica, le curiosità, completata dalle informazioni sui credits e da un giudizio critico che va da una a cinque stelle. Dal Settecento ai nostri giorni, una panoramica ad ampissimo raggio che per sua stessa natura non può essere esaustiva, vista la vastità dell'argomento trattato, ma che chiede di non fermarsi di fronte allo steccato accademico che da sempre si frappone tra musica colta e musica popolare, tra musica rock e musica pop, tra canzonette e canzoni degne d'essere chiamate tali: perché la musica, piccola o grande che sia, è di tutti, nessuno escluso, e ogni canzone significa qualcosa per qualcuno, in qualche parte del mondo.

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Notti piene di stelle
Fausto Leali
Rizzoli, 2014
Nel 1965 i Beatles vengono in Italia. E lui - che ha già inciso le cover di "Please please me" e "She loves you" nella nostra lingua - è con loro sul palco. "Bye Fausto!" lo saluta Paul McCartney prima di andarsene. Tre anni dopo, a Sanremo, è ancora lui a duettare con Wilson Pickett. E allo stesso Festival ci sono, fra gli altri, Louis Armstrong e una giovanissima esordiente, Giusy Romeo, che più avanti prenderà il nome d'arte di Giuni Russo. Nel 1981, al Festivalbar vince una dirompente Donatella Rettore, con "Donatella", appunto. E lui è sempre tra i protagonisti, con la sua "Canzone fragile". Nell'87 Zucchero vince il Festivalbar proponendo "Blue's". E lui, precursore del genere rhythm and blues in Italia, c'è. Questi sono solo pochi degli innumerevoli momenti di una carriera lunghissima che Fausto Leali può raccontare, con l'autenticità del testimone e la competenza del musicista. Così è nata l'idea di questo libro che, dai ricordi dell'autore raccolti da Massimo Poggini - giornalista che ha seguito la canzone italiana per decenni -, restituisce le emozioni di oltre cinquantanni della nostra musica. Da un Lucio Battisti chitarrista ancora sconosciuto a un Bobby Solo "innamorato cronico di Elvis", da una Berte "pantera di una bellezza allucinante" a un Morandi con la sua chitarra Fender, passando per Mina, Dalla, Jannacci e mille altri big.

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Vent'anni contro
Gian Carlo Caselli
Laterza, 2013
"È tutto finito; non c'è più niente da fare": le parole di Antonino Caponnetto dopo l'assassinio di Paolo Borsellino e della sua scorta rappresentano la disperazione di un'intera nazione. Vent'anni dopo le stragi di Capaci e via D'Amelio, la mafia però non ha vinto. Nonostante che molti misteri siano ancora irrisolti e molti retroscena siano oscuri. Nonostante gli attacchi ripetuti alla magistratura, le polemiche violente, i rapporti ambigui tra politica e criminalità, i silenzi della società civile, la disillusione. In queste pagine troviamo le inchieste e i processi più clamorosi, gli imputati eccellenti e le pedine, le storie dei pentiti, il racconto di come il nostro paese sia stato invaso di capitali che hanno radici mafiose. Una mafia che in questi anni ha cambiato pelle, ha ucciso sempre meno e riciclato sempre di più. Che si è mossa senza rumore.

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Voto di scontro
Giovanni Valentini
Longanesi, 2013
Che cosa accade in una famiglia, quando un padre sessantacinquenne, elettore critico del centrosinistra, si confronta con un figlio trentatreenne attivista militante del Movimento 5 Stelle? Ne vien fuori uno scontro fervido e fecondo tra visioni radicalmente opposte della vita pubblica, tra realismo e utopia, fede e ragione, purezza e ricerca del compromesso, partecipazione e autorevolezza. Il padre incalza, critica il linguaggio intimidatorio verso la stampa, le epurazioni interne, lo strapotere di Grillo e Casaleggio. Il figlio non si tira indietro, cerca di svelare quelle che ai suoi occhi sono mistificazioni, evidenzia la coerenza del movimento, esalta la democrazia interna, ribadisce la necessità di abbattere prima di costruire. E aggredisce. In primo luogo il mondo da cui proviene il padre, il giornalismo, incapace di capire i nuovi mezzi di comunicazione, assuefatto alle connivenze con la politica e alla consuetudine del potere. Ma dietro la rabbia e le provocazioni, dietro l'adesione totale e rivendicata alle parole d'ordine del movimento, emerge la frustrazione di fronte a un popolo immancabilmente pronto a innamorarsi di un nuovo uomo del destino; l'orgoglio ferito di chi vorrebbe più spazio per la propria generazione, ma poi la scopre impaurita e impreparata; il disappunto verso una nazione incapace di formare le nuove classi dirigenti e di favorire il ricambio tra vecchi e giovani... Prefazione di Stefano Rodotà.

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Anche meno
Stefano Bartezzachi
Mondadori, 2013

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Sei come sei
Melania Mazzucco
Einaudi, 2013
Sul treno per Roma c'è una ragazzina. Sola e in fuga, dopo un violento litigio con i compagni di classe. Fiera e orgogliosa, Eva legge tanti libri e ha il dono di saper raccontare storie: ha appena undici anni, ma già conosce il dolore e l'abbandono. Giose è stato una meteora della musica punk-rock degli anni Ottanta, poi si è innamorato di Christian, giovane professore di latino: Eva è la loro figlia. Padre esuberante e affettuoso, ha rinunciato a cantare per starle accanto, ma la morte improvvisa di Christian ha mandato in frantumi la loro famiglia. Giose non è stato ritenuto un tutore adeguato, e si è rintanato in un casale sugli Appennini. Eva è stata affidata allo zio e si è trasferita a Milano. Non si vedono da tempo. Non hanno mai smesso di cercarsi. Con Giose, Eva risalirà l'Italia in un viaggio nel quale scoprirà molto su se stessa, sui suoi due padri, sui sentimenti che uniscono le persone al di là dei ruoli e delle leggi, e sulla storia meravigliosa cui deve la vita. Drammatico e divertente, veloce come un romanzo d'avventura, "Sei come sei" narra con grazia, commozione e tenerezza l'amore tra un padre e una figlia, diversi da tutti e a tutti uguali, in cui ciascuno di noi potrà riconoscersi.

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Nuda e cruda
Anna Mazzamauro
Diamond Editrice, 2014
“Vogliamo giocare con il titolo? Vogliamo come al solito sbriciolare in tante perline la collana che invece come donna indosserei volentieri intera e luminosa? Lo faccio. Soffro ma mi diverto. L’autoironia è la disciplina con la quale mi sono allenata a rompere gli specchi e l’imbecillità di quelli che…! “Nuda e Cruda” è il titolo che ho voluto dare al mio spettacolo. Avrei potuto intitolarlo semplicemente “Nuda”, ma avrei corso il grande rischio di usare le parole con l’eco che regalano i teatri vuoti! Io ho scritto questo spettacolo per raccontare come ci si spogli dei ricordi, della gioia quando è troppo forte, si spalma sul petto e provoca dolore come un infarto. Come liberarsi dei pregiudizi, dei principi e degli amori guasti, come levarsi dai piedi il peso della diversità ( non sono io che sono diverso, sono gli altri che sono troppo uguali ) per raccontare come si impari a mostrare quel fascino struggente della donna brutta, a sentirsi come una sovrana, un’imperatrice delle brutte misure. Spogliarsi degli abiti anche quando si è carnosi. Credo che uno dei momenti più divertenti dello spettacolo sia quello in cui appaio nel corpo fuori misura della donna che ama la cioccolata, in dissapore con le diete e felice con la sua ciccia, padrona del suo corpo e capitano della sua cellulite. Esegue uno scompigliato spogliarello tutto scuotimento e rimbalzi. Ma io amo dar rilievo al divertimento trascinando sul palcoscenico anche i furori, la collera e la rabbia delle creature che hanno subito la crudeltà altrui. E ho dedicato alla madre di Melania un brano. E un altro passaggio alla donna stuprata. Non ci assale così forse anche la nostra esistenza, con i suoi giorni di festa o le sue ore penose? Anna”.

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Alma Matrigna
Pier Luigi Celli
Imprimatur, 2013
Posizioni inattaccabili, rigide gerarchie, formazione statica e inadeguata ai tempi che cambiano e all'inserimento nell'impresa e nella società, scarsa conoscenza dei giovani, insegnamento di una "cultura perdente", sono i mali della nostra università. Ma un modo per superarli esiste, e questo libro spiega qual è. Pier Luigi Celli mostra luci e ombre del sistema universitario italiano e propone l'alternativa possibile. Dopo una lunga esperienza da docente universitario, attento alle esigenze di formazione a 360 gradi in un mondo che cambia, l'autore tira le somme e rilancia le sue proposte per un'università nuova, al passo con i tempi, capace davvero di formare il futuro della società.

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La sinistra è di destra
Piero Sansonetti
Rizzoli, 2013
Quali sono oggi le idee e i principi identitari della sinistra? Una domanda alla quale è diventato impossibile rispondere: nessuna idea espressa negli ultimi anni sembra diversa da quelle della destra. Secondo Piero Sansonetti, però, non si tratta di una generale caduta delle ideologie: è un problema solo italiano, frutto di cinquant'anni in cui la sinistra si è disinteressata della riflessione politica dedicandosi a una "stalinista" quanto inutile corsa al potere, alleandosi con entità esterne alla propria vocazione - da Moro alle Brigate rosse, da Blair alla magistratura - per nascondere il proprio vuoto di idee e scegliendo di affidarsi a leader destinati a regalare il Paese a Berlusconi. Attraverso retroscena inediti, riflessioni provocatorie e perfidi ritratti dei dirigenti degli ultimi cinquant'anni, Sansonetti, dopo aver vissuto in prima persona la delusione di questa deriva, porta alla luce i mali storici del nostro riformismo: l'incapacità di governare, l'inadeguatezza nell'elaborare una nuova visione politica, il rifiuto di misurarsi con la propria storia. E spiegando le ragioni di una crisi d'identità mai così grave come oggi, intende mostrare da dove ripartire per costruire una nuova sinistra, finalmente in grado di rispondere alle sfide della modernità.

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Io ti voglio
Irene Cao
Rizzoli, 2013
Vivere senza amore, libera da legami e dagli effetti collaterali del sentimento: è questo il nuovo mantra di Elena, che è un'altra persona da quando ha rinunciato alla passione assoluta per Leonardo e alla sicurezza della storia con Filippo. Esce tutte le sere e passa ogni notte con un uomo diverso, ma è un modo come tanti per riempire un'assenza che brucia e non si lascia dimenticare, perché nemmeno nel sesso Elena sa più trovare quel piacere che Leonardo le aveva insegnato a reclamare come un diritto. A Roma solo Paola, la collega un po' burbera che l'ha accolta in casa, e Martino, un timido studente di storia dell'arte che per lei ha un debole neanche troppo nascosto, si ricordano com'era prima di perdersi completamente. Ma due anime che si appartengono non sono destinate a restare lontane. E così, anche se a far incrociare di nuovo le loro strade è un incidente che costringe Elena in un letto d'ospedale, Leonardo ritorna senza chiedere il permesso nella vita dell'unica donna che gli abbia mai fatto perdere il controllo. Vuole salvarla da se stessa, essere finalmente suo e per questo ha deciso di portarla con sé a Stromboli, l'isola dove è nato. Curerà le sue ferite, quelle del corpo e quelle del cuore, con il fuoco della passione, perché ora è certo di non poter più fare a meno di lei. Quello che ancora non sa è che il suo passato, troppo a lungo nascosto, sta per rompere gli argini. E in quel momento solo l'amore puro e incondizionato di Elena potrà salvarlo...

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Io ti sento
Irene Cao
Rizzoli, 2013

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Io ti guardo
Irene Cao
Rizzoli, 2013

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La Bugiarda
Melissa P.
Fandango Libri, 2013
La Bugiarda è il racconto spietato di un’adolescenza indomita. La storia di una ragazza che non è capace di stare al mondo così come le hanno insegnato o, meglio, come non le hanno insegnato. Che ha bisogno di coltivare desideri magnifici e di avvicinarsi il più possibile all’idea che ha di se stessa, anche se questo comporta delle perdite. Fin da bambina Melissa ha un solo sogno: diventare una scrittrice. Ed è quello che diventerà, a sedici anni, lasciandosi alle spalle tutte quelle cose che non hanno mai trovato posto nella sua vita. Diario intimo e autentico di una crescita non omologata, di una femminilità slegata dalle convenzioni, La Bugiarda è un atto di libertà urlato al mondo. È la storia di una famiglia feroce che non riesce a sopravvivere a se stessa e alla realtà che cambia, il racconto di un amore fra una madre e una figlia. Di un successo arrivato troppo in fretta, ma a cui e` stato possibile sopravvivere.A dieci anni dalla pubblicazione di uno dei più incredibili casi editoriali italiani, 100 colpi di spazzola prima di andare a dormire, l’autrice ripercorre le tappe di un privatissimo cammino verso una rinascita; una lettura che non fa sconti a nessuno, tantomeno alla televisione che di quel successo è stata complice e carnefice insieme. Perché nessuno può raccontare Melissa P. meglio di Melissa Panarello.

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In Italia paghiamo troppe tasse
Industria cinematografica
Nicola Porro, 2014
Non c'è italiano che non pensi di essere in credito con lo Stato, perché ritiene di pagare più tasse di quanto riceva in servizi. Ma non è così per la maggior parte di noi. In realtà chi predica a favore di una riduzione delle tasse e della spesa pubblica, di fatto predica a favore di una sperequazione dei redditi che avvantaggia le classi più ricche. Vivere in un paese che fornisce buoni servizi è meglio che vivere in un paese dove si pagano poche tasse.

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Una casa romana racconta
Giampiero Mughini
Bompiani, 2013
I libri hanno una bellezza fisica, oltre che ideale. È bello maneggiarli, guardarli allineati sulle proprie librerie. È questa soddisfazione e questa passione quella che Giampiero Mughini ci racconta - passione tardiva che si sofferma su prime edizioni o edizioni preziose per qualche dettaglio (come illustrazioni o dediche) Da "Amori" di Dossi a "Myricae" di Pascoli, da "Una vita di Svevo" alle poesie di Campana, Ungaretti, Saba, Montale, Caproni, fino ai libri di grafica, di fotografia, d'arte: da Giò Ponti a Ettore Sottsass, da Scianna (in duo con Sciascia) a Munari, fino a Crepax e Cattelan. 51 libri descritti, schedati, raccontati, accarezzati come solo un bibliofilo può fare: con amore incondizionato.

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Passo dopo passo
Carla Fracci
Mondadori, 2013
​Giselle, Giulietta, Cenerentola, Medea, Swanilda, Francesca da Rimini... sono più di duecento i personaggi interpretati da Carla Fracci, più di duecento i ruoli, le interpretazioni, le storie portate in scena con varietà estrema e sentimento esasperato, perché "il balletto ha un linguaggio più penetrante di quello teatrale, forse è proprio l'assenza della parola a renderlo tale". In un'autobiografia intima, Carla Fracci racconta l'infanzia trascorsa nella campagna lombarda e l'ingresso alla Scuola di ballo del Teatro alla Scala, il Passo d'Addio delle allieve licenziande e i trionfi con l'American Ballet Theatre e sui palcoscenici più importanti del mondo: Los Angeles, Mosca, L'Avana, Tokyo, Londra... Figlia di Luigi, tranviere, e Santina, operaia, lontana parente di Giuseppe Verdi grazie alla prima moglie del nonno, Carla confessa l'amore per la famiglia e l'onestà, per la danza, che ha voluto portare fino ai centri più piccoli, per la musica e l'armonia, "ciò che mi porta l'ispirazione, ancor più dell'ambiente". Acclamata dai più autorevoli critici di balletto e applaudita con calore da pubblici di ogni levatura, Carla Fracci è stata partner artistica dei più gloriosi danzatori del mondo: Erik Bruhn, Rudolf Nureyev, Mikhail Baryshnikov, Mario Pistoni e Paolo Bortoluzzi. Ha lavorato con coreografi come John Cranko, Maurice Béjart e Antony Tudor e la sua vita è sempre stata circondata da poeti, su tutti Eugenio Montale che le dedicò la lirica: La danzatrice stanca.

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Dove il vento grida più forte
Robert Peroni
Sperling&Kupfer, 2013
​Quando Robert Peroni, trent'anni fa, arriva in Groenlandia per battere l'ennesimo record, si sente sperduto: una famiglia in Italia, e una professione, quella di esploratore, di cui non capisce più il senso. A ridare una direzione alla sua vita sono gli inuit, vero nome degli "eschimesi": nonostante i bianchi da anni impongano divieti che impediscono loro di vivere dignitosamente, lo accolgono come un amico, perché ogni uomo è solo se stesso e la solidarietà è un dovere. Affascinato da questa cultura, Robert si trasferisce nel centro più grosso della costa orientale, un paese di duemila abitanti, isolato nove mesi l'anno, e ne abbraccia la lingua, gli usi, le regole non scritte. Come il rifiuto di lamentarsi: la fame, il freddo, le privazioni sono accettate con il sorriso sulle labbra, perché soffrire è parte dell'esistenza. Da loro impara ad ascoltare le storie che porta il vento, la bellezza di vivere nel presente e la poesia nascosta nello sciamanesimo. "Dove il vento grida più forte" racconta l'incontro con un popolo straordinario, che ha come unica arma la dolcezza, e con una terra ostile e meravigliosa, in cui la natura è madre e matrigna, dispensatrice di vita e di morte.

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Come Bach mi ha salvato la vita
Guido Crosetto
Enrico Letta, 2012
​Nell'Iran degli ayatollah che hanno vietato la musica, un bambino di sei anni sogna di passeggiare felice nell'orangerie di un castello tedesco in compagnia di Johann Sebastian Bach. A sentirglielo ricordare, chiunque direbbe che è un predestinato. E in effetti, quel bambino oggi ha trentasei anni, ha studiato al conservatorio in Italia, vive in Germania e si chiama Ramin Bahrami. È cioè uno dei più talentuosi pianisti sulla scena internazionale e tra i maggiori interpreti contemporanei di Bach: le sue incisioni discografiche, dall'"Arte della fuga" alle "Variazioni Goldberg", hanno sorprendentemente scalato le classifiche mondiali dei dischi più venduti. In questo libro Bahrami per la prima volta si racconta e i suoi ricordi fluiscono sciolti, a partire dall'infanzia, prima dorata e poi drammaticamente segnata dalle vicissitudini famigliari legate alla salita al potere di Khomeini e alla guerra Iran-Iraq. In un paese in fiamme, Ramin bambino assiste sgomento all'arresto del padre, e trema sotto le bombe e i razzi che cadono su Teheran. Ma ha un suo modo pervincere la paura che gli attanaglia l'anima: suona. E suona Bach. Scopre così che quella musica rappresenta per lui un'ancora di salvezza, uno scudo contro la follia e l'orrore che lo circondano. Poi un giorno ascolta Glenn Gould eseguire la Toccata della Sesta partita in mi minore del suo idolo. È una folgorazione, che farà nascere in lui la volontà di dedicarsi anima e corpo alla musica di Bach.

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Come sarà il 2014
Giorgio Dell'Arti
Edizioni Clichy, 2013
​Sessanta grandi nomi rispondono alla domanda che in questi giorni tutti si pongono: come sarà il 2014? Un gioco, ma anche un interessante quadro a tutto tondo della situazione politica, economica, sociale e culturale del nostro tempo e di ciò che ci aspetta nei prossimi mesi: dal futuro del governo Letta a quello del PD, dalle possibilità di riforma della giustizia alla questione meridionale, dai venti di guerra sullo scenario internazionale al cambiamento in atto nella Chiesa con Papa Francesco; con uno sguardo a ciò che succederà nel cinema, nella letteratura, nel giornalismo, nella televisione, nella moda, attraverso gli occhi dei grandi protagonisti di questi mondi, sfidati da Giorgio Dell'Arti sul difficile terreno del pronostico.

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I conti con la storia
Antonio Rossi
Valerio De Luca, 2013
​Lo storico ha il compito di trasmettere la memoria, il dovere di ricordare. Quando, invece, è necessario dimenticare? Quando l'oblio diventa una virtù essenziale a ricomporre una comunità? Nell'Atene del V secolo, dopo il regime dei Trenta Tiranni, venne imposto il Patto dell'oblio, che vietava di "rivangare il passato" anche a quei cittadini che avrebbero avuto tutti i titoli per vendicarsi, "anteponendo alle rivalse private la salvezza della città". Da allora sono state innumerevoli le volte in cui la storia ci ha imposto di dimenticare, di concederci una sospensione della memoria per rimettere le cose in ordine, sia pure in un ordine provvisorio. Oggi, dopo la fine del Novecento - il secolo delle febbri ideologiche e delle grandi passioni politiche -, fare i conti con la nostra memoria condivisa è diventato più che mai necessario. Perché la scomparsa di fascismo e comunismo non ha significato la fine dell'uso politico del passato: "Nuove dottrine e nuovi radicalismi sono entrati in campo e si sono mescolati con quel che rimaneva delle vecchie fedi; tutte insieme poi hanno viziato l'aria, rendendo impossibile agli analisti e ai raccontatori del passato di prendere il fiato necessario per un'impresa che potesse dirsi di grande respiro". Queste pagine attraversano oltre due millenni di storia, di storie e di uomini, ma anche di interpretazioni, errori di valutazione e menzogne. Dalla Firenze di Savonarola alla Roma fascista, dall'inquisizione allo schiavismo, da Giuda a Napoleone...
 

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Palazzo Sogliano
Sveva Casati Modignani
Sperling&Kupfer, 2013
​È una sera di maggio quando a Palazzo Sogliano, settecentesca dimora dell'omonima dinastia di corallari a Torre del Greco, squilla il telefono. L'intera famiglia è riunita per il pranzo: Orsola, moglie di Edoardo, i loro cinque figli, la suocera Margherita e le sue due figlie. Stanno tutti aspettando che Edoardo ritorni. È Orsola a rispondere, e apprende dalla voce formale di un poliziotto la morte del marito in un incidente d'auto. Il colpo è tremendo: trent'anni d'amore spazzati via in un istante. Orsola non può sapere che quella morsa di dolore feroce si trasformerà tra breve in un dolore ancora più profondo, nel momento in cui scopre una serie di foto recenti del marito in compagnia di un bel bambino dagli occhi a mandorla, che si firma: "Tuo figlio Steve". Da questo incipit fulminante Sveva Casati Modignani ci conduce a ritroso nel tempo per raccontarci l'amore di Orsola - milanese libera e indipendente, figlia di un ciabattino - e di Edoardo - erede della più importante famiglia di corallari di Torre; ma anche la storia della matriarca Margherita, vera donna del Sud, orgogliosa, appassionata e dal cuore generoso; e di quel bambino comparso dal nulla. Tuttavia, come scoprirà Orsola, Edoardo non era certo l'unico Sogliano a custodire segreti; del resto, lei stessa ne ha conservato gelosamente uno, inconfessato. Dall'autrice italiana più amata, la nuova, appassionante storia di una grande famiglia, tra amori, luci e ombre, gioie e dolori, successi e fallimenti.
 
 

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Il filo diretto
Craig Warwick
Rizzoli, 2013
​Tutti quanti abbiamo un angelo che non ci abbandona mai: ci sostiene nei momenti bui, ci aiuta a ritrovare la strada se ci perdiamo, ride quando siamo felici ed è sempre pronto a dialogare con noi. Craig Warwick, che fin da bambino vive in contatto con i nostri amici celesti, ha deciso di rispondere con questo libro alle domande più importanti del suo pubblico di fan e lettori: che aspetto hanno gli angeli? Di cosa possiamo parlare con loro? Ci sono vicini solo nei momenti di difficoltà? Che sensazione si prova quando si manifestano? Ma soprattutto: come possiamo sentirli anche noi? Chiunque può fare quest'esperienza meravigliosa: Craig mette a disposizione il suo dono per aiutarci a far entrare nella nostra vita la gioia del dialogo con queste presenze amorevoli capaci di illuminarci il cammino. Con grande semplicità e chiarezza Craig ci accompagna lungo un percorso in sette passi per arrivare ad afferrare quel filo azzurro teso verso il cielo che ci lega sempre ai nostri amici speciali. Attraverso le storie più belle che ha vissuto, gli incontri in cui ha fatto da tramite per dialoghi celesti e tanti suggerimenti concreti e facilissimi da seguire, impareremo ad allenare la mente e il cuore all'ascolto della voce degli angeli e infine a condividere con gli altri la felicità che abbiamo ricevuto. Perché aprire il nostro cuore ci trasforma nel profondo, rendendoci persone migliori, consapevoli di non essere mai più soli e capaci di diffondere la luce nel mondo.

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Scienza
Gilberto Corbellini
Bollati Boringhieri, 2013
​La scienza è fallibile, è troppo riduzionista e quindi non può comprendere la complessità del mondo, è divisa al suo interno e quindi inaffidabile, è un puntello del potere e schiava del mercato. Per tacere del fatto che ha causato tragedie immani e che nonostante ciò si arroga unilateralmente il diritto di decidere per tutti, pur mancando della profondità di pensiero tipica della filosofia e della religione, da cui dovrebbe semmai farsi guidare. E poi la scienza è solo un'opinione, come tutte le pratiche umane, per cui è insensato darle un vantaggio sociale e politico, magari sovvenzionandola: anzi, è dannoso. Chi la pensa così dovrebbe davvero leggere questo libro, in cui ognuno di questi argomenti viene analizzato, soppesato e - dati alla mano smontato. Perché se c'è una cosa di cui siamo ragionevolmente sicuri è che la scienza ha consentito il funzionamento della prima macchina socio-culturale ed economica in grado di produrre più benessere, più salute, più libertà, meno violenza, più eguaglianza e più razionalità.

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Nulla di più grande
Marcello Massimini; Giulio Tononi
Baldini & Castoldi, 2013
​Se riuscissimo a stabilire un "principio di coscienza" e a misurarlo sarebbe una rivoluzione scientifica, morale e filosofica di enorme portata. Questo libro racconta la storia di un'appassionante spedizione alla ricerca dei segni della coscienza nel coma, nel sonno e nel sogno; e di tutto ciò che ne consegue.

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Il mistero delle sette sfere

Enrico Letta, 2013
​Questo libro racconta la straordinaria storia passata, presente, ma soprattutto futura, dell'esplorazione umana, scandita attraverso sette sfere concentriche (dalla più vicina alla più distante dalla Terra). Ci accompagnano in questo divertente viaggio, tra finzione e realtà, due guide d'eccezione: Jules Verne e Wernher von Braun. Si parte dalla sfera 0, quella della Terra, dove oggi rimane ben poco da scoprire. È invece quasi tutta da esplorare la sfera -1, o dell'Oceano, con i suoi tesori e i suoi misteri. E lo stesso vale per la sfera -2, il centro fuso della Terra. Allontanandoci dal nostro pianeta, ecco la sfera +1, del Cielo, 300 km sopra di noi, dove veleggia maestosa la Stazione spaziale. Le nostre tappe successive, le sfere +2 e +3, sono quelle della Luna e di Marte. Infine, l'ultima sfera, + 4, o "delle stelle fisse", fino ad Alpha Centauri, a cui arriveremo con velocità pari a una frazione della velocità della luce. Oggi non sappiamo come andarci, ma sappiamo perché: per trovare, ne siamo praticamente certi, un nuovo pianeta, la Nuova America.

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Stress e Dieta
Infrastrutture
, 2012
​Testa e cibo. Psiche e alimentazione. Un binomio inscindibile. Se non ci nutriamo in maniera corretta, non possiamo fornire al nostro corpo gli elementi necessari per vivere al meglio e senza stress. Se non impariamo ad accettare noi stessi e il nostro corpo, non possiamo avere un rapporto equilibrato con il cibo. Tutto, in noi, è collegato e si influenza reciprocamente. Paola Vinciguerra - psicoterapeuta - e Giorgio Calabrese nutrizionista clinico - si alleano per aiutarci a combattere lo stress. Da una parte la psicoanalisi, che insegna a piacersi un po' di più. Dall'altra la scienza della nutrizione, che bilancia e ottimizza la nostra dieta. Una dieta sana e un approccio più naturale verso noi stessi contribuiscono ad allontanare paure e ansie, ossessioni e malattie. Quello che rimane è il piacere di una vita vissuta nella sua totalità.

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Betty

Alto Adige, 2013
​È il 1987. Georges Simenon vecchio e malato decide di tornare per l'ultima volta nella sua isola preferita, Porquerolles in Costa Azzurra, per trascorrere qualche settimana in una piccola villetta dentro la macchia mediterranea. Sulla stessa isola compare una giovane donna, molto bella, con uno sguardo strano, che si fa chiamare Betty, come il personaggio di un celebre romanzo di Simenon, anche se non è il suo vero nome. Poco tempo dopo l'improvvisa apparizione, Betty viene trovata in mare. Non è un suicidio. È stata assassinata. Da chi, e perché? Simenon deve improvvisarsi Maigret, e decide di scrivere in prima persona questa storia. E attraverso questo caso giudiziario, quello di una donna ossessionata dai suoi romanzi, riapre vecchie ferite, come il suicidio della figlia Marie-Jo, e indaga fino in fondo le contraddizioni della sua vita. Ci fa entrare in quel mondo di perdenti che ha descritto nei suoi libri più belli. Fino all'epilogo, davvero sconvolgente, che è un modo crudele per tirare le fila di tutto, e chiudere i conti di un'esistenza segnata da un tarlo, da una ferita che nessuno potrà mai guarire. E che non gli dà pace.

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Ricordati di vivere
Claudio Martelli
Bompiani, 2013
​Autobiografia politica e confessione esistenziale, "Ricordati di vivere" ripercorre trent'anni di storia italiana ed europea intrecciando vita pubblica e vita privata, passioni civili e passioni del cuore, alternando la dialettica e l'oratoria dei grandi drammi con l'ironia disincantata e le durezze del referto clinico. Dallo spaesamento di un giovane che diventa riformista in pieno '68 all'incontro con Bettino Craxi - un Craxi descritto in azione e nell'istante della decisione, ma anche a tavola e nel tempo libero, mentre fa politica e mentre vive - , dal caso Moro all'epopea laica e socialista degli anni ottanta, dal sodalizio con Giovanni Falcone alle stragi di mafia, a Mani pulite e al crollo della Repubblica. Se il filo rosso della storia è l'amicizia con Craxi e con Falcone, in queste mémoires di fine secolo lampeggiano i ritratti di François Mitterrand e Willy Brandt, di Berlinguer e Andreotti, di De Mita e Forlani, di Marco Pannella, Adriano Sofri e Raul Gardini. Senza astio e senza sconti - tantomeno a se stesso - Claudio Martelli racconta in presa diretta il labirinto delle intenzioni, le responsabilità e le dure corvées della politica per riannodare il filo spezzato di una storia con i suoi bagliori di gloria e i suoi fallimenti, le sue grandezze e le sue miserie, per gettare una luce nuova su quel passato più recente da cui tutti veniamo e sui perché di una crisi politica che non ci ha più lasciato.

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Una piccola impresa meridionale
Rocco Papaleo
Mondadori, 2013
​Costantino era un prete, ma si è spretato per amore. Dopo vent'anni da sacerdote passati su al Nord, torna nella sua terra di origine: "Il mio paese è un paese d'acqua ferma. Adagiato sulla sponda di un grande stagno, ne ha copiato l'indole. Ci respiri una pigrizia, non tanto della gente, quanto dei muri e delle case, basse e larghe, dagli intonaci esausti". Ad aspettarlo però c'è un altro scandalo: sua sorella ha lasciato il marito e se n'è andata con un amante misterioso. Figurarsi le chiacchiere, figurarsi la madre. Costantino sceglie di isolarsi in un faro abbandonato e scalcinato "al riparo da occhi indiscreti che potrebbero scrutarmi dentro la disgrazia". Se non che, in questo posto fuori dal mondo e dal tempo, iniziano a rifugiarsi alcune anime sgangherate a cui la vita non calza più bene addosso: all'ex prete si aggiunge una ex prostituta, il cognato cornuto, una domestica che nasconde un segreto... Fra risate, emozioni e colpi di scena, ognuno di loro farà virtù della propria imperfezione, facendola diventare una risorsa, e tutti insieme si butteranno in un'impresa epica e romantica: ristrutturare il faro. In questo suo primo romanzo, che ha ispirato il film omonimo, Rocco Papaleo rivela una capacità sorprendente di rendere anche sulla pagina scritta il ritmo e le atmosfere che hanno fatto amare il suo "Basilicata coast to coast". E ci regala una favola divertente e poetica, che parla di Sud (geografico ed esistenziale) e di riscatto.
 
 

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IL bordo vertiginoso delle cose
Gianrico Carofiglio
Rizzoli, 2013
Il bordo vertiginoso delle cose è il nuovo romanzo di Gianrico Carofiglio, l’autore barese che ha da poco annunciato di aver abbandonato la magistratura. Enrico Vallesi è seduto, come ogni mattina, in un bar del centro di Firenze. Sta sorseggiando un cappuccino, mentre sfoglia il quotidiano. Ad un tratto una notizia cattura il suo sguardo. Dalle pagine del giornale Enrico Vallesi apprende che, durante uno scontro a fuoco con le forze dell’ordine, un rapinatore, da poco uscito di galera, è rimasto ucciso. Ciò che desta la sua attenzione è il nome della vitima, un nome che lo riporta con la memoria indietro nel tempo, alla fine degli anni Settanta. Per lui era il primo giorno di liceo. In un’aula gremita di quindicenni è apparso Salvatore. Bocciato più volte, il suo compagno di classe era un ragazzo dal carattere difficile. Nonstante la sua turbolenza, però, era stato lui ad insegnargli a difendersi dalla violenza e a superare quell’età difficile che è l’adolescenza. Intanto, mentre questi ricordi affollano i suoi pensieri, Enrico ritorna nella città in cui viveva prima di conoscere le gioie e le delusioni della vita, del matrimonio e del mestiere di scrittore. Un ritorno a casa per cercare di capire qualcosa di più in merito a sé stesso e sulla propria vita. Il bordo vertiginoso delle cose, di Gianrico Carofiglio, è un romanzo coinvolgente che tiene il lettore incollato alle pagine.
 

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Il Ventennio
Gianfranco Fini
Rizzoli, 2013

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TELEVISIONE
Carlo Freccero
Bollati Boringhieri, 2013
​Con l'introduzione del digitale terrestre e delle pay TV, la televisione sta vivendo una trasformazione epocale. Anche il modo di guardare la TV sta cambiando rapidamente. Non è più il tempo dell'utente passivo: il pubblico cerca sempre di più un prodotto su misura, che spesso paga, in un certo senso confezionando da sé il palinsesto che preferisce. Se "il medium è il messaggio", ogni medium produce contenuti propri e risponde in maniera originale alle esigenze della società. Nel caso della televisione vale anche il contrario: la società stessa viene, sempre di più, condizionata a sua volta dal mezzo televisivo. Nella nostra storia siamo così passati da una televisione di classe, specchio di un'élite del paese, a una televisione ritagliata attorno al consenso esclusivo ed escludente della maggioranza, per arrivare oggi a una TV sempre più attenta alla moltitudine, la nuova società plurale nella quale siamo immersi. Di questi mutamenti della TV e delle loro profonde ricadute sulla realtà italiana, Carlo Freccerò parla in modo illuminante e provocatorio, in un libro denso di idee e di contenuti.

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UNA NOTTE HO SOGNATO CHE PARLAVI
Gianluca Nicoletti
Mondadori, 2013
​Queste pagine narrano la storia quotidianamente e banalmente vera di Tommy, un simpatico e riccioluto adolescente autistico. E del suo straordinario rapporto con il padre, Gianluca Nicoletti. Di un bambino che a tre anni era tanto buono e silenzioso - forse persino troppo - e di suo padre che, quando un neuropsichiatra sentenziò: "Suo figlio è attratto più dagli oggetti che dalle persone", non trovò tutto ciò affatto strano. (In fondo, era stato così anche per lui: aveva cominciato a parlare tardissimo e ora si guadagnava da vivere proprio parlando; quindi, prima o poi, pure Tommy avrebbe iniziato a farsi sentire.) In seguito, con l'arrivo dell'adolescenza, le cose in famiglia improvvisamente cambiarono: quel bambino taciturno diventa un gigante con i peli, forzuto, talvolta aggressivo, spesso incontrollabile, e Gianluca, chiamato in causa dalla moglie sconfortata, si scopre - suo malgrado - un genitore felicemente indispensabile. "Il padre di un autistico di solito fugge. Quando non fugge, nel tempo lui e il figlio diventano gemelli inseparabili. Tommy è la mia ombra silenziosa" scrive Nicoletti. "È un oracolo da ascoltare stando fermi, e senza troppo arrabattarsi a farlo agitare sui nostri passi. Molto più interessante è respirarlo e cercare di rubare qualcosa del suo segreto d'immota serenità." E allora ecco il racconto dolceamaro, sempre franco e disincantato, di un piccolo universo quotidiano...

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La quarta sorella
Vittorino Andreoli
Rizzoli, 2013
​La quarta sorella è un romanzo in cui Vittorino Andreoli racconta la storia di un aborto e dei traumi che esso provoca all’interno di una famiglia. Sembra una famiglia come tante altre, in cui i membri conducono una vita serena, ma poi, improvvisamente, la quiete finisce. Tutto viene stravolto da una scoperta. Le tre sorelle della famiglia vengono a conoscenza di un segreto. Si tratta dell’esistenza di una quarta sorella, quella che non è mai nata. La serenità dell’ambiente famigliare si rompe. Si accendono i conflitti interni, la madre è messa sotto accusa per aver scelto l’aborto, mentre il padre viene ritenuto colpevole di aver appoggiato tale scelta, rendendosi di fatto complice di una morte. Un romanzo, quello di Andreoli, che approfondisce tematiche delicate ed attuali che riguardano la società di oggi. Un romanzo che parla di quei drammi silenziosi e intimi che si celano tra le mura di molte case. Tragedie che si consumano a causa di una volontà di auto annullamento che la psichiatria non può fare a meno di prendere in considerazione. Con la quarta sorella, Vittorino Andreoli consegna ai lettori un romanzo toccante ed attuale, che mescola la finzione narrativa con le reali ossessioni della civiltà contemporanea.

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Il grande imbroglio 2
Renato Brunetta
Marsilio, 2013
​“Ho voluto raccontare la crisi che hanno vissuto l’Italia e l’Europa come una sorta di diario di bordo iniziato nei giorni della caduta del governo Berlusconi. Tutto accadeva in fretta, in maniera all’apparenza ineluttabile: noi, la maggioranza del 2008, cacciati via in malo modo, additati al pubblico ludibrio per aver portato il paese sull’orlo del baratro; le sinistre, pronte a sostituirci, ma senza il coraggio di farlo. In mezzo, i tecnici a raffreddare la transizione, che entrano nel palazzo con la giustificazione fasulla di più competenza e più credibilità. Da allora è trascorso più di un anno che ha visto susseguirsi riforme sbagliate, provvedimenti inutili o, più semplicemente, norme di ordinaria amministrazione. Ho vissuto tutto questo come un brutto sogno. Ho sentito il bisogno di spiegare l’imbroglio dello spread, chiarire l’origine della speculazione finanziaria, evidenziare chi ci ha guadagnato e chi ci ha rimesso, i tanti errori fatti, le ingenuità, gli inutili conflitti interni, per testimoniare la verità, la verità dei fatti fondamentale per ogni futura convivenza civile. Finalmente questa verità comincia a venire a galla e siamo in campagna elettorale. È la democrazia. La democrazia vince sempre. La democrazia ha sempre ragione”.

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Il Gesù di tutti
Vittorino Andreoli
Piemme, 2013
​"Quando a diciotto anni, da credente, da chi crede di credere, sono passato nella schiera di coloro che credono di non credere, Gesù non è sparito dalla mia vita, ha continuato a esistere come uomo davvero speciale; ha continuato a essere presente in me e a esercitare il suo fascino". Vittorino Andreoli affronta una grandiosa esplorazione del mistero di Gesù - personaggio storico e della tradizione - alla scoperta della sua più profonda umanità. Un viaggio che non trascura di perlustrare l'immaginario collettivo e il bisogno del sacro, scandagliando le diverse percezioni che oltre due millenni di storia hanno avuto dell'uomo che si proclamò Dio. Dopo aver esaminato Gesù come forma mentis e averne rilevato la presenza persino in religioni che hanno fondamento in personaggi "lontani" come nel buddismo e nell'induismo, lo psichiatra scava nel Gesù delle origini, senza disdegnare le fonti apocrife e le tesi dei più accreditati studiosi sui primi trent'anni nascosti, sulla morte e la presunta risurrezione. Fondandosi sulle categorie della "psichiatria della storia", Andreoli s'immerge poi nella parabola esistenziale del Cristo, fino a scomporre la maestosa pagina della Passione e i Septem verba in Cruce. L'avventura di questa ricerca ci restituisce l'immagine di un uomo, la cui personalità complessa non fu mai afferrata neppure da chi gli fu più vicino, un modello universale di umanità a cui la società del terzo millennio credente, non credente, atea, agnostica - dovrebbe tornare a ispirarsi.

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Il gigante sfregiato
Enrico Vanzina
Newton Compton, 2013
Max Mariani era un avvocato della Roma­bene, con una Porsche fiammante e una casa nei quartieri alti. Adesso è uno scalcinato detective privato che vive di espedienti, beve litri di vodka e ha un debole per le ragazze facili. Eppure ha fiuto, e per risolvere un caso è il migliore sulla piazza. Quando un ex rugbista con la passione per le risse chiede il suo aiuto, Max non esita neanche un secondo: il gigante sfregiato, di nome Sandrone, vuole sfuggire a una donna senza scrupoli, decisa a farlo fuori. E poco importa se quella bionda con la passione per i soldi facili e qualche nemico di troppo offrirà un lauto compenso proprio a Mariani per trovarle Sandrone. Già, perché Max è fatto così: è avido, cinico e arrogante, e soprattutto adora ficcarsi nei guai, meglio se accompagnati da un mucchio di soldi.

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Politica e Menzogna
Luciano Violante
Einaudi, 2013
Un Paese pregiudica la propria rispettabilità non solo quando i politici mentono, ma anche quando i cittadini tollerano quelle menzogne. Non raramente i cittadini tollerano la menzogna del politico sperando nella sua tolleranza verso le proprie menzogne: è il caso, ad esempio, dell'evasione fiscale. La società diventa così complice della cattiva politica. Le rivolte rancorose sono la risposta sbagliata; promuovono un nuovo inizio solo apparente e aprono un varco attraverso il quale le cattive abitudini passano, con vesti diverse, da una fase all'altra della storia del Paese. I cittadini devono sconfiggere la menzogna e i suoi corollari, chiedendo la verità ai politici, anche e soprattutto ai propri, esigendo che siano controllati, chiedendo conto delle scelte adottate, togliendo decisamente la fiducia quando vengono meno agli impegni.

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Il Candore delle Cornacchie
Totò Cuffaro
Guerini e Associati, 2013
"Ho sofferto per la sua condanna e ho ammirato la sua dignità. Ho visto la sua trasformazione nelle brevi visite che gli ho fatto nel carcere di Rebibbia. All'amicizia, che non può mai venire meno quando è sincera, si aggiunge la preoccupazione per i giorni, i mesi e gli anni che sono carichi di incertezza su come l'animo esce da questa drammatica esperienza." (dalla prefazione di Monsignor Fisichella)

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L'uomo che sussurrà ai potenti
Luigi Bisignani
Chiarelettere, 2013
​Ministri, onorevoli e boiardi di Stato fanno la fila nel suo ufficio per chiedergli consigli, disegnare strategie e discutere di affari. Luigi Bisignani è unanimemente riconosciuto come il capo indiscusso di un network che condiziona la vita del paese. Non c'è operazione in cui non ci sia il suo zampino, dalle nomine dei ministri a quelle in Rai, nei giornali, nelle banche e nell'esercito. La sua influenza arriva persino in Vaticano. In questo libro, per la prima volta, Bisignani decide di raccontarsi attraverso aneddoti ed episodi inediti. Da Andreotti e la P2 a Berlusconi e Bergoglio. Lui che non appare mai in tv, non scrive sui giornali e disdegna la mondanità. La sua testimonianza da questo punto di vista è unica. Ecco come funziona il potere, quello vero, che non ha bisogno di parole e agisce nell'ombra.

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Il perchè non lo so
Margherita Hack
Sperling&Kupfer, 2013
​In un racconto autobiografico schietto e vivace, accompagnato dalle suggestive immagini dei luoghi dove ha vissuto e lavorato, il ritratto intimo approfondito nel libro unito al DVD (un film di Elia Castangia) di una scienziata autorevole, di un'intellettuale impegnata in battaglie civili e politiche, di una donna capace di scelte libere.

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Figli miei precari immaginari
Giuliano Cazzola
Guerini e Associati, 2013
​Nel secolo scorso la politica italiana si misurò con un'ideologia, seria e strutturata, come il comunismo, impedendo che essa prendesse il sopravvento. In questo secolo la politica si è arresa, quasi senza combattere, al "luogocomunismo" ovvero a un pensiero intessuto di luoghi comuni. Questo saggio si propone di esplorare la condizione giovanile al di là dei luoghi comuni - e sui giovani e il lavoro se ne dicono tanti - nella convinzione che essi non giovino a risolvere i problemi dei nostri ragazzi, ma si limitino a incamminarli verso un percorso senza sbocchi, lungo il quale non troveranno quell'Orto dei miracoli che il Gatto e la Volpe promettono a Pinocchio, ma soltanto degli assassini. Fuor di metafora, non avranno in premio quel posto di lavoro stabile a cui giustamente agognano, perché le monete d'oro non crescono sugli alberi. È la parabola evangelica dei talenti a indicare la via giusta. Non viene premiato né chi ha consumato il suo né chi lo ha gelosamente custodito, ma colui che lo ha fatto fruttare. E il talento non è solo una moneta. Rappresenta il capitale umano che una persona deve essere in grado di investire, nell'ambito delle condizioni complessive in cui si trova a vivere e ad agire, assumendo anche su se stesso la responsabilità del proprio futuro. In pochi, oggi, sono portati a chiedersi se hanno fatto tutto il possibile per realizzare le proprie aspirazioni e quanta parte di responsabilità ciascuno di noi porta nel dare un profilo accettabile al proprio destino.
 

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Morire di Austerità
Lorenzo Bini Smaghi
Il Mulino, 2013
La crisi ha prodotto effetti drammatici sul tessuto economico e sociale dei paesi europei. L'aspetto economico, pur rilevante è solo il sintomo di un problema più ampio di natura politica che investe la capacità delle democrazie occidentali di risolvere problemi accumulati da oltre un ventennio. Chi è eletto democraticamente fa fatica a prendere decisioni impopolari che possono compromettere la sua rielezione. L'emergenza diventa così il motore dell'azione politica e il modo di giustificarla di fronte agli elettori, con la conseguenza che la cura - tardiva e varata sotto la pressione dei mercati diventa ancor più dolorosa e impopolare.

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Lezioni dalla crisi
Fabrizio Forquet; Giuliano Amato
Editori Laterza, 2013
​Lezioni dalla crisi è una guida d'autore alla crisi economico-finanziaria. E un racconto che con linguaggio semplice e divulgativo aiuta a capire le ragioni delle difficoltà che tutti ci troviamo ad affrontare: dalle loro origini lontane agli impatti che più direttamente interessano tutti gli italiani. Giuliano Amato, che nel '92 ha affrontato una precedente crisi da Presidente del Consiglio salvando - secondo molti - l'Italia, dà il suo punto di vista, ma soprattutto - con il vicedirettore del "Sole 24 Ore" Fabrizio Forquet - spiega, racconta, rende chiaro. Lo spread, i Btp, il fondo Esm perdono la loro sacralità astratta e scendono tra noi. Il lettore viene portato a capire e a volte a sorridere. La crisi viene spiegata come quella di un matrimonio che sta saltando, la finanza speculativa viene raccontata nei suoi meccanismi in fondo elementari. "Pinocchio", dice Amato, "passò da babbeo quando, credendo al Gatto e la Volpe, seminò zecchini d'oro sperando di trovarne di più. Oggi con la finanza del nostro tempo sarebbe al vertice di una grande banca d'affari americana".

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Partite Iva
Costanzo Ranci
Il Mulino, 2012
​I lavoratori autonomi: una nebulosa a lungo inesplorata, protetta da una cortina di «tolleranza fiscale» e da sostegni particolaristici. Oggi a commercianti, artigiani e liberi professionisti tradizionali si sono affiancati i nuovi protagonisti del terziario avanzato, gli intermediari commerciali e finanziari, la seconda generazione dei piccoli imprenditori, i lavoratori a progetto. E se negli ultimi vent’anni una parte consistente degli autonomi ha visto crescere il proprio reddito rispetto a quello dei lavoratori dipendenti, un’altra parte è invece retrocessa e risulta particolarmente esposta al rischio di fallimento e disoccupazione. Il popolo delle partite Iva si divarica e si frantuma, liberando in questa metamorfosi nuove energie e capacità, ma anche ansie e frustrazioni. Chi lo ascolterà e gli darà voce?
 

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Roma Mafiosa
Giancarlo Capaldo
Fazi Editore, 2013
Il territorio capitolino è una base essenziale sia per le mafie nostrane - Cosa Nostra, ‘ndrangheta, camorra – che per quelle straniere – albanese, russa, cinese o nigeriana - in un vero crocevia di interessi illeciti. Roma in particolare è stata ed è tuttora il teatro di una decisiva mutazione della criminalità. Partendo nella sua analisi dalla stagione delle stragi e della cosiddetta trattativa, Capaldo dipinge una nuova mafia pervasiva e dai contorni sfumati che punta ai luoghi di potere e pilota scelte essenziali. In base all’esperienza maturata in quarant’anni di attività, il magistrato scrive un saggio ricco di informazioni e dati, corredato da box di approfondimento e arricchito da aneddoti personali, e ci aiuta ad orientarci in paese in cui la classica tripartizione dei poteri è esautorata da un esecutivo onnivoro che tenta di fagocitare il Parlamento, da una magistratura allo stesso tempo bersagliata dalla politica e tentata dal superamento
delle sue prerogative, da una stampa sempre meno indipendente e sempre più interessata e da una serie di poteri forti extraistituzionali che aspirano al ruolo di burattinai dell’eterna transizione italiana.
 

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Vita
Edoardo Boncinelli
Bollati Boringhieri, 2013
​L'incredibile avventura della vita viene spiegata in queste pagine da un grandissimo biologo, in termini semplici ma con tutte le implicazioni necessarie a comprendere un tema tanto vasto e complesso. Cosa c'è di più importante da capire in fondo? La vita è talmente bella che vale certo la pena sapere come "funziona" e come si è sviluppata, e Edoardo Boncinelli è senza dubbio la persona giusta alla quale chiedere. Sono passati quattro miliardi di anni dalla prima scintilla (un tempo indicibilmente lungo!), ma solo da poche decine di migliaia d'anni la specie umana ha iniziato a interrogarsi sul fenomeno della vita. E solo da poche decine di anni (un tempo indicibilmente breve!) abbiamo potuto dare delle risposte sensate. Ed è infine da pochi, pochissimi anni (un vero batter di ciglia) che l'uomo è in grado di intervenire coscientemente nel meccanismo stesso della vita. Viviamo in un'epoca unica e straordinariamente interessante: per la prima volta la vita ragiona e interviene su se stessa. Qualcosa di stupefacente, emozionante e bellissimo.

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Il peccato del professor Monti
Franco Debenedetti
Marsilio, 2013
​Il problema di chi entra in politica è la definizione della propria identità. Nel pensiero di Mario Monti è presente una singolare rappresentazione, per cui sarebbe preferibile se le forze politiche si allineassero secondo la loro maggiore o minore propensione alle riforme piuttosto che sull'asse tradizionale destra-sinistra. Di questa semplificazione il Professore si serve per far coincidere la difesa delle azioni del suo governo passato con l'adozione dell'"agenda Monti", il programma della sua coalizione. Ma se un programma lo può scrivere chiunque, l'identità politica, in base a cui si formano le volontà dei cittadini, non si può improvvisare. Franco Debenedetti individua nel proposito di Monti di cambiare radicalmente il discorso politico in Italia il suo vero Peccato Capitale, e lo mette a nudo in questo libro. Per comprendere la radice ideologica di questo peccato l'autore ripercorre la vita e le opere di Monti e del suo governo nel 2011-2012 in relazione a fenomeni più complessi e alle loro radici storiche: l'Europa, origine e fine del governo Monti; l'ambivalenza che noi europei sentiamo tra libertà e giustizia, tra democrazia e vita morale; la contrapposizione tra euroentusiasti ed euroscettici, i quali, con grossolana approssimazione, vengono fatti coincidere con i sostenitori e gli avversari del governo Monti; una ricostruzione inedita del vertice di Bruxelles di giugno 2012, l'episodio più significativo di politica europea del governo Monti.

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Le colpe dei padri
Alessandro Perissinotto
Piemme, 2013
​Guido Marchisio, torinese, 46 anni, è un uomo arrivato. Dirigente di una multinazionale, appoggiato dai vertici, compagno di una donna molto più giovane e bellissima: la sua è una vita in continua ascesa. Fino al 26 ottobre 2011, una data che crea una frattura tra ciò che Guido è stato e quello che non potrà mai più essere. Quella mattina, infatti, un incontro non previsto insinua in lui il dubbio: possibile che esista da qualche parte un suo sosia, un gemello dimenticato, un suo doppio misterioso e sfuggente? Giorno dopo giorno, il dubbio diventa ossessione e l'esistenza dell'ingegner Marchisio inizia, prima piano poi sempre più velocemente, a percorrere la stessa rovinosa china della sua azienda e della sua città. Di tutte le sicurezze costruite col tempo, non rimane più nulla: il suo ruolo di freddo tagliatore di teste, di manager di successo, la sua figura di uomo affascinante, tutto, per colpa di quel sospetto, sembra scivolare via da lui, come se accompagnasse l'emorragia che lentamente svuota l'industria italiana. Andare a fondo significherà per Guido affacciarsi all'orlo di un baratro e accettare l'inaccettabile.

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Tutte le volte che ce l'abbiamo fatta
Mario Sechi
Mondadori, 2012
​L'Italia è un Paese che si sottovaluta, fermo sulla soglia del mondo, abitato da irrimediabili Peter Pan. Perché non siamo capaci di salire sul "cavallo bianco" della Storia? Perché viviamo in un luogo pieno di memorie ma senza memoria? Perché abbiamo costruito il futuro e non riusciamo a viverlo? Tutte le volte che ce l'abbiamo fatta è una passeggiata in un caleidoscopico Paese sempre in bilico; una terra, tuttavia, dalle straordinarie avventure e ricca di biografie esemplari. Dopotutto noi italiani siamo figli di Collodi e Manzoni, siamo capaci di volare con Domenico Modugno e di correre con Pietro Paolo Mennea; di riconoscerci in Alberto Sordi e nello stile delle sorelle Fontana. Siamo sognatori come Federico Fellini, ma anche geniali scienziati come Enrico Fermi o Guglielmo Marconi: come sarebbero le nostre vite oggi senza le loro scoperte? Eppure, parlando al telefono, nessuno ricorda che il suo inventore è stato un italiano, Antonio Meucci; utilizzando un oggetto di plastica, non si pensa a Giulio Natta e, seguendo una partita di calcio, il pensiero non va al "metodo" di Vittorio Pozzo, con il quale la Nazionale vinse due mondiali consecutivi. Con stile brillante, Mario Sechi ci racconta l'Italia attraverso questi personaggi eccezionali, facendo emergere, sullo sfondo, la storia e l'economia, le visioni e le previsioni.

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La guerra democratica
Massimo Fini
Chiarelettere, 2012
​Dopo il collasso del contraltare sovietico le Democrazie, Stati Uniti in testa, hanno inanellato, in vent'anni, otto guerre di aggressione. La "guerra democratica" non si dichiara, ma si fa, con cattiva coscienza, chiamandola con altri nomi. Col grimaldello dei "diritti umani" si è scardinato il diritto internazionale sul presupposto che l'Occidente, in quanto cultura superiore (moderna declinazione del razzismo), portatore di valori universali, i suoi, ha il dovere morale di intervenire ovunque ritenga siano violati. Il nemico, allora, non è più, schmittianamente, uno "justus hostis", ma solo e sempre un criminale. Essenzialmente tecnologica, sistemica, digitale, condotta con macchine e robot, la "guerra democratica" evita accuratamente il combattimento, che della guerra è l'essenza, perdendo così, oltre a ogni epica, ogni dignità, ogni legittimità, ogni etica e persino ogni estetica.

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Il concilio segreto
Ignazio Ingrao
Piemme, 2013
​Cene, vertici notturni, salotti, riunioni riservate. E poi ancora lobby e cordate, lettere, dossier occultati e rapporti segreti. Anche Giovanni XXIII ebbe i suoi corvi: durante l'assise conciliare i traduttori fecero trapelare all'esterno documenti riservati. I giornalisti protestarono, la segretezza dei lavori era stata violata. Perché la traduzione italiana del discorso inaugurale pronunciato da Roncalli non fu fedele alla versione originale latina? La massoneria riuscì davvero a infiltrarsi nei lavori del Concilio? A cinquant'anni di distanza, il racconto dei retroscena mai svelati del Concilio Vaticano II sembra quasi una spy story in cui emergono le radici delle attuali divisioni interne alla gerarchia cattolica, ma soprattutto il "tradimento" dello spirito di rinnovamento della Chiesa desiderato da chi inventò la più grande assise di vescovi e cardinali della storia: Giovanni XXIII.

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Mia sorella Emanuela sequestro Orlandi
Pietro Orlandi
Anordest, 2012
​Emanuela Orlandi, cittadina vaticana di 15 anni, figlia di un commesso pontificio, sparì il 22 giugno 1983, nel centro di Roma, mentre tornava a casa dopo la lezione di musica. Inghiottita da un intrigo internazionale senza precedenti, che è diventato uno dei più torbidi gialli del secondo Novecento. Terrorismo turco, servizi segreti dell'Est, Cia, intelligence italiana, Vaticano, Ior, banda della Magliana... Per la prima volta Pietro Orlandi ripercorre tutti i misteri legati al sequestro di sua sorella, che considera un "proseguimento" dell'attentato a Giovanni Paolo II, avvenuto il 13 maggio 1981. Le sue rivelazioni sono clamorose. Pietro mette a disposizione la trascrizione integrale del suo faccia a faccia con il feritore del papa, Ali Agca, che ha incontrato in Turchia nel 2010. Fornisce una nuova prova sull'esistenza in vita di sua sorella due mesi dopo la scomparsa, quando fu vista in un paese vicino Bolzano. Svela che, dietro una delle sigle che per mesi tennero l'Italia con il fiato sospeso, c'erano gli 007 nostrani. Parla di un'ultima pista in Marocco. Incalza la magistratura italiana a proseguire nelle indagini. Chiede al Vaticano di abbandonare ogni reticenza "in nome della parola del Vangelo". E, in questa nuova edizione del libro, rivela il contenuto di una "nota riservata" sul caso Orlandi scritta nel gennaio 2012 e destinata a papa Ratzinger e di suoi colloqui con le alte gerarchie ecclesiastiche. Prefazione di don Luigi Ciotti. Commento di Walter Veltroni.

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Il metodo Merkel
Veronica De Romanis
Marsilio, 2009
​Angela Merkel entra in politica relativamente tardi, ma recupera in fretta con un'ascesa irrefrenabile che la porta a diventare la prima donna a capo della Repubblica Federale Tedesca, punto di riferimento nel processo di integrazione europea e a livello mondiale. Eppure è ancora definita "la donna del mistero", un leader che sfugge alle definizioni, non appare particolarmente carismatico e non si appoggia ad alcuna ideologia. Veronica De Romanis racconta la novità del suo modo di fare politica: un mix di pragmatismo, scientificità, strategia e autenticità. Un vero e proprio "metodo Merkel" che l'autrice ricostruisce partendo dalla biografia della Cancelliera. Personaggio complesso, con un passato atipico e un percorso di studi scientifico inusuale per uno statista, la Merkel ha dalla sua una serie di caratteristiche che le hanno spianato la via del successo. Capacità, spirito di sacrificio, rigore e soprattutto la passione per la libertà, frutto dell'esperienza sotto il regime dell'Est. Una buona dose di cinismo, freddezza e calcolo politico le hanno consentito di trarre vantaggio dai fallimenti altrui. Spesso sottovalutata, ha saputo fare della miopia dei suoi avversari la sua forza. Infine l'innegabile favore del destino: si è sempre trovata nel posto giusto al momento giusto e non si è mai tirata indietro.

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Io voto Shakespeare
Marco Follini
Marsilio, 2012
​Shakespeare e la sua immaginazione sono il punto di partenza per questa curiosa analisi sullo stato della nostra politica condotta da Marco Follini. I testi del Bardo hanno plasmato la nostra civiltà letteraria e rivelato non poche verità politiche. Soprattutto, nell'opera di Shakespeare, è la coscienza a emergere, e il suo valore nel discorso pubblico. È proprio questo, a ben vedere, il punto in cui la nostra trama politica si è spezzata: sul palcoscenico italiano si affollano grida e stridori, promesse e imbrogli, proclami e furbizie, ma manca l'onestà intellettuale di ascoltare quella vocina che dentro di noi ci avverte quando stiamo sbagliando, o facendo del male, o giocando sporco, o tradendo noi stessi e i nostri principi. O più semplicemente esagerando. Addentrandosi nella selva dei personaggi del teatro shakespeariano si rimane sorpresi nel trovare affinità e similitudini con la politica dei nostri giorni e l'evasione diventa un modo per ritrovare il senso delle proprie azioni, per immaginare un altro mondo, e un'altra politica.

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Privilegium
Michele Ainis
Rizzoli, 2012

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Come un gufo tra le rovine
Filippo Ceccarelli
Feltrinelli, 2013
​Il teatrino del Belpaese durante la Seconda repubblica è rappresentato con acuta ironia da Filippo Ceccarelli in il Come un gufo tra le rovine. Tutti puntano il dito contro Berlusconi, il principe dei raccontastorie, delle battute fuori luogo, dei processi, ma per l’autore del saggio il problema è l’Italia stessa, la sua trasformazione in una parodia di se stessa, la sua cultura diventata solo astratta dimostrazione di sapere e nulla di più. Con attento lavoro giornalistico ed editoriale, Ceccarelli ha seguito negli anni l’evolversi della politica e del ritratto del Paese annotando frasi di giornali, di blog, ascoltando trasmissioni radiofoniche o assurde trasmissioni televisive. Ci si guarda allo specchio in Come un gufo tra le rovine perché in questo quadro complessivo emergono piccole verità e piccoli aspetti del vivere quotidiano che riguardano tutti noi e che comprendono ormai l’individuo oltre che la società. Il cosiddetto berlusconismo si è infiltrato in tutti i rami della vita e ci riguarda più della politica, più delle tasse, più della tv. L’Italia è una commedia farsesca in cui Arlecchino e Pantalone se la raccontano e la raccontano a chi li guarda, li ascolta e persino li vota. Nessun personaggio esce con gloria da questo saggio perché gli eventi, i fatti, le battute, le figuracce, le offese fatte da ognuno di loro sono talmente tante che Ceccarelli potrebbe prodigarsi in numerosi seguiti del libro. Sono ricordi che vorremmo cancellare, ma che invece dobbiamo ricordare e che l’autore ci riporta alla memoria con un humour nero, dissacrante e senza pietà, che fa sorridere amaramente. L’Italia cambia faccia sia esteticamente con un paesaggio deturpato sia moralmente con un’assenza di principi e di etica che non si ricordano nemmeno nei tempi più oscuri del Medioevo. Come un gufo tra le rovine è da tenere nel comodino per una sorta di memoir sul come siamo e sul come non vorremmo essere più.
 

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Giorgio Napolitano
Paolo Franchi
Rizzoli, 2013
​“Probabi lmente Giorgio Napolitano non avrebbe gradito affatto, nemmeno nell’aprile del 1944, essere definito ‘un intellettuale di avanguardia’, come ha detto Togliatti e come vuole un lessico marxistaleninista che gli è sempre andato stretto” scrive Paolo Franchi. “Ma è ancora più probabile che, senza la svolta di Togliatti, comunista, o almeno comunista a tempo pieno, non sarebbe diventato mai.” A Napoli, durante la guerra, le sue prime passioni di giovane antifascista sono il cinema, il teatro, la letteratura, la poesia, la musica, vissute, al liceo Umberto e all’università, con molti ragazzi che si faranno strada, da Raffaele La Capria a Giuseppe Patroni Griffi, da Rosellina Balbi ad Antonio Ghirelli. Ma la sua via all’antifascismo e al Pci passa anche per la scoperta dell’umanità dolente del ricovero antiaereo scavato davanti alla casa borghese della sua famiglia, sotto Palazzo Serra di Cassano, dove, per sfuggire a bombardamenti feroci, la povera gente dei “bassi” e del Pallonetto Santa Lucia si mescola con i “signori” dei piani alti. È in quel rifugio che Napolitano si scopre per la prima volta in grado di reagire persino agli eventi più drammatici con grande autocontrollo e ragionevole fatalismo, dimostrandosi capace di non perdere la calma “neppure di fronte all’Apocalisse”, come gli riconosce, sorpreso e ammirato, Curzio Malaparte. È una virtù innata, ma anche molto coltivata, che praticherà per tutta la vita. Prima nel Pci, dove sin dai suoi primi passi in politica avrà per maestro Giorgio Amendola. Poi in Europa e nelle istituzioni, da presidente della Camera e soprattutto da capo dello Stato. In queste pagine Paolo Franchi, che lo conosce sin da quando nei primi anni Settanta era un dirigente della gioventù comunista, racconta la profonda vocazione politica che ha condotto Napolitano a condividere e indirizzare il travaglio del suo partito, diventando un esempio indiscusso di autorità morale, anche nella crisi economica e istituzionale che stiamo attraversando.

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L'Itala dimenticata
Luigi Tivelli
Rubbettino, 2013
​Un debito pubblico di 2 mila miliardi di euro. Una disoccupazione giovanile ai massimi storici. Un'etica pubblica, un senso dello Stato e un senso civico ai minimi storici. Un Mezzogiorno abbandonato al suo destino. Un'enorme evasione fiscale. Un ventennio con la crescita media del PIL vicina allo zero. Il livello dei consumi fermo al 1997. Il dilagare dell'antipolitica e del neopopulismo. Sono questi i cardini dell'eredità che ci ha lasciato la brutte epoque, racchiusa negli anni fra il 1994 e il 2011. Tutto questo è avvenuto perché le classi politiche (e buona parte delle classi dirigenti), negli anni della brutte epoque hanno "dimenticato l'Italia", e i suoi veri problemi. La "rivoluzione liberale" promessa si è invece rivelata una pericolosa miscela esplosiva di vacua demagogia, deteriore populismo, negazione della realtà dei problemi, e corporativismo accattone. Se tante sono le responsabilità della destra, pure la sinistra spesso è stata obnubilata anche da un antiberlusconismo di comodo che, accanto a una certa dispersione di forze e demagogia, ne ha offuscato la capacità di governare o di essere una seria opposizione. Sulla base di questa impostazione, Luigi Tivelli, che ha potuto man mano osservare "accanto alla stanza dei bottoni" il degrado progressivo dei governi e la progressiva impotenza dei Parlamenti, ripercorre, tramite capitoli basati su una scrittura insieme plastica e divulgativa (e alternando diagnosi e proposte innovative), le tante "dimenticanze", in materia politica.

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L'aria che tira
Myrta Merlino
Sperling&Kupfer, 2012
 

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Finale di Partita
Gianfranco Pasquino
Università Bocconi Editore, 2013

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I segreti della mente
Vittorino Andreoli
Rizzoli, 2013
​"C'è un sogno che mi accompagna da molti anni: scrivere un manuale che, anziché indirizzarsi ai medici, agli psichiatri o agli psicologi clinici, parli a tutti. Oggi, in queste pagine, il mio sogno trova finalmente concretezza." In questa nuova opera, Vittorino Andreoli ci insegna con chiarezza e serenità ad affrontare i primi segni di disagio o disturbo mentale a partire dai progressi scientifici raggiunti in questo campo. Se in passato infatti si tendeva ad attribuire le malattie della mente a un determinismo genetico o familiare, oggi sappiamo che è possibile risolverle, o per lo meno attenuare le loro manifestazioni, intervenendo subito. "Nei miei cinquant'anni di psichiatria" scrive Andreoli "sono rimasto talora persino sconvolto dall'osservare che persone vicine a un adolescente con comportamenti devastanti, o a un anziano che ha precorso la morte naturale con un suicidio, hanno minimizzato segnali che invece erano chiari." Grazie alla sua esperienza di una vita trascorsa a fianco dei pazienti, Andreoli riesce a parlare sia a chi sta male mentalmente sia a chi deve vivere vicino alla sofferenza degli altri: adulti, adolescenti, anziani. Il risultato è un percorso mirabile fra le emozioni e tutte le loro manifestazioni, da quelle più comuni come la paura o l'ansia, a quelle più complesse come la tristezza, aiutandoci a individuare i segnali d'allarme prima che sia troppo tardi.

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In Fondo a Destra
Antonio Polito
Rizzoli, 2013
​A meno di cinque anni dal maggio 2008 (quando il Popolo della Libertà conquistò il governo del Paese e, tra altre, le città di Roma e Milano), il bilancio della destra italiana è disastroso. È in frantumi il berlusconismo che l'ha assorbita e inquinata. Sulla scena locale sono fallite le amministrazioni di Storace, Alemanno e Letizia Moratti, sul piano nazionale non è mai decollato il progetto di Fini di costruire una destra liberale, alternativa a quella di Berlusconi. In questa analisi spietata e disillusa, Polito dimostra che la parabola tragica degli ultimi mesi non è che la conclusione di una lunga serie di sconfitte: dalla Destra storica fino al fascismo, dalla Repubblica Sociale al crollo dell'Msi negli anni Settanta. E lo fa toccando molti nervi scoperti della classe politica nel suo insieme e della società civile.

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Il Partito di Grillo
Elisabetta Gualmini; Pierluigi Corbetta
Il Mulino, 2013
​Capace di suscitare entusiasmi e speranze pari ai timori e alle ripulse, il "grillismo" sembra più di una meteora del costume: forse sarà un nuovo protagonista degli equilibri politici italiani, forse, come promette e minaccia, li farà saltare. In ogni caso, sarà bene conoscere il fenomeno più da vicino, al di là del clamore giornalistico. Con l'aiuto dell'Istituto Cattaneo, il lettore potrà scoprire le ragioni del successo del M5s e potrà quindi, alla vigilia delle prossime elezioni politiche, su cui Grillo si sforza quotidianamente di mettere un'ipoteca, inquadrare bene il movimento e la sua organizzazione dentro e fuori la rete, il rapporto tra la base e il condottiero-blogger, le relazioni tra eletti e militanti, l'uso delle tecnologie informatiche e della "web democracy", il ruolo delle tradizioni civiche e la capacità di proiezione a livello nazionale.

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Un paese migliore
Claudio Siciliotti; Enrico Zanetti
Dalai Editore, 2012
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L'inverno di Monti
Giulio Sapelli
Guerini e Associati, 2012
"Tutto è instabile, tutto rischia di rovinarci addosso. E proprio in questa situazione il Presidente della Repubblica Italiana pensa di sortire da essa con una sorta di imitazione delle dittature romane che abbiamo studiato perché amavamo e amiamo i classici [...]. La prassi con cui si è proceduto alla nomina di Mario Monti prima senatore a vita, poi Primo Ministro, ricorda l'essenza del processo di nomina del dictator romano".

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Il secolo lungo della modernità
Philippe Daverio
Rizzoli, 2012

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Green Italy
Ermete Realacci
Chiarelettere, 2012

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Ci vorrebbe una Thatcher
Antonio Caprarica
Sperling&Kupfer, 2013
​Al centro di questo libro c'è un Paese considerato il "grande malato d'Europa": la sua industria è in declino, il costo della vita minacciosamente cresciuto, il debito pubblico incontenibile, tanto che il governo è sul punto di chiedere l'aiuto del fondo monetario internazionale. Sembra una fotografia dell'Italia di oggi, e invece è il ritratto della Gran Bretagna alla fine degli anni Settanta, poco prima che a Downing Street arrivasse la più intransigente esponente dei conservatori britannici, Margaret Thatcher. Con una fede incrollabile nel liberismo, la Lady di Ferro somministrò al Regno una medicina amarissima, fatta di tagli alla spesa, privatizzazione delle aziende statali e deregulation. Una cura che sembrò, sulle prime, ammazzare il paziente, ma che al contrario lo guarì in breve tempo. Perché ricordare oggi la dura lezione dell'inflessibile Maggie? Innanzitutto per paragonarla con la sorte toccata alle misure proposte dal governo dei tecnici, con le liberalizzazioni "al ragù" e i provvedimenti sulla spesa pubblica tutti pesantemente ridimensionati dalle resistenze di corporazioni e caste in rivolta. E poi per scoprire come si vive in una nazione dove l'economia è governata dalle regole del mercato e della concorrenza e le istituzioni operano in modo trasparente. Un confronto, a tratti provocatorio, che Antonio Caprarica tratteggia in agili capitoli cercando di rispondere a una questione annosa: perché è così difficile fare dell'Italia uno Stato europeo moderno?
 
 

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Dal Celodurismo a Yes we can
Irene Pivetti; Alessio Roberti
Alessio Roberti, 2013
​La politica si nutre di parole. Dalla torre d'avorio del politichese all'impatto emotivo del turpiloquio, dall'uso sapiente della metafora alla forza trainante dello slogan perfetto, alcuni politici dimostrano di conoscere a fondo il potere del linguaggio, manifestando quella che gli autori definiscono intelligenza linguistica. Fortunatamente anche noi cittadini elettori possiamo acquisire questa abilità, diventando noi per primi linguisticamente intelligenti e imparando così a distinguere tra i discorsi dei politici e quelli dei politicanti. Un'analisi asciutta e puntuale che rivela gli aspetti più significativi dell'attuale comunicazione politica, scritta a quattro mani da Irene Pivetti, giornalista e politica d'eccezione, e Alessio Roberti, sociologo ed esperto di intelligenza linguistica. Una prospettiva diversa attraverso cui leggere e ascoltare i messaggi di chi chiede il nostro voto e, in vista della prossima competizione elettorale, acquisire un nuovo strumento di giudizio.

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2013? Sopravvivere
Riccardo Sorrentino
Iemme Edizioni, 2013
​Entriamo nel 2013 con tante speranze, ma anche tante ansie e dubbi. Il 2013 sarà un anno che ci aiuterà a uscire dalla crisi? L'Europa e il mondo riusciranno a capire che l'unione fa la forza? Saremo più felici, più innamorati e con meno problemi economici?". Quanti interrogativi importanti. L'Astrologia e Riccardo Sorrentino possono aiutarci per tutto il 2013 dettandoci, giorno per giorno, mese per mese, segno per segno, i tempi giusti per gestire le dificoltà e sfruttare al meglio i momenti propizi. "Segno per segno, giorno per giorno" non è quindi, il consueto oroscopo dell'anno, ma un compagno di viaggio, da portare sempre con sé, da leggere e sfruttare dal gennaio 2013 al gennaio 2014, con i giorni per osare e quelli per essere cauti, pazienti (e anche strategici) sia in amore che negli investimenti e nel lavoro. In questo libro poi, tanti consigli per stare meglio con noi stessi e per gestire al meglio le nostre risorse isiche con un alimentazione e un ritmo esistenziale più naturale ed equilibrato& e tante altre sorprese, mese per mese.

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La fine del mondo. Guida per apocalittici perplessi
Telmo PIevani
Il Mulino, 2012
​Ogni cultura ha predetto inutilmente la sua fine, noi stessi siamo figli di catastrofi altrui. Estinzioni di massa e colossali ecatombi del passato hanno infatti più volte segnato un nuovo inizio per altre forme di vita. La "catastrofe", intesa come resa dei conti finale con la storia, ci affascina da sempre perché soddisfa bisogni psicologici e vincoli cognitivi, magnificamente rappresentati dall'immaginario classico della fine del mondo interpretata come catarsi risolutiva, punizione, vendetta. Il 21 dicembre 2012 - presunto compiersi di un ciclo di calendario dei maya - segna ancora una volta l'avvicinarsi di una fine imminente. Telmo Pievani ci accompagna in un viaggio fino alla fine del mondo guidandoci attraverso le parole chiave dell'attesa: apocalisse, disastro, nemesi, estinzione. Tra scienza, filosofia e letteratura, un messaggio di umiltà evoluzionistica e di accettazione della contingenza della vita sulla Terra, per decidere che cosa fare quando anche questa volta il mondo non sarà finito.

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Elogio dell'egoismo

Alto Adige, 2012
​"Questo libro non è una vera e propria apologia dell'egoismo, ma un invito a pensare di più a se stessi. O se volete: a non farsi male ogni giorno più di quanto ce ne fanno gli altri. In un mondo dove lo Stato ormai rapina i contribuenti con le tasse e non restituisce i servizi che i politici promettono durante le campagne elettorali (l'Italia insegna) e in cui le religioni predicano cose tanto belle ma non offrono esempi edificanti, vale la pena riscoprire l'amor proprio. O, quanto meno, arrangiarsi per sopravvivere. Insomma, non lasciamoci schiacciare da questo o quello, perché nessuno alla fine ci ringrazierà. Le opere buone, dopo aver dato agli altri quel che ci è possibile, è giunto il tempo di compierle anche e soprattutto per noi. I periodi di crisi inducono alla legittima difesa. Poi penseremo meglio anche al prossimo. Come? Con filosofia o con qualcosa che le assomiglia."

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L'egoismo è finito
Antonio Galdo
Einaudi, 2012

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Elogio dell'amicizia
Paolo Crepet
Einaudi, 2012
​Il legame sociale e affettivo più nobile, l'amicizia, in un libro che ne rivela la forza consolatoria e al tempo stesso rivoluzionaria, in un'epoca segnata dalla crisi e dalla banalizzazione dei sentimenti. Col tono sobrio ma appassionato di sempre, Paolo Crepet indaga l'amicizia, sentimento "più dogmatico dell'amore", che non conosce sfumature di comodo, per ridarle dignità. Si interroga sulle amicizie maschili e femminili, sul loro rapporto con l'amore e con il sesso, con il dolore e con la morte, con la fedeltà e il tradimento. E ancora sull'amicizia tra genitori e figli e sul senso che essa ha all'epoca dei social network. Rivelandoci il potere che rivestono nella nostra vita le relazioni che non giudicano e non ricattano, ma chiedono complicità e gratuità. E lasciandoci nella mente alcuni ritratti indimenticabili, che con leggerezza e ironia trattengono qualcosa del passato, e ci fanno intuire che nell'amicizia il tempo non è mai perduto.

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Il Salasso
Dino Pesole
Castelvecchi, 2012
​La pressione fiscale si avvia a raggiungere il livello record del 45.3% del PIL. È l'effetto della crisi e delle manovre di finanza pubblica approvate nel 2011 per evitare che l'Italia finisse nel baratro. In realtà i contribuenti fedeli sopportano un carico fiscale ben più elevato, a causa del persistente e intollerabile livello di evasione: tra i 120 e i 150 miliardi l'anno, secondo le più recenti stime. In tale contesto, la politica fiscale del governo Monti si è orientata verso un potenziamento degli strumenti repressivi, alcuni dei quali con notevole impatto mediatico come i blitz della Guardia di Finanza in località simboliche come Cortina. L'attività di repressione e di deterrenza è fondamentale ma non basta. Occorre puntare su un nuovo, diverso e più civile rapporto tra fisco e contribuenti, che conduca nel tempo ad aumentare il livello di quella che gli esperti definiscono la "tax compliance", l'adesione spontanea all'adempimento fiscale: è la strada maestra per recuperare gettito e riequilibrare un sistema fortemente disomogeneo e iniquo. L'autore, esperto di politica economica, propone un drastico cambio di marcia che investa prima di tutto l'amministrazione finanziaria. Semplicità, correttezza, trasparenza, tempestività: a questi quattro criteri base si dovrebbe affiancare il principio della premialità. Prefazione di Carlo Azeglio Ciampi, introduzione di Sergio Rizzo.

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Lotta di tasse. Idee e provocazioni per una «giustizia fiscale»
Francesco Delzìo
Rubbettino, 2012

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Forza senza legittimità
Piero Ignazi
Laterza, 2012
​Che cosa è un partito e a cosa serve, oggi? In tutto l'Occidente soffiano venti di protesta e disaffezione nei suoi confronti. "Il cahiers de doléances" è molto lungo. I partiti non interpretano più le opinioni dei cittadini, pensano solo ai loro interessi, sono corrotti inefficienti e incapaci, sono ferri vecchi ereditati da un passato lontano, morto e sepolto, creano solo disordine e divisione. Non sono accuse nuove. Risuonano più o meno dalla loro nascita. I partiti hanno sempre creato una sorta di ansia sociale. Perché dividevano il corpo sociale, creavano passioni spesso incontenibili e portavano a conflitti rovinosi. Insomma, i partiti erano e sono tuttora considerati all'origine di tutti i mali. Eppure non c'è scampo: senza partiti non c'è democrazia. Se vogliamo un sistema pluralista e democratico dobbiamo "tenerci" dei partiti. Questo libro sostiene che i partiti non solo rimangono strumenti ineludibili per l'organizzazione del consenso e la scelta dei rappresentanti, ma sono oggi più "forti" di un tempo. Sono in ritirata sul territorio dove hanno perso quasi ovunque iscritti e chiuso sedi; al contempo, però, hanno accentrato e verticalizzato le loro risorse nelle strutture centrali nazionali e nelle assemblee rappresentative. Oggi dispongono, nei quartieri generali e nei gruppi parlamentari e consiliari, di una quantità di personale, strutture e finanziamenti molto superiore al passato...

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IL CULO E LO STIVALE
Olivero Beha
Chiarelettere, 2012
​Con poche e chiarissime pagine, l'autore disegna lo stato comatoso del paese: il grido di dolore è intergenerazionale e senza sconti, con una rassegna rapidissima di nomi e cognomi, a partire dai vertici del paese, dello Stato, del Potere variamente declinato. Beha si domanda come uscire da queste sabbie mobili, ammesso che sia ancora possibile uscirne. Non basta certo più "resistere", bisogna organizzare uno spirito partigiano che ci permetta di vincere questa guerra che in realtà è una "pace incivile" mascherata da scadentissima vita collettiva e da contrapposizioni becere e truffaldine. Occorre tessere una tela tra associazioni che dal basso facciano sentire la loro voce, specie attraverso la rete, e coinvolgere i comuni con amministratori irreprensibili (e ce ne sono) perché al centro della politica il marcio avanza più rapidamente.

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Ricchi e Poveri
Nunzia Penelope
Ponte Alle Grazie, 2012
​Un paese ricco, abitato da poveri: questa è l'Italia della crisi. Un paese che dispone di una ricchezza privata da novemila miliardi, quasi cinque volte il debito pubblico: ma il debito è di tutti, la ricchezza di pochi. I dieci italiani più ricchi possiedono quanto i tre milioni più poveri, i primi venti manager guadagnano quanto quattromila operai, mentre gli stipendi medi sono a un soffio dalla soglia di povertà e mettono a rischio la sopravvivenza anche dei fortunati che hanno ancora un lavoro. Incrociando i dati economici con l'osservazione di fatti e tendenze, Nunzia Penelope mette per la prima volta a confronto l'Italia di chi può avere tutto con quella di chi non ha più niente: dagli stipendi d'oro ai sussidi dei cassaintegrati, dalla casa al cibo, dalla scuola alla salute, passando per le vacanze, l'abbigliamento, gli svaghi. Ne emerge un paese in cui la disuguaglianza ha raggiunto record impensabili, in cui convivono chi colleziona case e chi vive in camper perché non ha più una casa, chi fa shopping col jet privato e chi non può fare nemmeno la spesa, chi mangia a cinque stelle e chi si mette in fila alla Caritas. Un paese in cui la maggioranza stringe la cinghia e non vede l'uscita dal tunnel, mentre una ricca minoranza è già oltre la crisi, o non c'è mai entrata. Quanto potrà durare tutto questo, prima che gli esclusi rivendichino la loro parte?

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Promemoria Italiano
Roberto Napoletano
Rizzoli, 2012
​"Telefonami tra vent'anni" diceva una bellissima canzone di Lucio Dalla. "Promemoria italiano" parte da qui ed esprime l'auspicio che tra vent'anni, nel 2032, non accada più quello che è successo nel 2012 rispetto a Mani pulite del '92. Per evitare di tornare a constatare che la corruzione si è ampliata e uscire stabilmente dalla sua lunga crisi civile, l'Italia dovrà ritrovare lo spirito del Dopoguerra. Avremo bisogno di uomini della tempra di un De Gasperi o di un Vanoni, di un Costa o di un Mattioli e di uno o più eredi del pragmatismo contadino di Di Vittorio. Avremo bisogno di ritrovare i valori cattolici e laici di un tempo custoditi in piccole storie familiari, cose semplici che si tramandano di generazione in generazione, e costituiscono l'anima più profonda di un popolo. Soprattutto, avremo bisogno degli italiani. Che dovranno credere in se stessi, recuperare l'orgoglio, il gusto della fatica, il senso dello Stato, l'entusiasmo e la determinazione che consentirono, in pochi anni, di trasformare un'economia agricola in una delle più grandi economie industrializzate del mondo. Uomini e fatti di ieri e di oggi, raccontati in questo Promemoria con una scrittura narrativa, ci dicono che l'Italia ha tanti vizi ma è un grande Paese e può farcela. Dipende solo da noi.

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«Purché se ne parli». Dietro le quinte di 50 anni di cinema italiano
Enrico Lucherini; Nunzio Bertolami
Palombi Editori, 2012
​Enrico Lucherini, il più noto press-agent cinematografico, festeggia con questo grande volume ricco di fotografie, molte delle quali inedite, i 50 anni di attività professionale interamente dedicata a "lanciare" film e nuovi attori ed attrici grazie a delle geniali trovate pubblicitarie e all'invenzione di veri e propri scoop inventati di sana pianta; le cosiddette Lucherinate sinonimo di trovata choc per imporre un film o un personaggio all'attenzione del grande pubblico e dei media.. Oltre 100 film raccontati grazie ad un nutrito corredo di immagini fotografiche, di locandine cinematografiche oltreché attraverso gli aneddoti e le trovate pubblicitarie che hanno decretato il successo delle pellicole ed il lancio di attori ed attrici fino ad allora sconosciuti al grande pubblico. Sfogliando le pagine del volume si conoscerà la vera storia del lancio nell'olimpo cinematografico della Spaak nel film I "dolci inganni" e della Loren nel film capolavoro "La Ciociara". Si ripercorrerà la storia ed il successo del "Gattopardo" fino al grande successo di Virzì dal titolo "Ovosodo" e di "Baarià" di Tornatore con succosi retrroscena sulla scelta del titolo. Non mancheranno episodi gustosi e piccanti come quelli, tra gli altri, che sono dietro al successo del film del maestro del cinema erotico italiano, Brass dal titolo "Così fan tutte" che lanciò la sconosciuta Claudia Koll trasformandola in un'icona della bellezza femminile.

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Tutto a posto e niente in ordine. Vita di una regista di buonumore
Lina Wertmüller
Mondadori, 2012
​"Sono nata a Roma, in una villetta rosa, dietro piazza Cola di Rienzo, a circa trecento metri dalla casa dove vivo tuttora. Mentre nascevo, nella camera volava insistentemente un moscone. Mio padre, Federico Wertmüller, nonostante fosse uno spirito laico, non portato alla parapsicologia, pensò che un oggetto di dubbia consistenza e di dubbia provenienza come l'anima di un defunto si fosse materializzato in quell'insetto, e che si trattasse di suo suocero, il cavalier Arcangelo Santamaria Maurizio, morto lo stesso mese, in attesa di trasmigrare nella nuova Arcangelina (cioè la sottoscritta), non appena fosse stata deposta nella culla con un dito in bocca e un ciuffetto di capelli arruffati." Non poteva che cominciare così, all'insegna di un ricordo bizzarro quanto surreale, la vita di Arcangela Felice Assunta Job Wertmüller von Elgg Esapañol von Brauchich, per tutti Lina Wertmüller. Esagitata e rompiscatole fin da bambina, ma già con una grande carica di simpatia, scopre giovanissima la passione per il teatro e in poco tempo, dopo essersi iscritta all'Accademia di Pietro Scharoff e aver collaborato con i migliori registi teatrali, da Giorgio De Lullo alla mitica coppia Garinei&Giovannini, diventa un vero e proprio "topolino da palcoscenico", allestendo scenografie, scrivendo copioni, pièce, commedie musicali. Sarà però il cinema a conquistarla e a renderla famosa in tutto il mondo.

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ADDIO, GRAN SECOLO DEI NOSTRI VENT'ANNI
Giampiero Mughini
Bompiani, 2012

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RAZZA STRACCIONA
Sergio Rizzo
Rizzoli, 2012
​C'è il re delle cliniche romane che compra un ospedale da don Verzè e pochi mesi dopo lo rivende allo Stato guadagnandoci quasi il 20 per cento. C'è il "very powerful executive chairman" che fa precipitare le azioni della Telecom appena privatizzata e una decina d'anni dopo torna alla carica per rilanciare un marchio automobilistico decotto grazie a improbabili investitori indiani, o forse cinesi, risultato: fallimento. C'è il finanziere amico dei politici che fa crac dopo aver intascato per sé e regalato ai figli decine di milioni della società quotata in borsa. C'è l'imprenditore turistico che ricicla i soldi dei boss, il faccendiere che era iscritto alla P2 in affari con un ex assessore di Cl... Insomma, la razza padrona degli anni Settanta si è trasformata nella razza stracciona di oggi. Intrecci pericolosi tra banche, fondazioni, assicurazioni e poteri pubblici locali e nazionali, connivenze tra controllori e controllati, meccanismi di selezione che premiano familiari e amici indipendentemente da meriti e capacità, una concezione distorta dell'impresa, incompatibile con le regole del capitalismo evoluto e moderno: sono solo alcuni dei vizi della nostra economia e della nostra società che Sergio Rizzo analizza in questo romanzo horror in forma di inchiesta. Non ci è rimasto molto tempo, per evitare che a finire in liquidazione sia tutta l'Italia.

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NON E' UN PAESE PER GIOVANI
Alessandro Rosina
Marsilio, 2009
​Da sempre sono i giovani la parte più dinamica di una società: sono loro a travolgere le barriere della tradizione, a proporre inedite letture della realtà. Eppure in Italia, per le nuove generazioni, questo non vale. Scopertesi improvvisamente "rapinate" del proprio futuro, non accennano a reagire. Il conflitto generazionale è disattivato. Manca la spinta al rinnovamento e la società rimane rigida, poco reattiva davanti alle grandi sfide. Gli autori analizzano senza sconti le responsabilità di due generazioni, in modo diverso protagoniste in negativo dell'Italia di oggi. Padri che monopolizzano spazi e risorse disponibili, senza curarsi del bene comune; figli che dipendono morbosamente dalla famiglia, senza coraggio né capacità di immaginare un futuro diverso: sono alcuni dei motivi che rendono l'Italia un paese che non cresce, dove i giovani hanno scarso peso e poca voce. Sullo sfondo un interrogativo ineludibile: è ancora possibile, per i figli, un pieno riscatto o appare sempre più concreta l'inquietante ipotesi di un "salto di generazione"?

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STORIA SEGRETA DEL CAPITALISMO ITALIANO
Cesare Romiti
Longanesi, 2012
​Cesare Romiti ha attraversato cinquant'anni di storia italiana. Lo ha fatto non solo come manager, amministratore delegato e presidente della Fiat prima e presidente della Rcs poi, ma anche da protagonista di un sistema che univa finanza, capitalismo delle grandi famiglie e politica, in un intreccio che ha prodotto insieme frutti virtuosi e perversi. Un sistema che Romiti ha perfettamente incarnato, aiutato anche dall'essere stato per ventiquattro anni il rappresentante della prima e più blasonata industria italiana, un ruolo che gli consentiva di giocare a tutto campo anche fuori dai suoi cancelli. Così, anche per il suo strettissimo legame con la Mediobanca di Enrico Cuccia, non c'è stata grande operazione che lo abbia visto estraneo, o personaggio della vita pubblica con cui non abbia avuto a che fare. Unendo indubbie capacità professionali, un forte decisionismo e un innato senso del potere, Romiti è stato il capostipite di una nuova figura, quella del manager-padrone che provvisto di un mandato forte da parte degli azionisti gestiva l'azienda in completa autonomia e la rappresentava ai tavoli della politica e del confronto tra le parti sociali. Da Gianni Agnelli a De Benedetti, dal terrorismo a Mani Pulite, dalla prima Repubblica a Berlusconi, molti episodi e personalità importanti della recente storia italiana sono strettamente intrecciati con la sua biografia. In questo libro, Romiti rilascia a Paolo Madron una confessione lucida e a tratti impietosa...

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La casa sopra i portici
Carlo Verdone
Bompiani, 2012
 ​La casa sopra i portici è un'autobiografia di Carlo Verdone. Il popolare attore italiano di origini romane si racconta, ripercorrendo tutte le tappe della sua vita, compiendo un viaggio nei propri ricordi che diverte, fa sorridere, sorprende e a tratti mette tenerezza. Il romanzo inizia con il ricordo della sua giovinezza e della casa del padre, a cui l'autore dedica ampio spazio. Verdone non si risparmia, raccontando tutto nei minimi dettagli. L'incontro con Vittorio De Sica, gli scherzi, il suo rapporto con gli altri appartenenti alla sua famiglia, con il padre Mario, importante critico cinematografico, con il fratello Luca, regista, e con la sorella Silvia, che divenne poi la moglie di Christian De Sica. Nel volume vengono narrate anche le esperienze di vita più intime, dalle prime esperienze sentimentali ai drammi famigliari. Numerose pagine sono dedicate al cinema, i suoi primi passi con Roberto Rossellini, i retroscena dei film, i rapporti con i colleghi e con gli amici, tra cui Sergio Leone, Massimo troisi e Federico Fellini. E poi la sua passione per la musica, i concerti, i Beatles. Gli incontri con importanti artisti del panorama musicale internazionale, tra cui David Bowie, i Led Zeppelin e David Gilmour. La casa sopra i portici racconta la vita di Carlo Verdone in tutte le sue sfaccettature, gli aneddoti e le curiosità di un uomo di spettacolo che durante la sua lunga carriera ha divertito intere generazioni, raccontando alcuni aspetti pittoreschi dell'Italia attraverso i numerosi personaggi che ha interpretato.

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Brutti Sporchi e Cattivi
Giovanni Valentini
Longanesi, 2012
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Senza più sognare
Paolo Guzzanti
Aliberti, 2012
Questo libro ha la forma pretestuosa di un'autobiografia, usala per ripercorrere il lunghissimo secolo breve del Novecento: si chiude infatti nel 1999, escludendo il primo decennio del nuovo secolo. Nato poche settimane dopo l'aggressione dell'Italia alla Francia nel 1940, Paolo Guzzanti ha condiviso con milioni d'italiani un'infanzia di guerra, un plumbeo dopoguerra, un'adolescenza intimidita dalla guerra fredda e, a seguire, tutte le gradazioni e degradazioni della storia civile e politica del Paese. Paolo Guzzanti sostiene che i capelli rossi sono stati il suo marchio di fabbrica e gli hanno insegnato a vivere in isolamento, più che in minoranza. Suo padre gli assicurava che non stingono e oggi lui conferma: i capelli rossi lasciano una traccia perenne che, fissando i ricordi, rallenta lo smaltimento del tempo. "Anche i padri lasciano tracce indelebili e io ho avuto la fortuna di sistemare i conti con il mio prima che se ne andasse nel suo modo ordinato, da ingegnere che prende atto dei difetti del mondo. Ci promettemmo, piando lo vidi a disagio nella sua bara, di non disturbarci a vicenda con i sogni se non per assoluta necessità".
 

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Banchieri,politici-e-militari
Innocenzo Cipolletta
Editori Laterza, 2012
 
"Ambizione di questo libro è contribuire a una visione d'insieme degli eventi politici ed economici che si sono intrecciati negli ultimi cinquanta anni e che, pur con diverse sembianze, sono sempre finiti per sfociare in crisi economiche. Non si può comprendere la crisi da petrolio del 1974 senza parlare della guerra del Vietnam e delle tensioni in Medio Oriente. Analogamente, la bolla finanziaria globale del 2008 è intimamente legata alle modalità con cui si è entrati in guerra contro il terrorismo internazionale. Non si possono immaginare scenari di economia stabili con politiche internazionali di scontro militare. Evidenziare i legami tra economia e politica, esplicitare la concatenazione degli eventi, tentare di capire dove va il mondo e quali potrebbero essere le prossime crisi globali, se si continua per questa strada, sono gli obiettivi di questo libro. La storia è una variabile che spiega molto degli eventi che viviamo. Purtroppo abbiamo tendenza a dimenticare troppo facilmente quello che è successo, così ripetiamo gli stessi errori convinti di fare cose nuove. Con il rischio che, alla fine, il mondo sprofondi nell'egoismo e nella voglia di nazionalismo che ogni tanto riemerge dalle ceneri dell'intelligenza umana. Anche di questo si parlerà, come un futuro da dimenticare".


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Uscire dalla crisi
Giulio Napolitano
Il Mulino, 2012
​"Uscire dalla crisi" è diventato a tutte le latitudini l'imperativo dominante nel discorso pubblico. Questo libro analizza le risposte all'emergenza economico-finanziaria elaborate a livello statale e in sede sovranazionale. E si interroga sulle trasformazioni istituzionali determinate da tali risposte. Ogni grande crisi, infatti, ha un profondo impatto sul ruolo dello Stato e sull'organizzazione della società. Basti pensare a quanto accadde con il crollo di Wall Street nel 1929. Oggi, dopo il default di Lehman Brothers, sono cambiati i paradigmi dominanti negli ultimi vent'anni. Il fallimento del mercato su scala globale ha richiesto salvataggi pubblici e nuove regolazioni finanziarie. Si sono adottati programmi di stimolo all'economia e si sono allargate alcune protezioni sociali. La crisi del debito sovrano, tuttavia, ha colto molti paesi "in mezzo al guado". Mentre la recessione era ancora in atto, hanno così cominciato a scarseggiare le risorse pubbliche necessarie a sostenere le politiche anticicliche. I governi sono stati anzi costretti a tagliare i programmi di spesa pubblica. A livello europeo, si sono introdotti vincoli fiscali più severi, insieme a meccanismi di assistenza finanziaria collettiva. In questo contesto, il ruolo delle istituzioni internazionali è stato potenziato, ma l'affermazione di un'efficace governance economica globale rimane ancora lontana.

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Manifesto Capitalista
Luigi Zingales
Rizzoli, 2012
Un​a delle prime vittime della crisi economica è stata la fiducia: chi aveva creduto che libertà e uguaglianza fossero raggiungibili grazie al libero gioco del mercato si è ritrovato amaramente deluso. Ma come è successo, e quando, che il sogno di prosperità per tutti del capitalismo si trasformasse in un incubo di ingiustizia e povertà degno del peggior comunismo sovietico? Quando si è diffusa l'idea che "fare impresa" voglia dire orientare le scelte politiche per favorire l'interesse di pochi a scapito della collettività, anziché impegnare il proprio talento nella ricerca di un futuro migliore, aperto a tutti? Se non rispondiamo a queste domande, abbandonandoci al populismo naif con il suo generico rifiuto dei meccanismi economici, rischiamo di perdere quello che rimane il migliore dei sistemi possibili: con tutti i suoi difetti, offre pur sempre le migliori opportunità al maggior numero di persone. Alla degenerazione del capitalismo finanziario, alimentato anche in Italia da nepotismo, corruzione e incompetenza, Luigi Zingales contrappone idealmente il liberalismo delle origini, l'antidogmatismo e la fiducia nell'armonica convergenza di interessi individuali e collettivi; difende il mercato come regno delle opportunità e della produzione di ricchezza al servizio dei cittadini, purché ripulito da lobby e monopoli che fanno pagare alla comunità i disastri che hanno provocato.

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Finanza senza paracadute
Marco Onado
Il Mulino, 2012
​"Le autorità di vigilanza si sono cullate nell'illusione che le regole già scritte fossero sufficienti e che i problemi potessero essere risolti dall'autoregolamentazione. Questo atteggiamento, alimentato dalla pressione delle lobby finanziarie, è stato il principale responsabile delle regole che non sono mai state scritte, il grande buco nero di questa crisi. Il nesso fra banche e politica era troppo forte perché la crisi, per quanto grave, potesse spezzarlo."

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L'informazione che non c'è
Michele Polo
Il Mulino, 2012
​"Se in passato c'è stato un problema di troppo pochi mezzi di informazione e quindi di un accesso limitato all'informazione, oggi, e per il futuro, la preoccupazione maggiore è che, in un mondo dove prevale semmai l'abbondanza nell'offerta di contenuti, ciascuno resti nel suo piccolo recinto di informazione amica e non si esponga mai all'ascolto di idee diverse dalle proprie."
 
 

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Parlerò solo di calcio
Tito Boerio; Sergio Levi
Il Mulino, 2012
​Un mondo che esclude i giovani talenti, inquinato dal potere mediatico e dalla corruzione, oberato dai debiti "Lo sport più amato dagli italiani è una metafora di problemi più generali che affliggono l'Italia?" "Risponderò come nei titoli di testa dei film: ogni riferimento a mali italici realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti al di fuori del mondo del calcio è da ritenersi puramente casuale. Oggi parlerò solo di calcio".

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Da dove veniamo?
Roberto Giacobbo
Mondadori, 2012
​"Quello che state per leggere non è un classico libro di storia, ma piuttosto un libro che ipotizza un'altra storia. Una storia lontana, tanto lontana da poter cambiare quello che conosciamo delle nostre origini. Ed è anche un po' un giallo: un'indagine, una raccolta di indizi alla ricerca di una verità che sarà sempre più difficile tenere nascosta. Siamo davvero sicuri di essere la prima civiltà evoluta che ha abitato questo pianeta? I primi esseri in grado di organizzare una società progredita? Per rispondere a queste domande non mi sono accontentato di quello che era scritto sui libri, ma ho intrapreso una vera e propria esperienza di vita. Da circa vent'anni ho cominciato una raccolta di materiale che con il passare del tempo si è fatta sempre più affascinante e concreta. Ho viaggiato e visto molto, e le fonti a cui ho attinto non sono solo testi scritti ma soprattutto uomini vivi e vegeti che mi hanno raccontato la loro storia, quella del loro popolo, dei loro siti archeologici. Ricordo ancora l'emozione nel prendere in mano e guardare con i miei occhi reperti di inesauribile mistero... Per andare oltre il materiale iconografico a disposizione, ho scattato molte foto, che ripropongo in questo libro assieme a tutte le suggestioni che mi hanno suscitato. La più grande trepidazione l'ho avuta infatti nello scoprire un filo rosso che sembra attraversare tutto il pianeta, un filo rosso steso da uomini antichi."

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Il Nobel e il Monaco
Luc Montagnier
Giunti Editore, 2012
​Il giornalista Philippe Harrouard modera il dialogo tra il Nobel per la medicina Luc Montaignier e padre Michel Niaussat, monaco cistercense impegnato nella difesa dei diritti dei carcerati, proponendo temi e spunti per il confronto tra due personaggi dalle vocazioni molto diverse. Nel silenzio e nella pace dell'abbazia della Trappe (nell'Orne) il discorso si muove toccando argomenti che spaziano dall'origine dell'universo e della vita al progresso scientifico e alla fede, fino agli scottanti temi di attualità posti oggigiorno dalla bioetica (procreazione assistita, clonazione, eutanasia), mettendo in luce le esperienze, le battaglie e i punti di vista dei due protagonisti. Il tono e lo stile colloquiale di questa intervista a tre voci fanno sì che i temi filosofici, etici e scientifici affrontati siano accessibili anche al grande pubblico.

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Il primo giorno senza cancro
Umberto Veronesi
Piemme, 2012
​A chi gli chiedeva se sarebbe mai potuto esistere un mondo senza mafia, Giovanni Falcone un giorno rispose: "Ha avuto un principio, ha una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine". Si può dire la stessa cosa riguardo al cancro? È una delle domande che il prof. Umberto Veronesi si sente rivolgere più spesso. Quanto ci separa dal primo giorno senza cancro? Arriverà l'alba della "mortalità zero"? Fra quanto tempo? Un libro che mette in luce i progressi effettuati in questo difficile cammino, le speranze più concrete per il domani, le nuove applicazioni e le certezze a cui aggrapparsi fin d'ora. Perché il primo giorno senza cancro è già oggi.

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La versione di Tosi
Stefano Lorenzetto
Marsilio, 2012
​Da bambino è scappato dalla scuola materna. Da liceale si è tuffato in Adige per recuperare un pallone. Da programmatore ha avviato una centrale idroelettrica nel Bangladesh. Da consigliere comunale ha portato una tigre al guinzaglio in municipio. Da sindaco di Verona ha esordito sostituendo il ritratto ufficiale di Giorgio Napolitano con quelli di Benedetto XVI e di Sandro Pertini. Per anni Flavio Tosi, il primo cittadino più popolare d'Italia ma anche l'unico condannato per istigazione all'odio razziale, ha fatto parlare di sé con le sue stravaganze: la proposta di un'entrata separata sui bus per gli immigrati, le multe ai clienti delle prostitute e dei vu cumprà e ai turisti che mangiano panini, le querele a raffica contro giornalisti e intellettuali. Poi la svolta: l'incontro di pace col capo dello Stato, le ripetute richieste di dimissioni rivolte a Silvio Berlusconi, le ospitate quasi quotidiane nei talk show, l'obolo a Michele Santoro perché potesse continuare il suo programma. Ma soprattutto una lotta serrata e solitaria contro la deriva che alla fine ha travolto Umberto Bossi e il suo "cerchio magico", i quali hanno cercato in tutti i modi di espellerlo dalla Lega. Davide ha vinto contro Golia. E ora, forte del voto plebiscitario con cui i veronesi gli hanno rinnovato la fiducia per la seconda volta, punta dritto al cuore del potere lumbard. Qui Flavio Tosi racconta la verità su di sé, sulla politica, sulla Lega.

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Sua Santità
Gianluigi Nuzzi
Chiare Lettere, 2012
​Non era mai successo. Nessuno era riuscito ad accedere nella stanza del papa e a leggere le sue carte riservate. Centinaia di documenti che svelano la quotidiana precarietà della Chiesa, tra affari assai poco trasparenti e congiure di palazzo.
Gianluigi Nuzzi, dopo il successo di VATICANO SPA sullo scandalo dello Ior, racconta, grazie alle carte fornite da una fonte segreta, le storie, i personaggi e i travagli che dividono oggi la Chiesa e che coinvolgono l’Italia e la sua politica. Anche quella del governo Monti.
Le lettere di Boffo, l’ex direttore bruciato da veline di palazzo, quelle di Viganò che dopo aver fatto risparmiare milioni al Vaticano, è costretto alle dimissioni, le donazioni private (anche quelle di Bruno Vespa), le raccomandazioni a Gianni Letta, il problema dell’Ici secondo i rapporti riservati del presidente dello Ior Gotti Tedeschi, il caso Ruby e Berlusconi (“vittima di una magistratura politicizzata”), gli incredibili pedinamenti degli 007 vaticani in territorio italiano, le verità sui Legionari di Cristo e la pedofilia in una testimonianza mai resa pubblica, le intemperanze di molti vescovi in ogni parte del mondo. Persino un incontro segreto tra Napolitano e il Papa di cui nessuno è a conoscenza. E don Julián Carrón, leader di Cl che accusa la diocesi di Milano di simpatie politiche. Nuzzi annoda i fili delle storie che insieme si leggono come se fossero capitoli di un thriller. La volontà di chi ha reso disponibili queste carte, rompendo vincoli di segretezza e quindi rischiando di persona, è quella di dare fiato e coraggio a tutti coloro che dentro la Chiesa non si riconoscono in un’istituzione tesa soprattutto a gestire beneficienze, affari e potere e si battono perché essa sia più vicina al cuore degli uomini e ritrovi l’abbraccio solidale di tutti i fedeli sparsi nel mondo.

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Joseph Ratzinger
Marco Politi
Editori Laterza, 2012
​"Joseph Ratzinger non doveva diventare papa. Non poteva. Secondo le regole non scritte dei conclavi una personalità così 'polarizzante' non sarebbe mai riuscita a ottenere i due terzi dei voti necessari per essere eletto. Invece il 19 aprile 2005, dopo un'elezione tra le più rapide dell'ultimo secolo, il tedesco Ratzinger si affacciò sorridente alla Loggia delle Benedizioni. Chi varca il Portone di Bronzo impara presto cosa significa il termine 'polarizzare'. Significa creare con dichiarazioni, gesti e idee un campo di tensione così forte da spaccare la Chiesa tra visioni differenti": dopo sei anni di pontificato Benedetto XVI è ancora un pontefice che divide. Eletto per rassicurare la parte di Chiesa in cerca di autorità e identità, il papa ha messo a disagio il cattolicesimo che si ispira al Concilio Vaticano II; con una citazione sprezzante su Maometto ha provocato uno scontro violento con l'Islam; elogiando Pio XII e togliendo la scomunica al vescovo negatore della Shoah ha causato una serie di crisi con l'ebraismo; le sue frasi sull'Aids hanno suscitato reazioni di protesta in tutto il pianeta; non ha affrontato questioni come il calo dei sacerdoti e il ruolo della donna. Marco Politi ricostruisce questi anni di pontificato nel quale crisi ed errori di comunicazione sono stati ripetuti e tratteggia il profilo meno conosciuto di un papa impolitico. Un uomo sensibile, timido, caloroso e pieno di umorismo nel privato. Un uomo che crede a un cristianesimo 'religione dell'amore'...

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L'Europa in pericolo. La fine dell'euro
Giorgio La Malfa
Passigli editore, 2012
Nel pieno della tempesta economica e finanziaria che ha investito l'Europa, si studiano oggi modifiche e rimedi per il sistema della moneta unica, una buona idea realizzata male. Più di dieci anni fa Giorgio La Malfa, pur condividendo il senso politico dell'euro e i valori dell'ideale europeista che ne ispiravano la creazione, esprimeva una riflessione fortemente critica sulla costruzione dell'Unione monetaria nel libro "L'Europa legata. I rischi dell'euro", che questo volume ripresenta aggiornato da un nuovo saggio introduttivo di La Malfa e con la prefazione di Paolo Savona. Nessuna variazione è stata apportata al testo originario perché quelle pagine scritte quando il cammino verso l'Unione monetaria europea era sostanzialmente compiuto - sono di straordinaria attualità. Già allora, scrive oggi La Malfa, "ero assolutamente convinto che una gestione improntata a una concezione così ristretta della politica economica si sarebbe presto scontrata con la realtà". Queste le considerazioni alle quali l'autore faceva seguire una serie di sue proposte per correggere i rischi dell'euro. Lette oggi, quelle considerazioni e quelle proposte suonano come una profezia. L'analisi e la diagnosi sviluppate da La Malfa più di dieci anni fa si sono dimostrate esatte e conservano tutta la loro validità. Per questo occorre rimeditarle adesso, sperando ci sia ancora tempo per rimediare agli errori e riprendere la strada della costruzione dell'Europa.


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I Doveri della Libertà
Emma Bonino
Laterza, 2012
​"Gli italiani si sono inventati la caricatura della libertà. Ma la libertà prende forma con i diritti e sono i doveri a darle 'tenuta', anzi diritti e doveri sono le facce di una stessa medaglia. La libertà si accompagna alla responsabilità": è un messaggio semplice quanto anomalo in un'Italia dove la norma è stravolgere le norme. Parla Emma Bonino, protagonista di un modo diverso di fare politica, e racconta il lungo cammino per i diritti che ha rivoluzionato il costume e la politica del nostro paese.

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L'uomo del colle
Giacalone Davide
Boroli, 2012

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Spudorati
Giordano Mario
Mondadori, 2012

 

​Gli scandali raccolti nel nuovo libro di Mario Giordano hanno un elemento in comune: sono tutti nati, trovati e scoperti negli ultimi mesi. Proprio così: mentre i cittadini chiedevano di cancellare i vitalizi della casta, quei vitalizi aumentavano. Mentre supplicavano di ridurre gli sprechi, quegli sprechi raddoppiavano. Mentre urlavano di ridurre le spese del Palazzo, le spese del Palazzo si moltiplicavano. Mai visto niente di così spudorato. "E dunque" dice Giordano "come si fa a mollare? Come si fa a tacere? La lotta contro le sanguisughe è appena all'inizio. È una lotta difficile, e combattendo ogni tanto si rischia pure di cadere nello sconforto. Anche questo libro farà venire a molti il mal di fegato, ma continuare a indignarsi non è solo un diritto. È un dovere: per noi, per la nostra storia, per il nostro futuro. Sono due i grandi nemici che oggi dobbiamo combattere: da una parte c'è la montagna di privilegi che ci sta soffocando, dall'altra c'è la rassegnazione. E la rassegnazione è un lusso che non ci possiamo permettere."


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Le Nostre vite senza ieri
Nesi Edoardo
Bompiani, 2012

 

​Quando sembra calare il sipario sullo splendore di un Paese, sulle sue passate ricchezze, si aprono due possibilità. Abbandonarsi al tramonto, oppure cogliere, nel presente, i segni del futuro. "Le nostre vite senza ieri" sceglie questa seconda strada e, non senza un bagliore di struggente nostalgia per gli anni della crescita spontanea dell'economia nazionale e mondiale, volge lo sguardo ai figli, ai ragazzi di oggi: a coloro che dovranno risollevare le sorti dell'Italia e del mondo; a coloro che hanno ereditato dai propri genitori - per la prima volta dopo tante generazioni - un mondo più povero e meno accogliente; a coloro che dovranno misurarsi, senza regole certe, con coetanei agguerriti da tutto il mondo e non solo dal paese accanto; a coloro che dovranno dimenticare il proprio "ieri" per aggredire il "domani"; che dovranno avere, e tradurre in realtà, idee che i propri genitori non potranno e non dovranno capire, altrimenti sarebbero idee già vecchie e inutili; a coloro che chiedono fiducia, almeno fiducia. Il nuovo libro di Edoardo Nesi è un messaggio nella bottiglia, un intreccio inestricabile e misuratissimo di nostalgia, entusiasmo per la vita, il lavoro; è una lama che entra negli aspetti più vivi e dolenti ed essenziali della realtà che ci circonda.


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2030. La tempesta perfetta
Gianluca Comin; Donato Speroni
Rizzoli, 2012
 
Nei prossimi 40 anni la popolazione mondiale supererà i 9 miliardi. Come potrà il nostro pianeta reggere i consumi attuali, tanto più se estesi ad altri due o tre miliardi di persone che aspirano a omologarsi allo stile di vita dei Paesi più ricchi? Serviranno 2 miliardi di nuovi posti di lavoro, ma contemporaneamente le riserve energetiche si andranno esaurendo, l’acqua diventerà un bene sempre più prezioso, il pianeta continuerà a riscaldarsi e sarà colpito sempre più spesso da grandi catastrofi naturali. Presentando sconcertanti dati di fatto e ricorrendo agli apporti di diverse discipline, dall’economia alla politica, Gianluca Comin e Donato Speroni ci spiegano come nel 2030 i problemi che oggi cominciano a manifestarsi potrebbero combinarsi in una «tempesta perfetta» di impatto devastante. Siamo pronti a farvi fronte? Certo, la responsabilità è dei governi nazionali: è ora di smettere di perseguire miopi priorità e di cominciare ad adottare politiche lungimiranti, consapevoli della necessità di trovare soluzioni globali. Ma, come ci ricordano gli autori, la vera sfida è per tutti noi cittadini, comunità locali, imprese, organizzazioni non profit: i comportamenti virtuosi non riguardano solo un diverso modo di consumare, ma un diverso modo di pensare i rapporti con gli altri, di dare valore al capitale sociale, di misurare la felicità senza ricorrere al Pil. Le nuove tecnologie metteranno a disposizione dell’umanità risorse immense, purché siamo in grado di farne buon uso. Perché le sfide che ci attendono, dalla sicurezza internazionale alla finanza, dal commercio all’ambiente, sono mondiali e riguardano tutti: in gioco c’è la sopravvivenza dei nostri figli e il futuro stesso della nostra civiltà.
 
 
 
 
 
 
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L'uomo di superficie
Vittorino Andreoli
Rizzoli, 2012
 
 
Cos’è successo all’uomo, alla civiltà? Concentrati su un qui e ora puramente corporei, abbiamo ucciso tutti gli dei e reso la bellezza l’unica nostra religione. Non abbiamo più sogni, non coltiviamo progetti, non sopportiamo il silenzio, facciamo rumore per vincere la solitudine, sradicati come siamo dalle nostre origini, incapaci di amare, di insegnare ai nostri figli e di imparare dai nostri padri. E siamo pieni di paura. Vittorino Andreoli, che non distoglie mai l’attenzione dal destino dell’uomo contemporaneo, ripercorre la parabola della propria vita per descrivere, nel modo più personale e insieme collettivo, l’importante mutamento cui stiamo andando incontro. Dall’emergenza parsimoniosa e crudele della guerra, dove tutta la famiglia sedeva intorno al piatto in cui campeggiava un’unica grande aringa annegata nell’olio, al boom economico, in cui il dilagare del benessere ha condotto in fretta all’eccesso, alla saturazione, all’inutile; dall’entusiasmo delle scoperte scientifiche, che ci hanno permesso di rimuovere il dolore, di controllare le nascite, di nascondere ma non cancellare la morte, alle crisi, sempre uguali e sempre diverse, della Repubblica. È lungo questo tortuoso sentiero che l’ultimo esemplare di Homo sapiens sapiens giunge quasi senza accorgersene a un passo dalla fine. Oggi viviamo appiattiti sulla nostra pelle, senza radici e senza futuro. Andreoli non dà giudizi né offre ricette, non ha certezze né dogmi da imporre. Ha però uno sguardo profondamente umano, e la consapevolezza della sua e nostra fragilità, l’unica meravigliosa forza su cui possiamo e dobbiamo contare per risorgere.
 

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Gli ultimi saranno i primi
Dominique Lapierre; Renzo Agasso
Rizzoli, 2012
​Parigi 1944. Dominique Lapierre ha tredici anni e ogni notte, insieme agli eroi dei suoi libri, scappa dalla città occupata dai nazisti per andare alla scoperta del mondo: Costantinopoli, Gerusalemme, Damasco, i deserti della Siria e dell'Iraq, gli altipiani dell'Afghanistan... Da sotto le coperte prega il dio della guerra perché nessuna allerta lo costringa a interrompere i suoi sogni. Che si avvereranno tutti, ma ancora non lo sa. L'anno dopo scopre gli spazi sconfinati dell'America, dove tornerà per frequentare l'università, e sarà solo l'inizio. Si sposa e si imbarca per una luna di miele intorno al mondo; parte per la Corea insieme alle Nazioni Unite. Da inviato di "Paris Match" viaggia sui fronti più caldi dell'attualità: attraversa la Russia in piena Guerra Fredda, a Napoli si presenta a Lucky Luciano, in un kibbutz nel deserto del Negev, Ben Gurion gli racconta le settimane cruciali della nascita di Israele. Poi l'incontro con l'India, e niente sarà più lo stesso: "Tutto quello che non viene donato va perduto" gli insegna Madre Teresa. Comincia per Dominique una seconda vita immerso nella realtà incredibile della "Città della gioia": ogni sua giornata, ogni sua parola, tutta l'esperienza e la capacità di scrittore e di comunicatore che ha accumulato nei suoi anni di successi vengono poste al servizio degli ultimi della terra. In questo libro abbraccia l'intera avventura della sua vita, e riflette sui paradossi del mondo contemporaneo con l'umiltà di chi pensa di non avere nulla da insegnare.

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Ultime notizie dal Sud
Luis Sepulveda
Guanda, 2011
​Nel 1996, a Parigi, due amici seduti davanti a un mate progettano un libro sul Sud del mondo. Sono uno scrittore e un fotografo, girano per il pianeta e lo ritraggono per quello che è: uno strano miscuglio di crudeltà e tenerezza, di verità e leggenda. Muovendosi nella steppa patagonica, «dove si sta tra la terra e il cielo», armati di una Moleskine e di una Leica, i due amici vanno a caccia di storie da ultima frontiera. Forse le ultime storie di frontiera: Le ultime notizie dal Sud.
Laggiù, lungo strade spazzate dal vento, capita di incontrare un virtuoso liutaio che si aggira in cerca del legno più adatto per costruire un violino. In un bar di San Carlos de Bariloche si può far amicizia con un ubriaco che afferma di essere il discendente di Davy Crockett. E nella pampa brulla, una vecchietta con il dono di rendere fertile tutto ciò che tocca diviene il simbolo del legame con una terra su cui troppi vorrebbero allungare le mani. Il tempo passa, alle storie si aggiungono altre storie, e il libro vede la luce anni dopo, quando le cose che voleva raccontare hanno acquisito «il sapore dell’inesorabilmente perduto». Questo perché il Sud del mondo è una regione minacciata dall’avidità di predatori potenti, ma anche un luogo popolato di fantasmi, dove ancora echeggiano le gesta di Butch Cassidy e gli spari dello sceriffo Martin Sheffields; magicamente abitato da sedicenti folletti con un passato misterioso, e attraversato da un treno mitico, il Patagonia Express, in un estremo viaggio d’addio.
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A cosa serve la politica?
Piero Angela
Mondadori, 2011
"Oggi c'è un forte risentimento contro la classe politica per i suoi troppi privilegi, per il malcostume diffuso, per i costi, l'arroganza, l'inefficienza, la corruzione. Ma in realtà esiste una questione molto più profonda, che questo libro intende affrontare, e che riguarda il ruolo stesso della politica nella società. È radicata l'idea che sia la politica a determinare il benessere di un paese. E che, cambiando maggioranza, o cambiando leader, si possano ottenere cose che in realtà non dipendono dalla politica. E che non dipendono neppure dalla capacità di lottare per ottenerle. Questo non significa che la politica non sia importante, anzi. Ma soltanto se riesce a stimolare e a far crescere in modo prioritario quei "software", quei motori dello sviluppo che sono i veri produttori di ricchezza. E anche i veri attrattori di investimenti. Ma è così che funziona la politica in Italia?" Andando al di là delle polemiche quotidiane, Piero Angela ci offre un punto di vista diverso e illuminante per mettere a fuoco il vero problema del nostro paese.

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Se ti spiegassi la scienza?
Marco Alloni; Giulio Giorello
Aliberti, 2011
 Giulio Giorello non disdegna confrontare il pensiero del filosofo con quello di qualunque altro essere umano. Tale attitudine è ancora più esplicita in questo volume: lo spirito di disponibilità al confronto, che presiedeva all’idea di «società aperta» di Karl Popper, trova qui risonanze particolari. Giorello abbatte il preconcetto disciplinare e accademico di filosofia e chiede riflessione sul senso a chiunque sia in grado di proporla. Né retrocede all’avanzata della fisica e della matematica nei territori della speculazione. Ma, soprattutto, sulla scia del suo maestro e “antagonista” Ludovico Geymonat, riconosce che oggi «la filosofia si annida proprio nelle pieghe della scienza».
 Una combinazione così fertile che, probabilmente, tra i tanti saggi scritti, meritava una riflessione ulteriore: quella che si propone qui.
 

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2012. Manuale contro la fine del Mondo
Alessandro Cecchi Paone
Gangemi, 2011
​Temete che il mondo stia per finire? Avete dato credito a libri, film e trasmissioni televisive che seminano ansia e insicurezza? Niente paura! Con questo manuale Alessandro Cecchi Paone vi aiuta a difendervi dai profeti di sventura, demolendo uno per uno, con le armi della scienza, della storia, dell'archeologia, della religione e del buon senso, i falsi miti dell'apocalisse prossima ventura. Ritroverete così il diritto/dovere dell'ottimismo, il piacere di progettare il futuro, il gusto di ridicolizzare gli uccellacci del malaugurio. Con un vocabolario che svela il significato di tutte le parole sulla fine del mondo. Prefazione di Piergiorgio Odifreddi.
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Licenziare i padreterni
Gian Antonio Stella; Sergio Rizzo
Rizzoli, 2011

​Gli stipendi del Senato saliti di un altro 19% in 4 anni - I palazzi del Palazzo che sono diventati 52 - La trincea in difesa dei doppi e tripli vitalizi - Gli aereiblu che volano come mai prima - Sforbiciatine agli affitti cresciuti di 41 volte dal 1983 - I menù di lusso con le lamelle di spigola ancora a 3,34 euro - I bilanci “ritoccati” solo per fare bella figura - I rimborsi elettorali che hanno superato i 5 miliardi e mezzo - I Presidenti regionali che continuano a prendere come tre governatori Usa - Autoblu a vita che aumentano senza freni - La Parentopoli che impazza


E DICEVANO D'AVERE TAGLIATO…

I politici politicanti italiani, quelli che un liberale cristallino come Luigi Einaudi attaccò scrivendo che occorreva “licenziare i Padreterni”, sono sordi.
Non riescono a capire. Non riescono a vedere, chiusi nel loro fortilizio autoreferenziale, l’insofferenza montante dei cittadini di un Paese in affanno che vive, come dice Giorgio Napolitano, “un angoscioso presente”. Sono così abituati ai privilegi, all’abuso del potere, all’impunità, da non rendersi conto che la loro sordità mette a rischio non solo il decoro e la credibilità delle istituzioni ma alla lunga il nostro bene più prezioso: la democrazia. Quattro anni dopo La Casta, gli autori che prima e più di tutti ne hanno denunciato gli sprechi, le ingordigie e le prepotenze smascherano punto per punto i tradimenti delle promesse di sobrietà. E l’inadeguatezza di una classe politica che, nonostante l’impegno e la generosità di tanti parlamentari e amministratori perbene e generosi, non riesce a essere davvero classe dirigente. E offre segnali di un distacco rischioso tra chi governa e chi è governato.
Un’invettiva civile d’amore per l’Italia e per la politica migliore. Nella speranza di un riscatto.


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Vandali
Gian Antonio Stella; Sergio Rizzo
Rizzoli, 2011
​La nuova inchiesta-denuncia degli autori di "La casta" e "La deriva" sulle condizioni del patrimonio storico e artistico in Italia. A Pompei crolla la Schola Armaturarum, l’ultimo mosaicista è andato in pensione dieci anni fa, c’è un solo archeologo per 66 ettari di scavi, un accordo sindacale vieta agli elettricisti di salire su scale più alte di 70 cm. In Sicilia, a due passi da Selinunte, dove il tempio di Apollo resta coperto per undici anni da un’impalcatura solo perché nessuno la smonta, c’è un’intera città di 5000 case abusive di cui 800 così al di fuori da ogni norma da non rientrare in nessuno dei numerosi condoni edilizi, eppure non si è mai vista una ruspa. In un’epoca in cui le scelte turistiche si fanno sul web, il portale governativo Italia.it, dopo sette anni e milioni di euro buttati, ha raggiunto il 4562° posto nella classifica dei siti internet italiani più visitati e il 184.594° di quella internazionale. Campagne e colline vengono assaltate dalla speculazione edilizia senza ricordare quanto scriveva Montanelli: «Ogni filare di viti o di ulivi è la biografia di un nonno o un bisnonno». Sono solo tre esempi dello stato in cui è ridotta una nazione attivamente impegnata a distruggere la sua unica vera ricchezza: l’arte, i paesaggi, la bellezza. Questo libro è la denuncia appassionata di uno scempio, di cui politici e amministratori sono i principali responsabili, molti cittadini i complici e tanti altri le vittime che dovrebbero far sentire più forte la propria voce.
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Le diete della salute
Rosanna Lambertucci
Mondadori, 2011
​Con il cibo si possono curare molti problemi di salute e addirittura intervenire su alcuni aspetti del carattere per diventare più sani, più belli e più felici. Rosanna Lambertucci continua il suo appassionato percorso alla ricerca del benessere e lo dedica a tutti, proprio a tutti, perché non è mai troppo presto né troppo tardi per prendersi cura di se stessi. La scoperta contenuta nelle "Diete della salute" è che i cibi, se correttamente combinati, sono capaci di correggere inestetismi, mitigare disturbi vari e, non ultimo, migliorare il nostro carattere. Ciò che mangiamo, spiega la Lambertucci, influisce direttamente sull'umore. Un'alimentazione inappropriata può generare, per esempio, svogliatezza e cattiva disposizione verso gli altri perché le molecole dei cibi agiscono direttamente anche sul nostro stato d'animo. Imparare a sfruttare positivamente questi silenziosi meccanismi è la chiave d'accesso a un mondo di benessere. "Le diete della salute" è una guida per rimettersi in forma. Ma non è un rimettersi in forma fine a se stesso: è un salto di qualità nell'approccio al cibo e, più in generale, alla vita quotidiana. Perdere qualche chilo, ritrovare energie considerate sepolte, riscoprire la trascurata bellezza del proprio corpo, riuscire a godere della buona tavola senza esserne dipendenti, migliorare il proprio carattere diventa un irrinunciabile stile di vita, facile da mantenere nel tempo.
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Privati dell'acqua?
Antonio Massarutto
Il Mulino, 2011
​Buchi nei tubi, buchi nella dotazione impiantistica, buchi nei bilanci: il settore idrico deve industrializzarsi e mobilitare risorse importanti che lo stato e la fiscalità non possono mettere a disposizione, e che vanno perciò ricercate sul mercato. Ma molti cittadini reagiscono con sconcerto, temendo che "privatizzazione" significhi precludere l'universalità dell'accesso a un bene comune. Questo libro offre una prospettiva diversa. E' possibile coinvolgere il privato senza che l'acqua diventi "dei privati"; modernizzare il settore e trasferire l'onere di finanziarlo dalla fiscalità alle tariffe pagate dagli utenti, senza che questo comporti esclusione sociale e diritti negati. L'esperienza di altri paesi ce lo dimostra, ma occorre sfuggire alla retorica, all'ideologia, alle molte trappole del buon senso comune. Mentre il paese discute se il mercato è di destra o di sinistra, a rimanere al palo sono gli investimenti e le manutenzioni: continuando così, ad essere "privati dell'acqua" saranno i nostri figli e nipoti.
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Vandali. L'assalto alle bellezze d'Italia
Gian Antonio Stella; Sergio Rizzo
Rizzoli, 2011
​Il tempio di Apollo a Selinunte ingabbiato per undici anni dalle impalcature perché nessuno le smonta. La campagna veneta di Palladio e del Giorgione "intossicata, sconquassata, rosicchiata, castrata", come dice il poeta Andrea Zanzotto, da un caos di villette, ipermercati e capannoni. I mosaici di Pompei che si sgretolano perché l'ultimo mosaicista è in pensione da un decennio mentre il commissario compra mille bottiglie di vino "pompeiano" da 55 euro e ne spende 103mila per censire 55 cani randagi. La tenuta agricola di Cavour tra le risaie vercellesi cannibalizzata dai teppisti. L'inestimabile villaggio preistorico di Nola affogato nell'acqua perché la pompa non funziona. La tracotanza di un abusivismo che, di condono in condono, è salito a 4 milioni e mezzo di alloggi nei quali vivono undici milioni di italiani. Le uniche ricchezze che abbiamo, il paesaggio, i siti archeologici, i musei, i borghi medievali, la bellezza, sono sotto attacco. Un incubo culturale, un'angoscia economica. Eravamo i primi al mondo nel turismo: siamo precipitati per competitività al 28° posto. E il portale italia.it, costato milioni di euro, è 184.594° fra i siti web più visitati del pianeta. Una classe dirigente seria sarebbe allarmatissima. La nostra no. Anzi, la cattiva politica è tutta concentrata su se stessa. E si tiene stretti tutti i privilegi. Le sole auto blu costano due volte e mezzo l'intero stanziamento per i Beni culturali, dimezzato in 10 anni. La serrata denuncia di uno scempio.
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L'Italia che vorrei
Gianfranco Fini
Rubbettino, 2011
E’ davvero una chiara idea dell’Italia, e del suo futuro, quella che emerge del nuovo libro di Gianfranco Fini che, lungi dall’esercitarsi  in questioni di politica politicante, guarda direttamente in faccia i problemi e propone, in vari casi, soluzioni, bypassando le bassezze di una certa politica e restituendoci quella che dovrebbe essere la vera missione di una politica “alta”, lungimirante, fondata su una rigorosa etica pubblica e proiettata nel futuro. Ne emerge un libro denso di contenuti e di proposte in cui Gianfranco Fini si misura sui principale problemi aperti nella società italiana ed in quella europea: sulla questione, sempre in divenire, dello stato della democrazia e dei diritti e doveri dei cittadini, sulla vitalità della Costituzione e sul futuro del Parlamento, sui nodi irrisolti della nostra economia sulla vexata quaestio del federalismo fiscale, sui veri nodi della giustizia, della ricerca scientifica e del sistema delle infrastrutture. Il libro si chiude con un appello ai giovani a tener sempre vivo lo spirito della Costituzione.
Si tratta, di un libro ricco di contenuti e di proposte, dal quale i lettori possono trarre nuove nozioni e apprendere quelli che dovrebbero essere, così come avviene negli altri Paesi democratici, i veri contenuti dell’impegno politico.
Un libro da tenere sulle scrivanie dal quale attingere spunti e idee sul futuro e sulla libertà.

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Lo spazio, il quarto ambiente. Storia di Luigi Gerardo Napolitano, pioniere della microgravità
Giovanni Caprara
Gruppo 24 Ore, 2010
​«...Luigi si divertiva a costruire aeromodelli, inseguirli nell’aria annusando la scia oleosa che trascinavano, incurante delle lamentele del vicinato infastidito dai continui ronzii. Ora all’Università può progettare aerei veri, scoprire i segreti delle loro esili strutture, ma soprattutto le teorie che ne governano il volo».
Lo Spazio, il quarto ambiente. Storia di Luigi Gerardo Napolitano, pioniere della microgravità ricostruisce la vita, gli studi e i successi di Luigi Gerardo Napolitano ingegnere meccanico e aeronautico e professore di aerodinamica, emigrato in America per poi tornare a insegnare nella sua Napoli, dopo essere stato docente al Politecnico di Brooklyn (New York), all’Università di Berkeley (California) e alla Sorbona.
Napolitano ideò e diresse alcuni esperimenti sulla microgravità realizzati a bordo della navetta spaziale durante le missioni del laboratorio spaziale europeo. La sua eredità è ancora attuale e impiegata tuttora nei lanci (a cui hanno partecipato e partecipano anche astronauti italiani) e nei satelliti in orbita intorno alla Terra.
Il volume racconta la storia, quasi una favola, di un grande scienziato aerospaziale, audace pioniere nei duri anni del dopoguerra, carismatico protagonista della storia del nostro paese.
Il libro è stato scritto da Giovanni Caprara, responsabile della redazione scientifica del Corriere della Sera ed autore di numerosi libri dedicati alla storia della scienza e all’esplorazione dello spazio tradotti in Europa e negli Stati Uniti. Avendo personalmente conosciuto Napolitano, Caprara ricostruisce con scrupolo le tappe più importanti della vita accademica, ma anche familiare di questo scienziato che ha dato lustro all’Italia.
Scrive nella prefazione Jean-Jacques Dordain, direttore generale dell’Esa (European Space Agency): «Un visionario creativo, un uomo del XXI secolo vissuto nel XX secolo. Questa è per me la migliore definizione di Luigi Gerardo Napolitano. Ha immaginato, progettato e creato una quarantina d’anni prima di altri.»
Il libro “Lo Spazio, il quarto ambiente. Storia di Luigi Gerardo Napolitano, pioniere della microgravità” è edito dal gruppo Il Sole24Ore.
La postfazione è di Fernando Napolitano, amministratore delegato di Booz & Company Italia e figlio di Luigi Gerardo Napolitano.
“Luigi G. Napolitano è stato uno scienziato atipico” scrive Napolitano jr nella postfazione “estroverso e istrionico, carismatico e magnetico, poliedrico ed eclettico, trascinatore di folle e grande comunicatore. Napolitano aveva posto le basi per lo sviluppo qualificato e di valore del nostro paese, a partire dallo spazio: vantaggio competitivo essenziale per un paese industrializzato”.
Il libro è un tributo a una grande personalità umana e scientifica, a uno di quegli ingegni italiani che troppo spesso tendiamo a dimenticare.

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Nei prossimi giorni
  • Roma InConTra 14° puntata VII stagione


    Conduce:
    Enrico Cisnetto
    Con:
    Annamaria Furlan; Giulio Tremonti; Teo Musso; Remo Bodei
    Quando e dove: 23/10-18:30 - Palazzo Santa Chiara (Piazza di Santa Chiara, 14 Roma)
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